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La revisione tra pari di PAXIS rivela opportunità e rischi

Il 6 e 7 ottobre scorso ai delegati presenti allo European Innovation Workshop (Seminario europeo sull�innovazione) di Edimburgo, Regno Unito, sono stati presentati, in concomitanza con la conclusione dell'azione pilota di eccellenza per le imprese innovative di nuova creazion...

Il 6 e 7 ottobre scorso ai delegati presenti allo European Innovation Workshop (Seminario europeo sull�innovazione) di Edimburgo, Regno Unito, sono stati presentati, in concomitanza con la conclusione dell'azione pilota di eccellenza per le imprese innovative di nuova creazione della Commissione (PAXIS), i risultati di una revisione tra pari in merito al successo della rete. L'analisi di punti di forza, punti di debolezza, opportunità e minacce (SWOT) si è incentrata sui quattro temi chiave delle attività di PAXIS: apprendimento, lavoro in rete, mobilità e innovazione. Dalla conclusione generale emerge che PAXIS è riuscita a creare una comunità di eccellenza fra gli attori nel campo dell'innovazione a livello regionale, ma resta la necessità di proseguire l'attuazione delle centinaia di buone pratiche individuate tramite la rete, al fine di mantenere lo slancio e avere un impatto significativo sull'innovazione regionale. Secondo Alex Talacchi, responsabile del progetto PAXIS per la DG Imprese e industria della Commissione, il processo della revisione tra pari ha dimostrato la verità che è alla base del motto della rete, ovvero che "l'eccellenza si può apprendere." L'apprendimento, in effetti, si è rivelato l'aspetto chiave del programma: "I partner di PAXIS hanno dato prova di una grande capacità nella condivisione della conoscenza attraverso canali formali e informali, nonché in tacite forme di apprendimento quali l'osservazione e l'emulazione", ha affermato. Per contro, la revisione tra pari ha riscontrato una debolezza riguardo alla diffusione del processo di apprendimento al di là delle 22 regioni di eccellenza coinvolte nel progetto PAXIS, e ha attribuito tale insuccesso a una mancanza di meccanismi formali. Un altro problema si pone quando si tratta di convertire le lezioni apprese in azioni e politiche concrete, e i revisori hanno rilevato che il programma non contempla una metodologia generale a tale scopo. L'altro elemento chiave di PAXIS è stato il lavoro in rete che, secondo le conclusioni della revisione tra pari, è stato estremamente proficuo all'interno del programma grazie soprattutto al fatto che gli attori nel campo dell'innovazione regionale hanno dimostrato uno spirito di collaborazione anziché di competizione. "Ciò ha permesso a PAXIS di creare reti molto efficienti nell'insieme, nonché reti incrociate fra i vari progetti e reti tematiche", ha affermato Alex Talacchi. Analogamente alle difficoltà legate all'estensione del processo di apprendimento al di fuori della rete, a causa della mancanza di una piattaforma per una collaborazione più ampia le reti sono state tuttavia limitate principalmente alle 22 regioni PAXIS. La mobilitazione di risorse, persone e idee ha avuto un successo sufficiente a coinvolgere nelle attività della rete esperti e responsabili politici regionali e nazionali, un processo che Talacchi ha descritto come "uno dei migliori risultati" di PAXIS. Tutti i partecipanti avrebbero preferito disporre di più tempo e finanziamenti per poter mobilitare un maggior numero di soggetti e politiche ma, come ha sottolineato Talacchi: "In fondo, si è trattato di un'azione pilota". In termini di innovazione, lo scopo principale era quello di individuare metodi per analizzare e verificare le politiche e le pratiche emerse dalla rete, sia in termini di sostenibilità prima di trasferirle da una regione all'altra, sia in termini di efficacia in fase di post-attuazione. L'analisi dei punti di forza e di debolezza ha consentito ai revisori di valutare le opportunità e le minacce emerse al termine del progetto PAXIS. Per quanto riguarda i punti di forza, il più evidente è la possibilità di ampliare i risultati di PAXIS e mettere le migliori pratiche individuate a disposizione di un più vasto pubblico attraverso il Portale europeo dell'innovazione, manuali per i responsabili politici e futuri seminari e conferenze. Analogamente, mantenere le reti e i contatti sviluppati nell'ambito di PAXIS significa avere maggiori opportunità per lanciare altre azioni in tutta l'UE, nonché programmi bilaterali o nazionali. Lo slancio positivo sviluppatosi nel corso del programma PAXIS è da attribuire principalmente agli attori regionali che hanno partecipato alla rete, tanto che Astrid Severin, anch'ella funzionario della DG Imprese e industria responsabile del progetto PAXIS, li ha sollecitati a mantenere alta la motivazione e a proseguire l'attività. Vi è anche il rischio, ha aggiunto, che PAXIS possa finire col rendere poco in termini di impatto pratico se le centinaia di idee e prassi individuate nella rete non vengono trasformate in azioni concrete. A condizione che tutti coloro che hanno preso parte al progetto riescano ad evitare tali insidie e a sfruttare le varie opportunità che si presentano attualmente, PAXIS è stata, secondo la valutazione delle revisioni tra pari, un progetto del tutto positivo. Astrid Severin ha citato i 1.400 soggetti coinvolti, le 300 migliori pratiche individuate e gli strumenti e metodologie che adesso si possono adeguare alle esigenze specifiche di qualsiasi paese e regione. "I risultati dimostrano che PAXIS è stata creata su basi giuste, in particolare l'apprendimento e il lavoro in rete, e le azioni future cercheranno di trovare una soluzione ad alcuni punti deboli e di ampliare i punti di forza della rete", ha concluso.

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