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La Commissione illustra la prima strategia integrata per la ricerca e l'innovazione

Il 12 ottobre la Commissione ha adottato un nuovo piano d'azione, che delinea per la prima volta un approccio pienamente integrato alle politiche comunitarie nel campo della ricerca e dell'innovazione, in linea con il partenariato di Lisbona per la crescita e l'occupazione agg...

Il 12 ottobre la Commissione ha adottato un nuovo piano d'azione, che delinea per la prima volta un approccio pienamente integrato alle politiche comunitarie nel campo della ricerca e dell'innovazione, in linea con il partenariato di Lisbona per la crescita e l'occupazione aggiornato. Il motivo che ha indotto la Commissione a elaborare il piano d'azione è la "preoccupante" stagnazione dell'intensità della ricerca e sviluppo (R&S) in Europa, in particolare nel settore privato. Gli interventi proposti nel documento sono stati pertanto formulati con lo scopo preciso di migliorare le condizioni degli investimenti aziendali nella ricerca e sviluppo e nell'innovazione. Contestualmente all'avvio del piano d'azione, il Vicepresidente della Commissione e Commissario competente per le Imprese e l'industria Günter Verheugen ha affermato: "Malgrado le promesse del passato, in Europa gli investimenti nel settore della R&S attraversano una fase di stagnazione, soprattutto da parte delle aziende. Dobbiamo guardare in faccia la realtà: le imprese innovative in Europa sono troppo poche, e la volontà di avviarne di nuove è ancora eccessivamente scarsa. La Commissione è fermamente decisa a migliorare la situazione [...] e per la prima volta questo piano d'azione illustra ciò che possono fare l'Unione e gli Stati membri per rafforzare la ricerca e l'innovazione. "Tra le nuove iniziative del piano d'azione figurano una politica rivista in materia di aiuti di Stato a sostegno della ricerca e dell'innovazione, incentivi fiscali per incoraggiare le aziende a investire di più in aree innovative, la creazione di un mercato unico in grado di attirare i ricercatori, un orientamento più mirato alla ricerca e all'innovazione dei Fondi strutturali, regionali e del Fondo di coesione, e strumenti finanziari a sostegno della ricerca in seno alle piccole e medie imprese", ha dichiarato. Il Commissario Verheugen ha sottolineato che è responsabilità dei governi nazionali affrontare questa sfida e ha aggiunto: "[L]a strategia migliore non ha alcun valore se gli Stati membri non mettono a disposizione il denaro per realizzarla. Ogni centesimo stanziato a favore dell'innovazione e della ricerca è un centesimo investito in posti di lavoro, nella crescita e di conseguenza nel nostro futuro". Il piano d'azione opererà in parallelo ai programmi nazionali di riforma che gli Stati membri dell'Unione stanno elaborando, in cui all'innovazione dovrà essere attribuita priorità, in linea con quanto chiesto con forza dalla Commissione. La strategia integrata prevede 19 azioni distinte, strutturate attorno a quattro temi: ricerca e innovazione (R&I) al centro delle politiche comunitarie, R&I come priorità dei finanziamenti comunitari, R&I quale elemento essenziale dell'attività imprenditoriale, e miglioramento delle politiche di R&I. Alcune delle azioni proseguono attività comunitarie precedenti, ma molte sono iniziative nuove. Per collocare la R&I al centro della politica comunitaria, il piano d'azione propone di instaurare un dialogo con i soggetti interessati al fine di individuare barriere di regolamentazione alla ricerca e innovazione. A sostegno di ciò, verrà condotta un'analisi più accurata della politica e della prassi nel campo dell'innovazione grazie alla nuova iniziativa della Commissione "Europe INNOVA". L'UE promuoverà inoltre il ricorso agli appalti pubblici per stimolare la ricerca e l'innovazione, e definirà orientamenti comunitari sull'utilizzo ottimale dei crediti d'imposta per la R&S. Da parte loro, gli Stati membri vengono incoraggiati ad attuare la legislazione e le iniziative comunitarie in modo tale da promuovere quanto più possibile la ricerca e l'innovazione nei rispettivi contesti nazionali. La Commissione si propone naturalmente di collocare la R&I al centro dei finanziamenti comunitari riorientando i maggiori strumenti di erogazione di fondi verso la promozione di tali attività. Gli Stati membri sono a loro volta invitati ad adottare le proposte della Commissione sui Fondi strutturali e di coesione, e a sfruttare appieno le opportunità offerte dal Fondo per lo sviluppo rurale al fine di potenziare la R&I. Inoltre, i governi nazionali avranno l'onere di tradurre in pratica i piani della Commissione per mobilitare programmi nazionali e regionali di ricerca e innovazione con il sostegno dei regimi comunitari intesi a rafforzare la cooperazione transnazionale. Il piano d'azione illustra alcune iniziative volte a integrare le pratiche di R&I nell'attività delle imprese, ad esempio attraverso una serie di orientamenti tesi a migliorare la collaborazione tra la ricerca pubblica e l'industria, la creazione di poli di innovazione e di raggruppamenti industriali, l'offerta di servizi alle aziende a sostegno della R&I, e la promozione delle buone pratiche di innovazione. I paesi dell'Unione sono ancora una volta esortati ad attuare le raccomandazioni future dell'UE in questo settore e a utilizzare appieno gli strumenti finanziari comunitari disponibili. Infine, per migliorare la governance della R&I in Europa, la Commissione controllerà e sosterrà gli sviluppi politici nazionali mediante il partenariato di Lisbona per la crescita e l'occupazione, sviluppando al contempo nuovi strumenti di analisi delle politiche e sostenendo le piattaforme di apprendimento delle politiche, nonché la cooperazione politica transnazionale. Gli Stati membri dovrebbero cogliere le opportunità offerte da queste iniziative comunitarie, e riferire in merito ai loro sviluppi politici attraverso i programmi nazionali di riforma. "Il piano d'azione spiega quello che dovremmo fare a livello di Unione e di Stati membri, e come controllare più efficacemente tali attività", ha affermato il Commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik, che ha presentato il documento insieme al Vicepresidente Verheugen. "Investire nella conoscenza è il modo migliore che l'Europa ha per essere competitiva sulla scena mondiale e mantenere la sua qualità di vita. Le nostre proposte contribuiranno a rimettere in carreggiata l'Europa".

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