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La Commissione incoraggia una maggiore accessibilità delle TIC

La Commissione ha adottato una comunicazione sulla eAccessibility allo scopo di incoraggiare lo sviluppo di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) accessibili a tutti, compresi i disabili e gli anziani. Secondo la comunicazione, i disabili rappresentano cir...

La Commissione ha adottato una comunicazione sulla eAccessibility allo scopo di incoraggiare lo sviluppo di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) accessibili a tutti, compresi i disabili e gli anziani. Secondo la comunicazione, i disabili rappresentano circa il 15 per cento della popolazione europea complessiva, e attualmente molti di loro incontrano difficoltà nell'utilizzo di prodotti e servizi delle TIC. La situazione è analoga per gli anziani e, poiché si prevede che nel 2030 il 30 per cento degli europei avrà più di 60 anni, alla Commissione preme rendere tali prodotti e servizi quanto più accessibili possibile allo scopo di evitare il rischio di esclusione digitale. "Il cambiamento demografico in Europa rappresenta una sfida sociale enorme che [le TIC] possono contribuire ad affrontare", ha osservato il commissario per la Società dell'informazione e i mezzi di comunicazione Viviane Reding. "Nuovi dispositivi elettronici, servizi e tecnologie possono essere utilizzati e sviluppati ulteriormente per migliorare la qualità di vita della generazione più anziana, per garantire a tali cittadini una vita indipendente e per consentire loro di mettere a disposizione della nostra economia e società la loro esperienza e le loro capacità. Prevedo inoltre lo sviluppo di un mercato del tutto nuovo di prodotti e servizi più facilmente accessibili a tutti". La comunicazione va a integrare i risultati di una consultazione online tenutasi agli inizi del 2005, da cui è emerso un forte sostegno a favore di iniziative comunitarie volte a promuovere una maggiore accessibilità. A livello di Unione sono già in corso numerose attività tese a potenziare la eAccessibility, tra cui la promozione di norme europee e di una metodologia "aperta a tutti", nonché il finanziamento di progetti di ricerca per la messa a punto di prodotti e soluzioni innovative. Tuttavia, molte soluzioni sono tuttora orientate a un mercato ristretto - essenzialmente i disabili e taluni gruppi di anziani - e l�approccio continua a variare enormemente da paese a paese. La sfida consiste nell'abbandonare l'idea che il mercato di prodotti accessibili comprenda esclusivamente i disabili e gli anziani, e nell'incoraggiare invece le società a progettare prodotti e servizi accessibili a tutta la popolazione. Mediante la propria comunicazione, la Commissione intende promuovere un approccio coerente su base volontaria alle iniziative di eAccessibility negli Stati membri, nonché incoraggiare l'autoregolamentazione settoriale. Per conseguire tali obiettivi, la comunicazione propone l'adozione di approcci non ancora ampiamente utilizzati in Europa: requisiti di accessibilità nel campo degli appalti pubblici, certificazione di accessibilità, nonché un utilizzo migliore della legislazione esistente. Il primo punto implica l'obbligo per gli enti pubblici europei di esigere che tutti i prodotti e servizi TIC che acquistano soddisfino i requisiti di accessibilità. Poiché gli appalti pubblici rappresentano il 16 per cento del PIL totale in Europa, una condizione del genere contribuirebbe a creare un mercato più ampio per le TIC accessibili, reputa la Commissione. Circa il secondo punto, si ritiene che lo sviluppo e l'introduzione di programmi di certificazione per prodotti e servizi accessibili contribuirebbe a orientare meglio la clientela e ad attribuire il giusto riconoscimento agli sforzi compiuti in tal senso dai produttori e dagli erogatori di servizi. Infine, la Commissione studierà in che modo si possa utilizzare, al fine di applicare la eAccessibility, la legislazione comunitaria in materia, ad esempio la direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione, la direttiva sulle apparecchiature radio e sulle apparecchiature terminali di telecomunicazione, e le direttive sugli appalti pubblici. La Commissione considera la promozione della eAccessibility alla stregua di "un imperativo sociale, etico e politico". Benché la comunicazione si proponga di incoraggiare gli Stati membri e l'industria a intraprendere iniziative su base volontaria, la Commissione dichiara che nei prossimi due anni proseguirà la propria opera di sensibilizzazione e la raccolta di prove. Nel 2007 valuterà l'efficacia degli approcci proposti nella comunicazione e, a seguito di una valutazione di impatto, se necessario potrebbe prendere in considerazione l'introduzione di misure legislative per promuovere ulteriormente l'eAccessibility. Questo lavoro, conclude la comunicazione, apporterà un contributo all'Iniziativa europea sulla eInclusion del 2008, precedentemente annunciata.

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