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Secondo Potocnik, potenziare la spesa per R&S al 3 per cento del PIL significa un aumento del PIL dell'UE del 10 per cento

Il commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha affermato che un eventuale aumento degli investimenti comunitari nel campo della ricerca pari al tre per cento del PIL si tradurrebbe entro il 2010 in un incremento medio del PIL tra il 3 e il 10 per cento. I...

Il commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha affermato che un eventuale aumento degli investimenti comunitari nel campo della ricerca pari al tre per cento del PIL si tradurrebbe entro il 2010 in un incremento medio del PIL tra il 3 e il 10 per cento. Il commissario si è espresso in questi termini intervenendo a una conferenza della Commissione sul metodo di coordinamento aperto nella ricerca, tenutasi il 18 maggio a Bruxelles. I dati sono forniti dal Bureau for Economic Policy Analysis olandese (l'agenzia nazionale per l'analisi della politica economica) e corroborano quanto sostenuto da Janez Potocnik riguardo al conseguimento degli obiettivi di Lisbona, nonché la relazione del gruppo Aho sull�innovazione nell�UE. Al fine di ottenere questo risultato, il commissario ha invitato gli Stati membri ad aumentare la spesa destinata a ricerca e sviluppo (R&S), in quanto "attualmente circa il 94 per cento di tutti gli investimenti pubblici nel settore della R&S è effettuato dagli Stati membri. Anche se il bilancio del programma quadro comunitario sarà oggetto di un considerevole aumento, gli Stati membri devono continuare a intensificare gli investimenti nella R&S in futuro". Il commissario Potocnik ha proseguito sottolineando che "il metodo di coordinamento aperto" è il modo migliore per controllare gli investimenti che gli Stati membri destinano al settore della R&S, soprattutto in azioni coordinate. "Non sono pochi gli esempi, come i programmi quadro, che testimoniano il fatto che in molti casi le azioni coordinate rappresentano risposte politiche più efficaci rispetto alle azioni non coordinate". L'obiettivo del tre per cento previsto dal metodo di coordinamento aperto mira a ottenere tre risultati: - promuovere l'apprendimento reciproco, le revisioni tra pari e l'individuazione di buone prassi; - assistere gli Stati membri nello sviluppo di politiche più coerenti e concertate, nonché di iniziative congiunte riguardo a temi di interesse comune; - contribuire a individuare aree in cui le iniziative comunitarie potrebbero potenziare le azioni a livello di Stati membri. Il commissario Potocnik sostiene che i risultati finora ottenuti grazie all'approccio basato sul metodo di coordinamento aperto sono estremamente positivi. "Riteniamo che gli Stati membri abbiano avviato un'intensa attività di apprendimento reciproco, che in alcune aree siano state individuate buone prassi e che agli Stati membri sia stata offerta una linea guida che può aiutarli a migliorare le loro politiche. Siamo dell'avviso che tutti gli Stati membri abbiano tratto beneficio dal 3 per cento del metodo di coordinamento aperto", ha dichiarato. In particolare, ha affermato che gli Stati membri hanno fatto ricorso a tale metodo per orientare decisioni politiche, e di conseguenza decisioni di spesa, che riguardavano miliardi di euro di stanziamenti degli Stati membri. Ad esempio, gli Stati membri hanno osservato in quale modo altri hanno riformato gli organismi pubblici di ricerca e hanno poi avviato i propri processi di riforma. Sei Stati membri hanno optato per sottoporre la propria combinazione politica in materia di ricerca a una revisione tra pari. Il commissario ha sollecitato il rafforzamento di due aree: la collaborazione transnazionale tra industria e università, e misure fiscali a favore della ricerca. Ha fatto presente che la Commissione ha elaborato una serie di documenti che contengono raccomandazioni per ciascuno di questi elementi. Potocnik ha altresì sottolineato che sono stati lanciati specifici inviti pilota a presentare proposte (OMC-NET), al fine di sostenere iniziative di Stati membri volte a coordinare aree politiche di interesse comune. Questi inviti proseguiranno nel Settimo programma quadro (7PQ). Janez Potocnik ha annunciato l'imminente pubblicazione di una relazione del comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST) sugli approcci all'agenda di Lisbona adottati dagli Stati membri. Il documento raggrupperà le relazioni sui progressi compiuti in merito al programma di riforma nazionale di ciascuno Stato membro al fine di formulare specifiche raccomandazioni al Consiglio. Infine, il commissario ha affermato che gli sviluppi registrati finora dagli Stati membri sono incoraggianti e che, in generale, questi ultimi devono intensificare i loro sforzi nelle aree in cui sono intervenuti, prestando però particolare attenzione a quattro aspetti fondamentali: 1. Il metodo di coordinamento aperto dovrebbe focalizzarsi su settori che presentano una dimensione transnazionale di maggiore portata e dove l'impatto può essere più incisivo. Per attività specifiche di apprendimento reciproco e coordinamento si potrebbero impiegare i Fondi strutturali per lo sviluppo regionale al fine di sostenere ricerca e innovazione. 2. L'apprendimento reciproco deve trovare attuazione tra decisori politici a livello di CREST, nonché a livello di esperti. Un esempio da citare potrebbe essere in particolare l'apprendimento reciproco nel quadro dei programmi di riforma nazionali. 3. Il processo del metodo di coordinamento aperto deve proporre precisi orientamenti, individuare buone prassi e produrre solide raccomandazioni se l'obiettivo è far procedere a ritmo sostenuto l'Europa verso un'economia basata sulla conoscenza e migliorare il suo livello di produttività, soprattutto a fronte della forte concorrenza di economie emergenti e in rapido sviluppo quali India e Cina. 4. Gli Stati membri dovrebbero integrare il metodo del coordinamento aperto nell'ambito della politica in materia di ricerca, affinché si tenga effettivamente conto dei risultati conseguiti.

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