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Il commissario Reding invita la Cina ad aprire il settore delle TIC agli investitori stranieri

Il commissario responsabile della Società dell'informazione e mezzi di comunicazione Viviane Reding ha tenuto un discorso a Shanghai in cui ha invitato la Cina a proseguire nella liberalizzazione dell'economia e ad aprire agli investitori stranieri settori importanti come le t...

Il commissario responsabile della Società dell'informazione e mezzi di comunicazione Viviane Reding ha tenuto un discorso a Shanghai in cui ha invitato la Cina a proseguire nella liberalizzazione dell'economia e ad aprire agli investitori stranieri settori importanti come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). In un intervento il 16 gennaio scorso alla China Europe International Business School (CEIBS), Viviane Reding ha affermato di essere stata estremamente colpita dalle aziende europee e cinesi che ha visto al lavoro nel settore delle TIC in Cina, il che ha confermato la sua impressione riguardo al fatto che la collaborazione fra UE e Cina abbia un futuro promettente. "Lo scopo della mia visita è vedere le controparti cinesi e gli attori dell'industria europea e cinese discutere delle possibilità di promuovere le relazioni bilaterali e la cooperazione industriale", ha dichiarato il commissario. "Per la comunità imprenditoriale europea presente in Cina, commercio e investimenti sono fattori essenziali". Tuttavia, Viviane Reding ha affermato di essere stupita dalla serie di ostacoli che ancora si frappongono al commercio e agli investimenti cui ha fatto riferimento un documento di sintesi pubblicato di recente dalla Camera di commercio europea in Cina. "L'industria europea sta investendo in modo massiccio in Cina e rappresenta una fonte crescente di trasferimento tecnologico e di occupazione per la Cina. Ma deve far fronte a molte difficoltà nel settore della società dell'informazione", ha aggiunto. A titolo di esempio, il commissario ha citato i cosiddetti "servizi a valore aggiunto" in Cina, un campo in cui sono state concesse circa 16.000 licenze, ma soltanto quattro ad aziende straniere. "Ciò non è dovuto a una mancanza di interesse da parte delle aziende straniere. Si tratta piuttosto del risultato di un processo per la presentazione delle domande di licenza assai più gravoso che nella maggior parte degli altri paesi", ha affermato il commissario Reding. "A causa di regolamentazioni restrittive, per le aziende straniere è difficile accedere anche ai cosiddetti servizi 'di base'", ha proseguito. "Questa situazione è collegata non soltanto ai massimali fissati dal governo cinese nei confronti delle organizzazioni straniere, ma anche a una serie di ulteriori restrizioni sulla scelta di partner cinesi per i servizi 'di base'". Il commissario Reding ha inoltre espresso preoccupazione in merito allo sviluppo e all'attuazione di norme internazionali in Cina, all'attuazione degli accordi in materia di diritti di proprietà intellettuale (IPR) e alla mancanza di trasparenza nell'introduzione di servizi mobili di terza generazione. "A quattro anni dall'adesione della Cina all'OMC, il paese ha fatto grandi progressi e le aziende straniere stanno investendo molto. Ma la certezza giuridica non è adeguata in alcune aree delle TIC, e questo deve cambiare", ha ammonito il commissario Reding. "L'UE si aspetta che il governo cinese mantenga l'impegno assunto di rispettare le regole e lo spirito dell'OMC". "L'UE è favorevole ad accrescere la collaborazione in materia di ricerca e il sostegno nell'ambito del dialogo sulla società dell'informazione e i servizi mediatici orientati al futuro", ha concluso il commissario, sottolineando i vantaggi per la Cina della cooperazione con partner internazionali. "Mi auguro che il governo cinese prosegua gradualmente la liberalizzazione dell'economia del paese e l'apertura di settori importanti agli investitori".

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Cina

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