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Il punto sulla ricerca nella lotta alla Covid-19

Le Giornate europee della ricerca e dell’innovazione offrono ai ricercatori finanziati dall’UE l’occasione per discutere di come i loro progetti stiano aiutando a trovare soluzioni contro la pandemia di coronavirus.

Salute

In un brevissimo lasso di tempo, la Covid-19 ha avuto un impatto massiccio sulla salute delle persone, sulla società globale e sulle economie di tutto il mondo. Tuttavia, ben prima della crisi dovuta al coronavirus, i ricercatori finanziati dall’UE hanno prodotto conoscenze e sviluppato tecnologie che oggi sono in grado di offrire soluzioni alle varie problematiche generate dalla pandemia. Tenutesi in modalità virtuale dal 22 al 24 settembre, le Giornate europee della ricerca e dell’innovazione hanno offerto «l’occasione… per fare il punto sui risultati ottenuti da ricerca e innovazione nella risposta globale alla pandemia di Covid-19», si legge sul sito web del Consiglio europeo della ricerca (CER). La sessione sulla «Ricerca di frontiera per combattere la Covid-19», che si è svolta il primo giorno, ha riunito quattro illustri scienziati, i quali hanno presentato l’innovativo contributo dei loro progetti di ricerca come via d’uscita alla crisi causata dal coronavirus. Tra i relatori erano presenti Balpreet Singh Ahluwalia dell’Università di Tromsø (Università Artica della Norvegia), Meike Bartels dell’Ospedale Universitario affiliato alla Libera Università di Amsterdam (Vrije Universiteit), Sunetra Gupta dell’Università di Oxford e Vincenzo Cerullo dell’Università di Helsinki.

Ricerca di frontiera nelle varie discipline

Balpreet Singh Ahluwalia, borsista del progetto NANOSCOPY e Nano-Chip, ha spiegato come microscopi a prezzi accessibili possano contribuire alla lotta contro la Covid-19. Il professor Ahluwalia e il suo team hanno sviluppato una tecnologia per abbattere il costo degli attuali nanoscopi, ovvero i microscopi che misurano la risoluzione in nanometri, che li rende inaccessibili alla maggior parte dei ricercatori. La loro nanoscopia ottica basata su chip fotonici può ridurre in modo significativo il costo degli attuali dispositivi, consentendone l’utilizzo su scala più ampia nelle cliniche e negli ospedali. L’obiettivo del progetto WELL-BEING, condotto dalla borsista Meike Bartels, è invece quello di individuare l’impatto dei fattori genetici e ambientali sul benessere. Bartels e il suo team hanno ampliato il loro studio includendo un esame dell’impatto che la pandemia ha sulla qualità della vita delle persone, sul loro ottimismo e sulla loro percezione del senso della vita. I risultati preliminari indicano che gli effetti della pandemia sul benessere sono negativi. Inoltre, rivelano la necessità di uno sforzo comune per individuare eventuali effetti positivi, in modo da poterli utilizzare per «ricostruire e riaprire il mondo», come si legge nel documento pubblicato dal CER «Covid-19: la ricerca di frontiera sotto i riflettori». La ricerca condotta da Sunetra Gupta, borsista dei progetti DIVERSITY e UNIFLUVAC, verte su un tema che occupa la mente della maggior parte delle persone in questo periodo: i vaccini. Lo studio della professoressa Gupta analizza la coevoluzione ospite-patogeno nella selezione immunitaria e il modo in cui gli epitopi possono essere utilizzati per produrre vaccini antinfluenzali. Applicando questo metodo di ricerca al ceppo responsabile della Covid-19, il suo team potrebbe finalmente contribuire a produrre un vaccino in grado di proteggere da tutti i ceppi di coronavirus che causano la sindrome respiratoria acuta grave. I vaccini sono anche al centro dei progetti PeptiCrad e PeptiCHIP, condotti dal ricercatore Vincenzo Cerullo. Quando è iniziata la pandemia, il professor Cerullo e il suo team hanno utilizzato la tecnologia del loro vaccino anti-cancro, adattandola ai vaccini contro la SARS-CoV-2. Il nuovo software è in grado di individuare i punti deboli del coronavirus, incorporandoli nel giro di pochi minuti nei vaccini già esistenti, dando così vita ad un potente vaccino capace di attaccare tutti i punti deboli del virus. I progetti DIVERSITY (Evolution of Pathogen and Host Diversity), Nano-Chip (Affordable photonic-chip based optical nanoscopy), NANOSCOPY (High-speed chip-based nanoscopy to discover real-time sub-cellular dynamics) e UNIFLUVAC (A novel universal influenza vaccine targeting epitopes of limited variability) si sono già conclusi, mentre i progetti PeptiCHIP (PEPTICHIP: Streamlined identification of tumour neoantigens for personalised anti-cancer immunotherapy), PeptiCrad (Personalized oncolytic vaccines for cancer immunotherapy) e WELL-BEING (The dynamics underlying Well-being; Understanding the Exposome-Genome interplay) sono tuttora in corso. Per ulteriori informazioni, consultare: progetto NANOSCOPY progetto Nano-Chip progetto WELL-BEING progetto DIVERSITY progetto UNIFLUVAC sito web del progetto PeptiCrad progetto PeptiCHIP

Parole chiave

coronavirus, Covid-19, Giornate europee della ricerca e dell’innovazione, pandemia, vaccino

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