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Le parti interessate si oppongono alla riduzione del bilancio del 7PQ destinato alla ricerca in materia di salute

Gli eurodeputati, i ministri degli Stati membri e altre parti in causa hanno invitato la Commissione a non ridurre i fondi stanziati per la ricerca in materia di salute come inizialmente stabilito nelle proposte iniziali relative al Settimo programma quadro (7PQ). Nelle prop...

Gli eurodeputati, i ministri degli Stati membri e altre parti in causa hanno invitato la Commissione a non ridurre i fondi stanziati per la ricerca in materia di salute come inizialmente stabilito nelle proposte iniziali relative al Settimo programma quadro (7PQ). Nelle proposte originarie la Commissione chiedeva che fosse raddoppiato il bilancio del 7PQ rispetto al 6PQ e che tra il 2007 e il 2013 fossero destinati 8.3 miliardi di euro alla ricerca nel campo della salute. Da allora, tuttavia, le discussioni svoltesi tra i leader europei sulle prospettive finanziarie dell'UE sono sfociate in una proposta di compromesso secondo la quale il bilancio comunitario destinato alla ricerca aumenterà del 75 per cento in termini reali entro il 2013 rispetto al livello del 2006. I partecipanti a un dibattito intitolato "Quale sarà il ruolo e quali le priorità per la ricerca europea nel campo della salute?", che si è svolto il 7 marzo al Parlamento europeo, hanno denunciato l'assenza attuale di riflessioni approfondite sulle priorità future della ricerca nell'ambito della salute e hanno invitato le istituzioni europee a non ridurre i fondi del nuovo programma quadro destinati alla ricerca nel settore. Il ministro lituano della Sanità, Zilvinas Padaiga, ha messo in guardia contro l'elevata frammentazione della ricerca effettuata in Europa su diverse malattie, che si basa sulla cooperazione internazionale e sui trial multicentrici per la messa a punto di trattamenti tempestivi. Per questo motivo il rafforzamento della cooperazione europea è fondamentale per ottenere progressi importanti in diversi settori. Altri partecipanti hanno ribadito tale appello affermando che l'UE dovrebbe concentrare i propri sforzi sui settori della medicina trascurati dalla ricerca a livello nazionale. Il professor Josef Smolen, ex presidente della Lega europea contro il reumatismo (EULAR), che ha organizzato il dibattito, ha dichiarato: "L'Unione europea dovrebbe adoperarsi il più possibile per mantenere in Europa il livello di eccellenza nella ricerca e nella comunità scientifica e smettere di considerare gli investimenti nel campo della salute come un peso". Il professor Smolen ha insistito presso il Parlamento europeo affinché quest'ultimo chieda quanti più fondi possibile per il 7PQ e conservi l'importo previsto dalla Commissione nelle proposte iniziali per lo svolgimento di attività di ricerca in materia di salute. "Nel difendere tali posizioni, il Parlamento europeo non deve sentirsi solo. Può contare sull'appoggio di EULAR e di altre organizzazioni scientifiche europee", ha concluso. Il commissario alla Scienza e alla ricerca Janez Potocnik, riferendosi alla necessità di riscrivere alcune parti delle proposte del 7PQ alla luce dei dibattiti sulle prospettive finanziarie, ha dichiarato precedentemente che occorre evitare di operare tagli al bilancio relativo alle attività cui la proposta iniziale riservava i minori stanziamenti, perché rischierebbero di perdere la loro ragion d'essere. Nelle proposte iniziali la ricerca in materia di salute occupava il secondo posto in termini di stanziamenti nell'ambito del pilastro "Cooperazione", seguita dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC).

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