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Mettersi al passo con AutoPilot-Dx: utilizzare una nuova tecnologia per i test basata sui biomarcatori nella lotta contro la COVID-19

Nel numero di aprile 2020 della rivista Research*eu, abbiamo citato il progetto AutoPilot-Dx che aveva sviluppato un nuovo test per la diagnosi accurata tra infezioni batteriche e virali, contribuendo quindi a evitare la prescrizione non necessaria di antibiotici. Fin dall’anno turbolento, il team del progetto, con il continuo supporto dell’UE, ha spostato l’attenzione verso la COVID-19. Tanya Gottlieb, vicepresidentessa del reparto Questioni scientifiche presso l’azienda coordinatrice MeMed Diagnostics, ci racconta ulteriori dettagli.

Salute

A seguito dello sviluppo riuscito del proprio nuovo test, i partner di AutoPilot-Dx (Fast tracking market adoption of a novel immune-based diagnostic for improving antibiotic stewardship: automation, piloting and health economics) hanno avviato il processo per lo sviluppo di una piattaforma decentrata denominata Key che avrebbe consentito l’esecuzione del test (secondo la traccia denominata BV basata su tre biomarcatori di proteine ospite che reagiscono in modo differente a infezioni batteriche e virali) nel momento e nel luogo richiesti e con un risultato entro 15 minuti. «Ora questo processo è stato completato, abbiamo ottenuto una marcatura CE e dovremmo ricevere l’approvazione della FDA nel 2021», afferma Gottlieb. «Oggi, la piattaforma Key che somministra il test BV è normalmente utilizzata presso i centri medici che ne hanno avuto un primo accesso in Germania e in Israele».

Unirsi alla battaglia contro la COVID-19

Procedendo a sviluppare ulteriormente BV e Key, MeMed Diagnostics ha vinto una seconda sovvenzione finanziata dall’UE e ha intrapreso il progetto DECODE. «Originariamente questo progetto si è concentrato sull’avanzamento del nostro lavoro precedente nell’ambito di AutoPilot-Dx ma, a mano a mano che la pandemia avanzava, abbiamo spostato la nostra attenzione sull’analisi di potenziali applicazioni dei biomarcatori BV nella gestione di pazienti affetti da COVID-19», spiega Gottlieb. «Per sostenere tali tentativi, la Commissione è stata felice di autorizzare il nuovo campo di applicazione di DECODE». Nel 2020, il team di MeMed nell’ambito del progetto DECODE ha sostenuto lo sviluppo di un nuovo prodotto per il rilevamento precoce dei casi severi di COVID-19, basato sui dati raccolti provenienti dai centri medici in Germania, in Israele e negli Stati Uniti. «Abbiamo applicato l’apprendimento automatico per ricavare una nuova traccia comprendente i tre biomarcatori BV originali che indica la probabilità che un paziente affetto da SARS-CoV-2 progredisca verso un grave decorso della malattia, tra cui sepsi, insufficienza respiratoria e mortalità», aggiunge Gottlieb. «Tale nuova traccia è la base per un prodotto denominato «MeMed COVID-19 Severity» e ora stiamo raccogliendo campioni di pazienti affetti da SARS-CoV-2 con l’obiettivo di convalidarlo clinicamente». MeMed prevede di essere pronta per richiedere l’approvazione normativa in Europa e negli Stati Uniti nel secondo trimestre del 2021. Infine, l’azienda sta inoltre lavorando verso la compatibilità dei propri test con il sangue intero, dato che attualmente è necessario il siero; ciò amplierà l’utilità di MeMed BV e di MeMed COVID-19 Severity a strutture cliniche aggiuntive. «Il finanziamento dell’UE è stato determinante per sostenere la maturazione dei nostri prodotti e tutto ciò per garantire di potere avere un impatto positivo sui pazienti e migliorare in generale l’assistenza sanitaria dell’UE», conclude Gottlieb.

Parole chiave

AutoPilot-Dx, MeMed, DECODE, COVID-19, coronavirus, biomarcatori, apprendimento automatico