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Il Commissario Potocnik illustra i dettagli dei piani volti a sostenere ricerca e innovazione

Il Commissario europeo per la Scienza e la ricerca, Janez Potocnik, ha illustrato i dettagli delle iniziative comunitarie inserite nell'ambito del piano d'azione integrato per la ricerca e l'innovazione adottato di recente dalla Commissione. Il piano d'azione è stato pubblic...

Il Commissario europeo per la Scienza e la ricerca, Janez Potocnik, ha illustrato i dettagli delle iniziative comunitarie inserite nell'ambito del piano d'azione integrato per la ricerca e l'innovazione adottato di recente dalla Commissione. Il piano d'azione è stato pubblicato il 12 ottobre e prevede 19 azioni distinte, strutturate attorno a quattro temi principali: "ricerca e innovazione (R&I) al centro delle politiche comunitarie", "R&I come priorità dei finanziamenti comunitari", "R&I quale elemento essenziale dell'attività imprenditoriale" e "miglioramento delle politiche di R&I". Alcune delle azioni proseguono attività comunitarie precedenti, ma molte sono iniziative nuove. Intervenendo il 28 ottobre al forum annuale della Banca europea degli investimenti a Helsinki, Finlandia, il Commissario Potocnik ha dichiarato: "Abbiamo bisogno di investire meglio. [I]n particolare, dobbiamo creare legami concreti e tangibili fra la ricerca e l'innovazione in modo da consentire il trasferimento di tecnologia nell'industria nonché fra la ricerca e altre politiche economiche". Per collocare la R&I al centro delle politiche comunitarie, nel nuovo piano d'azione la Commissione ha segnalato la propria intenzione di pubblicare orientamenti sull'impiego efficiente degli incentivi fiscali a favore della ricerca e sviluppo (R&S), e il Commissario Potocnik si è poi soffermato sui piani in questione durante il suo discorso. Un numero sempre maggiore di paesi sta elaborando incentivi di natura fiscale a favore della R&S, ha dichiarato, fra cui Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Ungheria e altri. "Il problema è che tali regimi sono stati definiti da una prospettiva meramente nazionale. Di conseguenza, alcuni di essi sono discriminatori verso la ricerca appaltata in altri paesi europei. Questi regimi devono essere modificati". Il Commissario ha proseguito: "Se i paesi escludessero dai loro regimi fiscali la ricerca esternalizzata ad organizzazioni di altri Stati membri, priverebbero di fatto la loro economia dei vantaggi dello Spazio europeo della ricerca - le loro imprese sarebbero scoraggiate dal reperire i migliori ricercatori in Europa. "Nessuna economia nazionale può permettersi una tale perdita. [...] L'anno prossimo, quindi, adotteremo una comunicazione che fornisca orientamenti agli Stati membri sui modi più efficaci di definire gli incentivi fiscali per la ricerca e l'innovazione". Il Commissario Potocnik ha affermato che vi è molto da fare per conseguire un altro obiettivo del piano d'azione, quello di far diventare la R&I elemento essenziale dell'attività imprenditoriale. Uno dei punti deboli più evidenti dell'Europa in questo campo è la mancanza di cooperazione fra università e imprese, in particolare a livello transfrontaliero. "Alcune delle principali questioni riguardano le trattative contrattuali, e in particolare come affermare la tematica della proprietà intellettuale", ha dichiarato il Commissario. "Abbiamo lavorato assieme ad alcune delle personalità di spicco del settore per individuare le migliori pratiche. Su questa base, nel 2006 proporremo orientamenti per la cooperazione e il trasferimento della conoscenza fra la ricerca pubblica e l'industria". Gli orientamenti costituiranno una solida base per le trattative contrattuali e faciliteranno in misura rilevante la cooperazione transnazionale, ha aggiunto, creando un "terreno equo per università e imprese". "Siamo tuttora allo stadio di proposte", ha concluso il Commissario Potocnik. "Ci aspetta un lavoro intenso. Potete stare sicuri che farò del mio meglio [...] per tradurre queste proposte in realtà".

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