Colmare il vuoto di conoscenze sulla biodiversità marina
Questo è un periodo di straordinari cambiamenti ambientali in tutto il mondo. Gli scienziati stimano che solo il 13 % degli oceani del mondo non sia influenzato dall’attività umana. Per preservare e proteggere queste risorse naturali, i residenti locali, gli scienziati e i responsabili politici devono capire cosa succede negli ambienti marini. Il progetto BIOcean5D(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha cercato di capire come lo spazio, il tempo e l’attività umana influiscano sulla vita marina. Il progetto ha riunito un team eterogeneo di esperti provenienti da 11 paesi per raccogliere informazioni, armonizzare flussi di dati multi-metodo e fornire indicatori e quadri teorici per guidare la governance.
Il campionamento e la spedizione TREC/Tara Europa
Il nucleo di BIOcean5D è costituito da oltre 70 000 campioni raccolti dalla spedizione TREC/Tara Europa(si apre in una nuova finestra). Coinvolgendo 21 paesi costieri e 35 laboratori marini, la spedizione ha spaziato dai mari artici al Mediterraneo, contribuendo alla più grande raccolta di dati sulla biodiversità marina mai realizzata. La spedizione ha raccolto informazioni su un’ampia gamma di specie e sui loro habitat. La strategia di campionamento è stata progettata per comprendere diversi habitat, che vanno da aree impattate dall’attività umana ad ambienti incontaminati. I diversi ambienti marini campionati vanno dalle acque salmastre del Mar Baltico alle acque calde e ipersaline del Mediterraneo. La spedizione TREC/Tara Europa non è stata l'unico sforzo di raccolta dati. 60 carote di sedimento sono state prelevate da 12 siti lungo la costa europea, fornendo utili informazioni riguardanti storie ambientali che risalgono a più di 100 anni fa. Il team ha anche confrontato i dati raccolti negli ultimi decenni, come le serie temporali del plancton raccolte nelle stazioni marine in Francia e in Italia. Al di fuori dell'Europa, il progetto si è concentrato sugli olobionti dei coralli tropicali nella Polinesia francese e sugli organismi delle profondità marine nella dorsale medio-atlantica.
Costruire un hub di dati per guidare la governance marina
BIOcean5D ha raccolto una grande quantità di dati utilizzando diversi metodi, tra cui campioni di sedimenti, serie temporali, rilevamento acustico ed eDNA. Il progetto ha integrato tutti i dati raccolti e le informazioni esistenti sulla biodiversità marina in un hub di dati ad accesso libero. Questo hub riunisce competenze in microbiologia, macroecologia e tassonomia per armonizzare i flussi di dati multimetodo che vanno dall'omica molecolare all'imaging e all'acustica su un quadro comune di metadati. Questa base di conoscenze unica e interoperabile consente ai partner di colmare le lacune di conoscenza attraverso il confronto tra le diverse tecnologie. L'hub armonizzato di dati BIOcean5D ha permesso di creare modelli e quadri di vita marina che guideranno le azioni di governance per proteggere gli habitat marini. Un contributo notevole è rappresentato dal JEDI metabarcoding marker(si apre in una nuova finestra), uno strumento di valutazione semplice ed efficace per il monitoraggio della biodiversità. Il progetto raccomanda inoltre di rivedere le modalità di designazione delle aree marine protette (AMP). Utilizzando la ricchezza dei dati sempre più disponibili, per le AMP è adeguato passare da confini statici a confini dinamici. Il progetto è dedicato alla condivisione dei risultati con un pubblico eterogeneo. Articoli, workshop e partecipazione di volontari hanno riunito la comunità scientifica, i responsabili politici e i cittadini scienziati. Condividendo strumenti open-source a basso costo con scienziati marini e istituzioni che lavorano con persone che vivono del mare, BIOcean5D ha gettato le basi per una rete di monitoraggio a lungo termine delle coste europee.