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Potocnik promette di difendere il bilancio del CER

In occasione delle discussioni sul bilancio per il Settimo programma quadro (7PQ) il commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha esortato i negoziatori a non ridurre i finanziamenti destinati al Consiglio europeo della ricerca (CER) e ha spiegato i motivi per i q...

In occasione delle discussioni sul bilancio per il Settimo programma quadro (7PQ) il commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha esortato i negoziatori a non ridurre i finanziamenti destinati al Consiglio europeo della ricerca (CER) e ha spiegato i motivi per i quali quest'ultimo sovvenzionerà la "ricerca di frontiera", così denominata per distinguerla dalla "ricerca di base". Il CER garantirà il finanziamento dei progetti di ricerca nell'ambito del 7PQ. Tale organismo trova la sua giustificazione nel fatto che, secondo il commissario Potocnik, "i paesi che dispongono di una ricerca d'avanguardia hanno maggiori possibilità di mantenere e migliorare la propria qualità di vita e la propria posizione a livello mondiale. Essi si trovano nella posizione ideale per sviluppare servizi e industrie all'avanguardia e produrre un patrimonio intellettuale con un rendimento a lungo termine". Il CER non si limiterà tuttavia a finanziare la ricerca, ma consentirà ai ricercatori di individuare nuove opportunità e orientamenti di ricerca invece di trarre semplicemente spunto dalle priorità stabilite dai politici. In merito al bilancio, il commissario Potocnik ha dichiarato che la proposta della Commissione, che prevede un importo medio di poco superiore a 1 miliardo di euro all'anno per sette anni, non consente di garantire il bilancio del CER. In base alla proposta della Commissione, il bilancio del CER aumenterebbe gradualmente nel corso dei sette anni del 7PQ partendo da 300 milioni di euro nel 2007 per arrivare a 1,7 miliardi nel 2013. Tuttavia "è molto più facile giungere a un accordo prima che le discussioni diventino serie" ha dichiarato il commissario Potocnik. "In politica, l'emergere di interessi divergenti e il ricorso alla strategia del rischio calcolato possono sempre mettere a rischio l'esito dei negoziati. Ciò è particolarmente vero nel caso di un'attività 'non allineata' come quella del CER, che non ha un'etichetta settoriale". Il commissario era animato da uno spirito combattivo. "Lasciate che vi dica una cosa: se c'è una battaglia che vale la pena di combattere è proprio questa. Il successo del CER dipende in larga misura dalla sua massa critica ed è essenziale che le altre istituzioni [...] lo tengano ben presente fino al termine delle discussioni", ha dichiarato. "Il CER non dovrebbe essere percepito semplicemente come uno strumento di finanziamento della 'ricerca di base' nel significato tradizionale del termine" ha affermato il commissario Potocnik. Il commissario ha parlato di "ricerca di frontiera" piuttosto che di "ricerca di base" per definire chiaramente il ruolo del CER e conferirgli una "connotazione degna del 21° secolo" in opposizione a una connotazione "prigioniera delle dinamiche di ricerca della metà del 20° secolo". Il commissario ha sottolineato che il Consiglio finanzierà anche la ricerca nel settore delle scienze sociali e umanistiche. Parlando delle interazioni tra settori di ricerca un tempo distinti, argomento generalmente affrontato nel contesto delle nanobiotecnologie, ha suggerito la possibilità che il CER finanzi la ricerca su studi che associno la religione alle teorie di rete quale strumento per capire meglio le origini del terrorismo. Il commissario Potocnik ha evidenziato un certo numero di settori in cui l'Europa è in ritardo rispetto ai suoi concorrenti, ma si è detto fiducioso nelle capacità del CER di far fronte agli attuali punti deboli. "Il CER non rappresenta certo una panacea, ma dal punto di vista strutturale è forse l'unico strumento di cui dispone l'Europa per colmare il proprio ritardo in materia di ricerca di alto livello nei nuovi settori in rapido sviluppo", ha dichiarato. Rispetto ai loro omologhi statunitensi, gli scienziati europei sono raramente citati nelle pubblicazioni scientifiche e se l'Europa è forte in settori quali la chimica, la fisica, la matematica e la medicina, presenta prestazioni mediocri in settori emergenti quali le biotecnologie e le nanoscienze. "Dov'è il problema?" ha chiesto il commissario. "L'Europa nel suo complesso sembra avere difficoltà nel selezionare e sostenere nuovi e prestigiosi ambiti di ricerca, nel gestirne la rapida crescita qualitativa e nel garantirne una qualità elevata". Il ruolo del CER sarà quindi di istituire una concorrenza aperta e diretta per i finanziamenti tra i migliori ricercatori in Europa, promuovendo le aspirazioni e i risultati. I progetti saranno selezionati attingendo a una riserva costituita a livello sopranazionale che permetterà di innalzare il livello complessivo delle aspettative e quindi delle realizzazioni, in base a una relazione elaborata da economisti e specialisti delle politiche in ambito scientifico. La struttura di finanziamento concorrenziale incanalerà i fondi verso i nuovi settori più promettenti con un grado di flessibilità non sempre possibile in altri modelli di finanziamento. In quanto strumento di finanziamento riconosciuto a livello internazionale, il CER conferirà status e visibilità alla ricerca di frontiera europea. In occasione del proprio discorso, pronunciato alla London School of Economics (LSE) nel Regno Unito, il commissario Potocnik ha ringraziato il Regno Unito per aver sostenuto il CER e l'importanza della ricerca in generale durante la Presidenza britannica dell'UE nel 2005 e si è congratulato con la comunità dei ricercatori per aver permesso al CER di diventare realtà. A tre anni e mezzo dall'avvio delle discussioni, il CER dispone del pieno sostegno della Commissione, degli Stati membri e del Parlamento europeo. "La portata di tale risultato non va sottovalutata. Esso è la prova sia della capacità della comunità dei ricercatori europei di mobilitarsi per raccogliere le grandi sfide sia dell'efficacia dell'apparato istituzionale comunitario nell'agire con rapidità e decisione per promuovere il sostegno alla ricerca di frontiera in tutta Europa" ha dichiarato il commissario.

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