Relazione sulla valutazione d'impatto conferma la buona riuscita del 5PQ
Secondo gli autori di una nuova relazione sul Quinto programma quadro (5PQ), il programma ha conseguito ottimi risultati, con livelli elevati di realizzazione degli obiettivi e con impatti - in termini di conoscenza e creazione di reti - che hanno coinciso perfettamente con gli obiettivi generici del programma comunitario di ricerca collaborativa. La relazione è stata pubblicata dalla direzione generale della Ricerca della Commissione europea, e si basa sui risultati di un questionario distribuito nel 2004 ai partecipanti del 5PQ. La relazione sottolinea che i questionari, benché non consentano di stimare l'incidenza precisa dei singoli progetti di ricerca e sviluppo (R&S) sui rendimenti macroeconomici, forniscono in ogni caso informazioni cruciali riguardo agli impatti su ciascun partecipante, sui livelli di realizzazione degli obiettivi, e sul grado di soddisfazione dei partecipanti. Per i gruppi di ricerca, i risultati conseguiti sono stati particolarmente positivi in termini di obiettivi correlati alla conoscenza e alla creazione di reti. Inoltre, i risultati della ricerca sono stati messi a profitto dalle case madri di tali gruppi, che li hanno utilizzati internamente. In generale, i rappresentanti del mondo accademico e industriale hanno ritenuto il 5PQ un mezzo per migliorare la competitività delle loro organizzazioni e per creare nuovi prodotti, processi e servizi, secondo il documento. Sono stati inoltre conseguiti risultati importanti in termini di impiego interno dei risultati dei progetti e di miglioramento della reputazione delle organizzazioni partecipanti; in aggiunta a ciò, vi sono state indicazioni secondo cui in molti casi si sarebbero rafforzate le posizioni competitive e sarebbero stati realizzati ritorni commerciali di modesta entità, soprattutto nel caso di partner industriali che considerano importanti tali obiettivi. Il conseguimento degli obiettivi e l'impatto sono stati inoltre elevati nel caso di quei partecipanti che attribuiscono particolare rilevanza all'utilizzo dei risultati sotto forma di nuovi prodotti, processi e servizi. Benché gli impatti sulle comunità di utenti e anche più a valle siano stati più deboli, tali risultati hanno rispecchiato le aspettative associate ai programmi collaborativi di ricerca e sviluppo (R&S) e, al momento dell'indagine, la metà degli intervistati aveva già beneficiato di alcuni vantaggi commerciali. Il 5PQ ha incoraggiato l'interazione tra un folto gruppo di parti interessate orientate alla R&S nell'UE. Ha consentito ai partecipanti con esperienza nel campo della cooperazione di ampliare la portata delle loro reti e di formare nuovi partenariati. Inoltre, la partecipazione a programmi precedenti non ha costituito un fattore limitante. La relazione ha tuttavia evidenziato che i nuovi partecipanti al 5PQ erano meno propensi a presentare richiesta di finanziamenti a titolo del Sesto programma quadro (6PQ), e che avevano meno probabilità di veder accolta la propria domanda rispetto ai partecipanti con esperienza acquisita. In generale, i partecipanti hanno considerato la ricerca condotta nell'ambito del 5PQ come parte di un flusso continuo di R&S: i progetti del 5PQ si sono basati sul lavoro condotto in precedenza internamente e hanno dato luogo a ulteriori progetti interni di R&S. Molti progetti si sono inoltre basati sul lavoro svolto nel contesto di programmi nazionali e comunitari precedenti, e hanno determinato il proseguimento del lavoro in programmi successivi di natura analoga. In linea di massima, i progetti di R&S del 5PQ sono stati considerati strategicamente importanti e tecnicamente complessi in aree tecnologiche chiave delle organizzazioni coinvolte. Solo pochi progetti sono rientrati nella categoria costi elevati/rischi elevati. I partecipanti hanno riconosciuto che molti dei risultati conseguiti e degli impatti non sarebbero stati possibili senza il 5PQ: addirittura il 57 per cento ha ammesso che non avrebbe intrapreso i propri progetti in assenza dei finanziamenti comunitari, e tali fondi hanno consentito a un ulteriore 36 per cento di condurre i propri progetti su scala più ampia, con un numero maggiore di partner e con obiettivi più ambiziosi. Nel complesso, il 55 per cento dei partecipanti ai progetti ha constatato che i benefici derivanti dal coinvolgimento nel 5PQ sono stati superiori ai costi. Va notato che i partner industriali si sono dimostrati generalmente più scettici degli accademici nei confronti dei vantaggi della partecipazione. La relazione riporta inoltre i motivi principali di insoddisfazione. Oltre alla mancata disponibilità di finanziamenti supplementari per sostenere i risultati positivi conseguiti dai progetti, una minoranza significativa ha menzionato l'attuazione del programma, in particolare le procedure di applicazione e di valutazione, nonché le modalità dei pagamenti relativi ai progetti. Un dato più preoccupante messo in luce dalla relazione è che i livelli di soddisfazione generati dai vantaggi della partecipazione sono scesi rispetto a un'indagine comparabile condotta nel 2000. Il passaggio dal 5PQ al 6PQ non è stato considerato privo di intoppi, benché i partecipanti si siano detti in generale più insoddisfatti degli strumenti del 6PQ rispetto a quelli del 5PQ. L'UE ha tratto vantaggio dall'esistenza del 5PQ, nella misura in cui i partecipanti hanno generalmente conseguito i loro obiettivi. Nonostante l'obiettivo del Consiglio europeo di far diventare l'UE una società leader basata sulla conoscenza entro il 2010 sia stato stabilito a Lisbona dopo il lancio del 5PQ, il successo del programma in termini di miglioramento delle competenze e di maggiore disponibilità di ricercatori più preparati ha indubbiamente rafforzato lo Spazio europeo della ricerca e ha contribuito all'obiettivo di Lisbona. Il fatto che molti progetti non avrebbero visto la luce o non sarebbero stati realizzati in maniera ottimale in assenza dei finanziamenti comunitari è a propria volta un'indicazione del valore aggiunto rappresentato in generale dall'Europa. Infine, la relazione raccomanda di migliorare l'accettabilità delle procedure e modalità del programma, al fine di potenziare l'attrattiva di programmi quadro futuri nei confronti di partner sia accademici sia industriali. Il documento formula inoltre una serie di raccomandazioni per migliorare i risultati generali del programma, tra cui garantire che i criteri di selezione proposti rispecchino adeguatamente molti degli attributi dei progetti associati a risultati positivi, compresi obiettivi di progetto ambiziosi e chiaramente specificati nelle relative proposte, e prove concrete di capacità solide di natura tecnica, manageriale e di utilizzazione dei risultati all'interno dei partenariati.