Relazioni nazionali illustrano nel dettaglio politiche e sfide dell'innovazione in ogni Stato membro
La Commissione europea ha pubblicato relazioni su ogni Stato membro dell'Unione e su altri sei paesi europei come parte della propria carta delle tendenze dell'innovazione. Viene fornita una panoramica di ogni paese, oltre a un resoconto dettagliato delle relative politiche e sfide nel campo dell'innovazione. La relazione sulla Danimarca, ad esempio, rileva i numerosi punti di forza competitivi del paese e le poche debolezze gravi. L'ambiente politico e istituzionale, la politica a favore delle imprese private, la politica degli investimenti esteri, infrastrutture e istituzioni altamente sviluppate, una manodopera qualificata e un settore finanziario sofisticato sono tutti elementi che contribuiscono agli elevati livelli di innovazione presenti in Danimarca. Nel quadro europeo di valutazione dell'innovazione (EIS), la Danimarca - in termini di prestazione - si colloca tra i primi cinque paesi in circa la metà degli indicatori utilizzati. Tra i punti di forza si annoverano le risorse umane, la creazione di conoscenza e il capitale di rischio. Le debolezze riguardano principalmente il settore manifatturiero ad alta tecnologia, e l'innovazione all'interno delle piccole e medie imprese (PMI). La relazione evidenzia alcune aree che potrebbero essere migliorate. "La normativa danese è percepita alla stregua di un ostacolo per la competitività, alcuni operatori reputano che il sistema fiscale distorca le strutture degli incentivi economici, e il mercato del lavoro potrebbe essere rafforzato ulteriormente", osserva la relazione. Le altre sfide riguardano l'istruzione primaria, il numero di studenti in materie scientifiche e tecnologiche, e la scarsa collaborazione tra università e aziende. La relazione nazionale su Malta individua molte più sfide. Il documento rileva che nelle classifiche del Global Competitiveness Report, ossia il rapporto sulla competitività globale, Malta è scivolata dalla diciannovesima posizione su 102 nel 2003 alla trentaduesima su 104 nel 2004. Secondo il documento, ciò è riconducibile alle previsioni crescenti di una recessione, al disavanzo della spesa pubblica, a un livello molto basso di spesa nella ricerca e sviluppo (R&S), a una scarsa collaborazione in materia di ricerca tra l'università e l'industria, e a una spesa pubblica inefficace. In base ai dati del quadro di valutazione dell'innovazione relativi al 2004, emergono segnali che indicano una ripresa di Malta sul versante delle risorse umane, con un aumento del numero dei laureati in scienze e ingegneria, e un incremento della percentuale dei cittadini con un'istruzione secondaria superiore. I bassi livelli di innovazione sono giustificati nel modo seguente: "Nel tentativo di ridurre il disavanzo di bilancio, l'assenza di una cultura della ricerca e dell'innovazione rende gli investimenti pubblici in queste due voci difficili da giustificare, in quanto i risultati prodotti - in particolare l'apprendimento che implicano - non sono immediatamente visibili e potrebbero non produrre esiti immediati e concreti". Vi è un livello di sostegno pubblico molto marginale per l'aumento degli investimenti nella ricerca, benché il settore privato sia sempre più consapevole dell'importanza di tale esborso quale mezzo per competere nell'economia basata sulla conoscenza, e stia lentamente emergendo quale gruppo di pressione, osserva la relazione.
Paesi
Danimarca, Malta