Skip to main content
Vai all'homepage della Commissione europea (si apre in una nuova finestra)
italiano italiano
CORDIS - Risultati della ricerca dell’UE
CORDIS

Article Category

Contenuto archiviato il 2023-03-02

Article available in the following languages:

I commissari spiegano alle regioni della convergenza come i Fondi strutturali possono sostenere la R&I

Il commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik e la sua collega responsabile della Politica regionale, Danuta Hübner, hanno illustrato in quale modo è possibile impiegare i Fondi strutturali per sostenere la ricerca e l'innovazione (R&I) nelle regioni della converge...

Il commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik e la sua collega responsabile della Politica regionale, Danuta Hübner, hanno illustrato in quale modo è possibile impiegare i Fondi strutturali per sostenere la ricerca e l'innovazione (R&I) nelle regioni della convergenza dell'Unione europea. Intervenuti entrambi a una conferenza svoltasi a Varsavia il 13 febbraio, i due commissari hanno esortato le regioni meno competitive dell'UE a considerare gli investimenti nella R&I un'opportunità di creare le condizioni adatte a una crescita duratura e di diventare parte integrante dell'economia della conoscenza in Europa. "I Fondi strutturali, e in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale, contribuiscono già in misura rilevante agli investimenti legati al settore della R&ST [ricerca e sviluppo tecnologico]", ha affermato Potocnik, riferendosi ai 10,5 miliardi di euro spesi attraverso il programma nel periodo compreso tra il 2000 e il 2006 a favore dell'infrastruttura di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione. "Si imprimerà un impulso sempre maggiore ai legami tra [R&I e] Fondi strutturali: i progetti di regolamenti che al momento sono oggetto di dibattito formale in sede di Consiglio e Parlamento europeo pongono [la R&ST] e il passaggio all'economia della conoscenza tra le principali priorità di ognuno dei tre nuovi obiettivi (convergenza, competitività regionale e cooperazione territoriale)", ha proseguito il commissario. In pratica, il finanziamento strutturale sarà usato per sostenere nelle regioni ammissibili infrastrutture di ricerca, risorse umane, imprese innovative, parchi scientifici, incubatori o specifici progetti di ricerca. Janez Potocnik ammette che sarebbe impossibile impiegare le risorse del programma quadro di ricerca per un progetto finanziato a titolo dei Fondi strutturali, ma afferma che sarebbe fattibile ricorrere a entrambi i programmi per finanziare, ad esempio, fasi diverse di un progetto di infrastrutture. Il commissario ritiene che "tuttavia, il modo migliore per creare sinergia tra il programma quadro e i Fondi strutturali consisterebbe nel definire una serie di priorità nel campo della R&S a livello nazionale e regionale da considerare complementari a quelle previste dal programma quadro". Nel suo intervento, il commissario Hübner ha fornito maggiori dettagli sui modi in cui si può utilizzare il finanziamento della convergenza per sostenere la R&I. Nondimeno, ha esordito affermando: "Ora, ci sono coloro che ritengono che nelle regioni della convergenza dovremmo concentrare la nostra attenzione su investimenti concreti in infrastrutture fisiche, riservando invece sforzi molto più modesti a fattori meno tangibili quali il know-how e le competenze. Ma la mancanza di innovazione - e della ricerca quale fonte di innovazione - è un vera e propria carenza delle economie delle regioni meno sviluppate. L'innovazione è una necessità, non un lusso, nel processo di convergenza". Danuta Hübner ammette che il potenziale di R&I è estremamente eterogeneo tra le varie regioni, il che rende impraticabile la definizione di obiettivi uniformi al fine di ripartire i fondi da investire in tale settore. Ha anche sottolineato che l'intervento pubblico non è in grado di creare da zero raggruppamenti di ricerca o innovazione, e che pertanto gli investimenti dovrebbero confluire su poli d'eccellenza esistenti o emergenti. Il commissario ha comunque delineato i cinque approcci che, a suo avviso, consentirebbero l'impiego ottimale dei Fondi strutturali a sostegno della R&I: primo, sviluppare strategie più sofisticate e ambiziose ricorrendo a strumenti quali le previsioni regionali o le azioni innovative; secondo, incoraggiare la collaborazione tra il settore privato, le organizzazioni pubbliche di ricerca e le autorità pubbliche; terzo, garantire che i meccanismi adottati mirino a tradurre i risultati della ricerca in prodotti e servizi economicamente redditizi; quarto, integrare le piccole e medie imprese nelle catene di fornitura multinazionali affinché aumentino il più possibile gli investimenti diretti esteri; e quinto, sostenere i raggruppamenti innovativi quale base per una cooperazione durevole tra il settore pubblico e quello privato. "Sono fermamente convinta che i Fondi strutturali sono essenziali per rafforzare la capacità di ricerca e innovazione delle regioni della convergenza", ha concluso Danuta Hübner. "Invito le autorità nazionali e regionali a trarre il massimo vantaggio dalle opportunità uniche che offrono, sia sostenendo la riforma strutturale sia creando un'economia basata sulla conoscenza".

Il mio fascicolo 0 0