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TENDENZE SCIENTIFICHE: perché le teorie del complotto sul COVID-19 si diffondono più velocemente della pandemia

Dalle reti 5G e Bill Gates come responsabili della pandemia globale di coronavirus alla sua creazione in laboratorio da parte di scienziati cinesi, gli esperti hanno fatto luce su come queste pericolose false credenze si originano.

Ricerca di base

La teoria del legame tra 5G e COVID-19 ha iniziato a diffondersi in maniera innocua, ma ben presto ha inondato i principali media. Secondo un rapporto del Pew Research Center, quasi un terzo degli statunitensi crede che il COVID-19 sia stato prodotto da esseri umani in un laboratorio. Adesso, è Bill Gates l’ultimo bersaglio della teoria del complotto.

Sfatare le teorie del complotto

Viren Swami, un professore di psicologia sociale presso l’Anglia Ruskin University, nel Regno Unito, spiega la psicologia che si cela dietro queste teorie del complotto e al fatto che le persone ci credano. «Uno dei problemi legati alla comprensione delle teorie del complotto è che così tante persone le ritengono veritiere», ha dichiarato il prof. Swami al giornale britannico «Express». «Sappiamo che alcuni fattori rendono più probabile che le persone ci credano, come ad esempio il fare affidamento su un pensiero più intuitivo o emotivo. Si tratta principalmente di una mancanza di azione o di controllo». Il prof. Swami ha spiegato che sentimenti di paura e la mancanza di supporto fanno sì che le persone credano a tali teorie. «In genere, si tratta di persone che si sentono impotenti, persone che si sentono minacciate, persone che sentono di non avere alcun controllo su ciò che accade intorno a loro». Anche l’esplosione dei social media e delle piattaforme online alimenta tutte queste teorie. «Ma sappiamo anche che, in particolare per quanto riguarda il coronavirus, si stanno diffondendo molto velocemente», ha aggiunto. «Sono stati condotti un paio di studi che hanno dimostrato che è possibile mappare la diffusione delle teorie del complotto sul coronavirus, e si stanno diffondendo molto più rapidamente del virus stesso». Far cambiare idea a chi crede in un complotto è praticamente impossibile: «No, è quasi impossibile, specialmente se si tratta di una persona che ci crede in modo irriducibile», ha proseguito il prof. Swami. «Solitamente rifiutano qualsiasi prova che non si adatti perfettamente alla loro visione del mondo, e accettano esclusivamente prove che confermano convinzioni preesistenti. Rifiuteranno qualsiasi cosa io dica sostenendo che il motivo principale è che io stesso faccio parte del complotto. La pongono in maniera tale da rendere impossibile un dibattito. Entrano in uno stato mentale in cui credono che le persone che compiono cattive azioni siano intrinsecamente malvagie, e non conviene avere un dibattito con una persona cattiva; si deve invece sconfiggere il male».

Distinguere la realtà dalla finzione

La disinformazione relativa a una crisi della salute pubblica può essere altrettanto pericolosa, specialmente quando milioni di persone credono a notizie non verificate. Queste persone non vogliono condividere informazioni sbagliate; semplicemente, lo fanno senza esserne consapevoli. «Esistono prove che contenuti evocativi dal punto di vista emotivo rendono le persone meno accorte», ha dichiarato alla «CNN» David Rand, un professore del Massachusetts Institute of Technology che si occupa di disinformazione. «In particolare, quando le persone si affidano all’intuito e alle emozioni è più probabile che credano ad asserzioni false. Affermazioni che incutono paura, ad esempio, rendono le persone meno inclini a fermarsi a riflettere». Adesso più che mai, in quanto individui abbiamo un ruolo chiave da giocare nella diffusione di informazioni corrette per il bene comune. Abbiamo a disposizione i mezzi per farlo su larghissima scala. Spargi la voce sulla pagina della Commissione europea dedicata a combattere la disinformazione e alla sezione myth busters dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Parole chiave

teorie del complotto, COVID-19, coronavirus, salute