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Potocnik assicura agli eurodeputati che, nonostante la riduzione di bilancio, struttura e filosofia del 7PQ non cambiano

In un discorso pronunciato al Parlamento europeo il 26 gennaio, il commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha evidenziato le parti della proposta del Settimo programma quadro (7PQ) che dovranno rimanere in un bilancio ridotto, sollecitando al contempo i deputati...

In un discorso pronunciato al Parlamento europeo il 26 gennaio, il commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha evidenziato le parti della proposta del Settimo programma quadro (7PQ) che dovranno rimanere in un bilancio ridotto, sollecitando al contempo i deputati a continuare il dibattito sul 7PQ senza aspettare una decisione finale relativa al bilancio. Janez Potocnik ha inoltre contestato alcuni cambiamenti richiesti dal relatore Jerzy Buzek nella sua relazione sulle proposte del 7PQ. Quello che il commissario ha indicato come "il punto essenziale" del suo discorso alla commissione ITRE (industria, ricerca ed energia) è il tempo limitato per l'adozione del 7PQ. Assicurare che non vi siano ritardi è "una precondizione assoluta per una transizione riuscita fra il programma esistente e quello nuovo", ha affermato, esortando i parlamentari europei a valutare il più presto possibile la relazione di Buzek in sessione plenaria. È necessario pervenire a un accordo definitivo in ottobre se il 7PQ deve iniziare per tempo nel 2007, ha spiegato. Lo scorso dicembre la decisione del Consiglio sul bilancio generale dell'UE per il periodo 2007-2013 ha indicato che lo stanziamento relativo al 7PQ sarà probabilmente inferiore all'importo proposto dalla Commissione. La struttura e la filosofia definite nelle proposte originali, comunque, non cambieranno, ha promesso il commissario. Alludendo alla necessità di riscrivere alcune parti della proposta, Janez Potocnik ha affermato che per le attività a cui è già stato assegnato un bilancio relativamente modesto non sarà possibile ridurre i finanziamenti come nel caso di settori destinati a ricevere dotazioni maggiori, perché altrimenti queste aree di attività minori perderanno la loro ragione d'essere, ha aggiunto. Saranno necessari invece un ordine di priorità più severo in relazione ai temi e il massimo livello di flessibilità possibile, ha affermato. Passando ai cambiamenti della proposta richiesti dall'europarlamentare polacco Jerzy Buzek, Potocnik ha espresso alcuni dubbi riguardo al punto di vista alternativo del relatore sull'attuazione del Consiglio europeo della ricerca (CER). Potocnik ha proposto di istituire il CER secondo il sistema di un'agenzia esecutiva, mentre Buzek è a favore di una base giuridica quale l'articolo 171. L'articolo 171 "è certamente una possibilità", ha affermato Potocnik, "ma mi preoccupano sia le considerazioni politiche, non connesse all'eccellenza scientifica che potrebbe essere esercitata nella gestione del CER, sia le considerazioni di carattere pratico. "Aspetti quali una politica del 'solo profitto' minerebbero l'essenza del CER, che è una concorrenza paneuropea equa sulla base dell'eccellenza scientifica", ha spiegato. Inoltre, se il CER deve essere attivo e funzionare nel 2007, un'agenzia esecutiva resta l'unica opzione realistica, ha proseguito. Il commissario Potocnik ha espresso la volontà di considerare l'alternativa dell'articolo 171, avvertendo però che ciò implicherà un ritardo nell'inizio dell'attività del CER rispetto a quanto previsto. Ha proposto una soluzione di compromesso che prevede in un primo tempo l'istituzione di un'agenzia esecutiva e l'eventuale passaggio all'uso dell'articolo 171, qualora venisse raccomandata da una revisione intermedia del 7PQ nel 2010. Potocnik ha anche messo in discussione la logica "dell'efficacia dei costi", sottolineata come una priorità nella relazione Buzek. Il commissario ha espresso "seri dubbi" sulle modalità di attuazione, sottolineando che la priorità non riguarda l'aspetto di costi inferiori, ma un uso più efficace dei fondi comunitari in termini di risultati. "L'eccellenza è il criterio applicato al 7PQ e dal quale dipende il suo successo", ha affermato. Il commissario ha chiarito l'assenza nelle sue proposte dell'espressione "giovani ricercatori" - usata spesso dal relatore - spiegando che tale concetto, in particolare quando associato a un limite di età, solleva problemi giuridici dovuti alla discriminazione a causa dell'età. Ha assicurato che i ricercatori più giovani non saranno ignorati nel 7PQ, spiegando che l'esperienza maturata nella ricerca si è dimostrata un criterio più appropriato nel 6PQ. Infine, Janez Potocnik ha espresso la sua preoccupazione per i collegamenti fra il 7PQ e il Programma per la competitività e l'innovazione (CIP). Se il 7PQ si concentrerà su progetti di ricerca che coinvolgono direttamente organizzazioni e società di ricerca, il CIP si focalizzerà sul sostegno a progetti volti a promuovere l'acquisizione di tecnologie esistenti, ha affermato. L'obiettivo è quindi la complementarità. In seguito alla decisione sul bilancio adottata a dicembre dal Consiglio, si sta attualmente lavorando all'assegnazione dei fondi disponibili. Quando Potocnik conoscerà la quota assegnata al 7PQ, verrà presentata una nuova proposta. Gli emendamenti alla relazione di Buzek e la sua adozione saranno rinviati fino alla presentazione della proposta aggiornata della Commissione. Nonostante tali ritardi, il commissario ha concluso esortando ancora una volta gli eurodeputati a continuare con decisione il dibattito sul 7PQ, chiedendo loro di accelerare il calendario per l'adozione della relazione.

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