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Contenuto archiviato il 2023-03-01

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In base ai risultati di un progetto del 5PQ, i diritti dei partecipanti alla ricerca medica devono essere più tutelati

Un gruppo di ricercatori europei ha dichiarato che in alcuni casi non si fa abbastanza negli Stati membri per tutelare i diritti e le libertà di coloro che partecipano a programmi di ricerca medica. Di recente, in occasione della presentazione a Bruxelles dei risultati dello...

Un gruppo di ricercatori europei ha dichiarato che in alcuni casi non si fa abbastanza negli Stati membri per tutelare i diritti e le libertà di coloro che partecipano a programmi di ricerca medica. Di recente, in occasione della presentazione a Bruxelles dei risultati dello studio da loro condotto, i ricercatori hanno sottolineato la necessità di compiere ulteriori sforzi affinché questa situazione sia resa nota ai comitati etici nazionali responsabili della valutazione delle proposte di ricerca. Il progetto PRIVIREAL, finanziato a titolo del Quinto programma quadro (5PQ), è inteso a valutare l'efficacia della direttiva comunitaria sulla tutela dei dati in relazione alla salvaguardia del rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà di soggetti che partecipano a ricerche in campo medico. La direttiva sulla tutela dei dati è stata adottata nel 1995 al fine di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla circolazione dei dati personali, garantendo i diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione europea (in particolare la vita privata). Gli Stati membri hanno attuato la direttiva in modo diverso e pertanto non è chiaro in che misura la normativa in materia di valutazione delle proposte di progetti da parte di comitati etici abbia influenzato in particolare la ricerca medica. PRIVIREAL è stato lanciato per colmare questa mancanza di informazioni. "La ricerca medica è vitale per la salute della popolazione e si potrebbero quindi concedere deroghe ad alcuni regolamenti ai fini del miglioramento della salute", ha dichiarato David Townend dello Sheffield Institute of Biotechnological Law and Ethics dell'Università di Sheffield nel Regno Unito. "È un aspetto importante di qualsiasi economia, ma ciò significa che si tende ad attenuare eccessivamente le disposizioni in materia di diritti e libertà fondamentali - in special modo la vita privata - degli individui", ha aggiunto. Poiché la comprensione dell'equilibrio fra il progresso della scienza e la vita privata personale è stato un elemento cruciale dello studio PRIVIREAL, i ricercatori hanno affrontato la questione in tre tappe. Innanzitutto hanno analizzato l'effettiva attuazione nei paesi europei della direttiva in materia di tutela dei dati (95/46/CE) con riguardo alla ricerca medica. Successivamente hanno esaminato in quale misura la normativa influenzi i comitati etici al momento della valutazione delle proposte di ricerca. Il gruppo di ricerca PRIVIREAL ha infine combinato questi risultati per valutare l'applicazione della direttiva in ciascun paese e determinare il mandato da affidare ai comitati etici per tutelare i diritti dei partecipanti alla ricerca ai sensi della regolamentazione comunitaria. "Nel nostro sito pubblichiamo, per ogni paese, le leggi e i regolamenti pertinenti in materia di tutela dei dati, nonché osservazioni e altre informazioni di carattere generale", ha spiegato il gruppo. Le raccomandazioni del progetto, rese note all'incontro di Bruxelles, ruotano attorno a sette principali temi: la definizione di dati personali, l'"anonimizzazione" dei dati, il tipo di informazioni fornite al soggetto cui si riferiscono i dati, il tipo di controllo preventivo che dovrebbe avere luogo, la procedura per ottenere il consenso, la gestione delle esenzioni, e in generale il ruolo dei comitati etici in materia di ricerca.

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