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L'EURAB dichiara che occorre fare di più per incoraggiare gli investimenti dei Fondi strutturali nella ricerca

Il Comitato consultivo europeo per la ricerca, EURAB, ha sollecitato l'adozione di misure volte ad incrementare l'utilizzo dei Fondi strutturali per potenziare la ricerca e l'innovazione. «Dobbiamo aumentare le risorse destinate alle misure di ricerca e innovazione a titolo ...

Il Comitato consultivo europeo per la ricerca, EURAB, ha sollecitato l'adozione di misure volte ad incrementare l'utilizzo dei Fondi strutturali per potenziare la ricerca e l'innovazione. «Dobbiamo aumentare le risorse destinate alle misure di ricerca e innovazione a titolo dei programmi dei Fondi strutturali, dobbiamo svolgere un'opera di sensibilizzazione sull'importanza delle azioni in quest'ambito, diffondere esperienze e migliori pratiche sul modo di trarre vantaggi economici da tali misure e fare in modo che le azioni dei Fondi strutturali siano saldamente integrate "nell'ecosistema" generale delle attività di ricerca e innovazione», si legge nell'ultima relazione di EURAB. La relazione parte dal presupposto che il triangolo della conoscenza (ricerca, istruzione e innovazione) sia fondamentale per conseguire l'obiettivo di Lisbona volto a fare dell'Europa l'economia più competitiva del mondo entro il 2010. Tuttavia, per realizzare questo obiettivo, occorre prima «rinvigorire» il triangolo della conoscenza, traguardo che a parere di EURAB può essere raggiunto attraverso i Fondi strutturali dell'Unione europea, il programma di investimenti della Commissione nelle regioni meno favorite dell'UE. In realtà la Commissione ha già constatato i vantaggi che i Fondi strutturali possono apportare. Due commissari europei (Janez Potocnik, Ricerca, e Danuta Hübner, Politica regionale) hanno manifestato il desiderio che gli Stati membri e le loro regioni assegnino parte delle risorse dei Fondi strutturali alla ricerca e innovazione. I Fondi strutturali potrebbero stimolare le attività di ricerca e innovazione aumentando la capacità di una regione di avviare iniziative di ricerca attraverso investimenti nelle infrastrutture o nella forza lavoro. I finanziamenti aggiuntivi potrebbero essere utilizzati anche per sostenere la commercializzazione dei risultati della ricerca, per rafforzare le disposizioni in materia di governance per la ricerca e l'innovazione e per conferire una dimensione internazionale alle attività di una regione sostenendo l'accesso a programmi transnazionali come il 7PQ. La relazione di EURAB formula nove raccomandazioni su come utilizzare i Fondi strutturali per promuovere la ricerca e l'innovazione. Tra le raccomandazioni figura la richiesta di incentivi volti a incoraggiare un incremento delle attività di ricerca e innovazione tramite i Fondi strutturali, come tassi di sovvenzione differenziali o l'istituzione di premi per quelle regioni che dimostrino di effettuare investimenti nella ricerca e innovazione attraverso i Fondi strutturali. EURAB sostiene anche una raccomandazione emersa dalla relazione Aho, che prevede l'obbligo, per i beneficiari dei Fondi strutturali, di destinare una quota significativa di questi finanziamenti, pari circa al 20%, agli investimenti in ricerca e innovazione. Un'altra raccomandazione specifica suggerisce di prendere in considerazione l'ipotesi di ridurre la quota dei finanziamenti nazionali o regionali che i beneficiari sono tenuti a investire in progetti sostenuti a titolo dei Fondi strutturali. EURAB suggerisce che il livello dei finanziamenti nazionali e regionali potrebbe scendere, dall'attuale 50% o 25%, al 10%. EURAB è inoltre favorevole a prevedere, nell'ambito dei Fondi strutturali, incentivi che incoraggino l'utilizzo dei nuovi strumenti finanziari messi a disposizioni dalla Banca europea per gli investimenti (BEI). Le sovvenzioni potrebbero essere utilizzate, ad esempio, per coprire i pagamenti di interessi sull'infrastruttura di ricerca. La relazione suggerisce altresì di instaurare legami più forti tra i Fondi strutturali e il Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (7PQ), dai quali, secondo EURAB, potrebbero scaturire risultati in entrambe le direzioni: le azioni sostenute attraverso il programma «Capacità» del 7PQ potrebbero influenzare lo sviluppo di azioni pertinenti finanziate a titolo dei Fondi strutturali, mentre i programmi dei Fondi strutturali, dal canto loro, potrebbero gettare le basi della futura partecipazione ai programmi quadro. In realtà, la decisione sul 7PQ contiene già diversi riferimenti ai Fondi strutturali. Ad esempio, le proposte per la realizzazione di progetti infrastrutturali saranno valutate sulla base di diversi criteri, tra cui la potenzialità di utilizzo dei prestiti della BEI e dei Fondi strutturali per fornire sostegno aggiuntivo. Nella sezione intitolata «Potenziale di ricerca», il documento spiega inoltre che «si cercheranno di instaurare forti sinergie con la politica regionale comunitaria. Le azioni sostenute nell'ambito di questa sezione individueranno esigenze e possibilità per rafforzare le capacità di ricerca dei centri di eccellenza emergenti e già affermati nelle regioni della convergenza, alle quali potrebbero far fronte i Fondi strutturali e di coesione». «Riconosciamo che alla promozione della ricerca e innovazione nell'UE viene già destinata una parte considerevole dei Fondi strutturali», afferma il documento di EURAB. «Tuttavia, riteniamo si possa fare ancora di più per realizzare gli obiettivi comuni del commissario per la Politica regionale e degli Stati membri di assegnare una quota considerevole dei Fondi strutturali alle attività di ricerca e innovazione. Esortiamo la Commissione europea, gli Stati membri e le autorità regionali a cercare di realizzare questo obiettivo».