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Reding dice "sì" all'eliminazione delle barriere artificiali alla crescita delle TIC e "no" alle "vacanze normative"

Il commissario della Società dell'informazione e dei mezzi di comunicazione Viviane Reding ha ribadito gli inviti alle autorità nazionali a usare cautela nel valutare l'introduzione di "vacanze normative" tese ad accrescere gli investimenti nell'economia digitale, in particola...

Il commissario della Società dell'informazione e dei mezzi di comunicazione Viviane Reding ha ribadito gli inviti alle autorità nazionali a usare cautela nel valutare l'introduzione di "vacanze normative" tese ad accrescere gli investimenti nell'economia digitale, in particolare per quanto riguarda l'adozione delle reti di banda larga. Il concetto di "vacanza normativa" fa riferimento alla decisione deliberata e annunciata pubblicamente da un ente normativo di rinunciare alle norme per un determinato periodo di tempo o fino a quando non siano soddisfatte talune condizioni, per esempio fino a quando il candidato oggetto della normalizzazione non abbia ottenuto buoni risultati raggiungendo una posizione dominante sul mercato. Coloro che propongono simili misure nel settore europeo delle telecomunicazioni sostengono che esse costituirebbero un incentivo agli investimenti nel mercato. Tuttavia, gli oppositori delle vacanze normative hanno sollevato preoccupazioni legate al rischio che gli enti normativi possano avere l'opportunità, discriminatoria, di conoscere in anticipo i servizi e le tecnologie vincenti. Intervenendo l'8 maggio al forum sulla nuova economia a Madrid, il commissario Reding ha affermato che mentre l'eliminazione delle barriere artificiali è necessaria al fine di liberare il potenziale innovativo dell'economia digitale, l'introduzione di vacanze normative sarebbe un errore. "Rappresenterebbe un passo indietro e avrebbe come conseguenza la reintroduzione dei monopoli". "Ho chiarito in maniera forte alle autorità politiche negli Stati membri che ciò sarebbe contrario allo spirito e agli obiettivi del diritto europeo", ha dichiarato il commissario. Dati recenti dimostrano che l'adozione della banda larga sta progredendo rapidamente in Europa: al 1° gennaio si contano nell'UE quasi 60 milioni di abbonati. Tale tendenza, ha indicato il commissario, è dovuta all'attuale quadro normativo in materia di comunicazioni elettroniche, che contribuisce a creare un contesto sano e competitivo, necessario per garantire la continuità agli investimenti. "[L]a più recente relazione sull'attuazione [nel settore delle telecomunicazioni] dimostra chiaramente che la concorrenza accresce l'adozione della banda larga. I paesi con la più ampia adozione della banda larga possono contare su reti via cavo estese che competono con le reti dei titolari dei servizi, nonché su regimi molto ben sviluppati per quanto riguarda la regolamentazione dell'accesso", ha osservato il commissario. "[L]a questione fondamentale è conseguire un corretto equilibrio: norme minime per promuovere la concorrenza, la crescita, gli investimenti e l'innovazione dell'industria unite alla garanzia che agli utenti siano offerte le migliori condizioni" ha aggiunto. La Commissione europea dovrebbe approvare a fine giugno una comunicazione sulla verifica delle attuali normative allo scopo, secondo il commissario, di individuare le modifiche regolamentari necessarie per migliorare le prestazioni in termini di comunicazioni elettroniche. Le proposte avanzate nella comunicazione saranno poi disponibili per una consultazione pubblica fino a settembre. Si prevede che la Commissione presenterà proposte legislative concrete entro la fine dell'anno.