La Commissione autorizza gli aiuti di Stato britannici a sostegno dell'innovazione
La Commissione europea ha autorizzato il programma britannico NESTA per l'invenzione e l'innovazione, che crea un fondo di capitali di rischio di 35,3 milioni di euro a favore delle micro e piccole imprese innovative di recente creazione nel Regno Unito. La decisione è conforme allo spirito della comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato e il capitale di rischio, che concerne le misure intese a promuovere la crescita dei mercati dei capitali di rischio, e la sua adozione può essere interpretata come la prova dell'impegno della Commissione a favorire l'innovazione, agevolando l'accesso da parte delle imprese al capitale di avviamento e al capitale iniziale. Il Commissario responsabile della Concorrenza Neelie Kroes ha dichiarato: "Autorizzando queste misure, abbiamo dimostrato che il controllo sugli aiuti di Stato può svolgere un ruolo attivo nel sostegno all'innovazione. Per essere forte, l'economia europea ha bisogno di un ambiente imprenditoriale dinamico nel quale le imprese nuove e innovative possano crescere e prosperare. Le aziende giovani hanno idee originali e generano conoscenza, crescita e occupazione". La compatibilità della misura con le norme del trattato CE in materia di aiuti di Stato si basa sul fatto che il regime contribuisce a ovviare al problema della mancanza di risorse proprie tipico delle piccole e medie imprese (PMI) nella fase di avviamento o in altre fasi iniziali. Inoltre, gli eventuali effetti negativi delle misure sugli scambi e sulla concorrenza sono molto limitati, proporzionati e necessari per conseguire gli obiettivi del regime, ha concluso la Commissione nella sua valutazione. Il programma britannico NESTA (National Endowment for Science, Technology and the Arts) per l'invenzione e l'innovazione è stato istituito nel 1998 con legge del parlamento al fine di massimizzare il potenziale creativo e innovativo del paese. NESTA crea un fondo di capitali di rischio che fornisce capitale proprio e quasi proprio alle micro e piccole imprese (MPI) innovative di recente creazione per aiutarle a superare la mancanza di offerte di finanziamenti. Questa mancanza di fondi propri si spiega con il fatto che le MPI spesso si trovano soltanto nella fase di convalida del concetto e gli investitori privati sono restii ad intervenire. Il fondo applica una procedura in due fasi per gli investimenti e prevede la possibilità di realizzare investimenti iniziali fino a 217.000 euro senza partecipazione privata, ma motivati esclusivamente dalla ricerca del profitto. Tutti gli investimenti successivi dovranno essere realizzati con la partecipazione di investitori privati e sono soggetti esattamente alle stesse condizioni. Questa struttura mira a rendere allettanti le PMI per gli investitori informali e altri fornitori di capitali iniziali, nonché a rafforzare la loro capacità di ottenere finanziamenti successivi da fonti private, riducendo in tal modo al minimo l'assistenza del settore pubblico. Alla fine di settembre, la Commissione europea ha pubblicato un documento di consultazione sulle misure atte a promuovere l'innovazione nelle PMI. La comunicazione riporta le idee concrete della Commissione sulle possibilità di rafforzare l'innovazione e la ricerca nelle PMI attraverso le norme in materia di aiuti di Stato - un aspetto fondamentale per soddisfare gli obiettivi della rilanciata strategia di Lisbona. Le proposte sono finalizzate a incoraggiare la creazione e lo sviluppo di nuove imprese innovative e a incrementare la disponibilità di capitali di rischio in Europa attraverso sovvenzioni ed esenzioni fiscali.