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Minacciata la natura in Europa

I cambiamenti climatici stanno già avendo conseguenze sulla biodiversità in Europa, ha dichiarato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), in occasione della Giornata internazionale della diversità biologica svoltasi il 22 maggio. «Po...

I cambiamenti climatici stanno già avendo conseguenze sulla biodiversità in Europa, ha dichiarato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), in occasione della Giornata internazionale della diversità biologica svoltasi il 22 maggio. «Possiamo già notare variazioni sorprendenti nelle stagioni vegetative», ha spiegato la professoressa McGlade. «Molte specie si stanno ormai muovendo verso nord a causa dell'aumento della temperatura». Tra le regioni più a rischio in conseguenza dei cambiamenti climatici figurano regioni montane, aree costiere, l'Artico e alcune zone del Mediterraneo. Nello stesso giorno, la Commissione europea ha diffuso uno studio da cui emerge che un mammifero europeo su sei è a rischio di estinzione. La situazione dei mammiferi marini è particolarmente inquietante, con il 22% minacciato dall'estinzione. Riguardo agli uccelli, la percentuale è pari al 13%. Secondo la relazione, le principali minacce per i mammiferi europei sono la perdita di habitat, l'inquinamento e lo sfruttamento intensivo. I mammiferi marini sono le specie maggiormente interessate dall'inquinamento e dalla mortalità accidentale provocata da catture accessorie della pesca e da collisioni con imbarcazioni. «La relazione evidenzia l'importante sfida che affrontano i governi europei al fine di mantenere la promessa fatta, ossia arrestare la perdita della biodiversità entro il 2010», ha affermato il commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas. «È chiaro che se dobbiamo salvaguardare le specie d'Europa, è della massima importanza applicare appieno la direttiva Habitat, che include quasi tutti i mammiferi attualmente minacciati». Tuttavia, l'AEA ha segnalato che, a seguito dei cambiamenti climatici, alcune aree protette non saranno più adatte alla protezione delle specie per cui erano state create. Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ha inoltre avvertito che, dati questi cambiamenti, i vari paesi dovranno adottare un approccio più dinamico per la conservazione della biodiversità. La protezione della biodiversità in Europa richiede la disponibilità di dati scientifici sullo stato delle specie europee. Date queste premesse, alcuni progetti di ricerca finanziati dall'UE stanno studiando la biodiversità del nostro continente e i fattori che la influenzano, tra cui i cambiamenti climatici. Tra i vari progetti vi è ALARM (Valutazione su vasta scala dei rischi ambientali per la biodiversità con metodi sperimentati), che esamina le minacce alla biodiversità, nella prospettiva di ridurre al minimo gli effetti diretti e indiretti dell'attività umana. I cambiamenti climatici sono il fulcro del lavoro di questi progetti, oltre all'analisi delle sostanze chimiche presenti nell'ambiente e alle invasioni biologiche. Il progetto ALTER-Net è una rete di eccellenza creata al fine di promuovere l'integrazione della ricerca sulla biodiversità europea in ecosistemi terrestri e di acqua dolce, contribuendo in questo modo all'obiettivo di arrestare la perdita della biodiversità entro il 2010. Intanto, il progetto BRANCH (Biodiversità, Gestione del territorio, Cambiamenti climatici) si concentra sui modi in cui le modifiche della gestione del territorio e dei sistemi di utilizzo del suolo possano aiutare la fauna ad adattarsi ai cambiamenti climatici.