Modellizzare gli effetti sull'oceano della fertilizzazione con ferro
La ricerca ha mostrato che la capacità degli oceani di sequestrare il carbonio dall'atmosfera può essere limitata, in certe regioni, dalla disponibilità di ferro nelle acque di superficie. Questo ha fatto avanzare proposte di fertilizzazione con ferro degli oceani del mondo, nell'intento di rimuovere il carbonio dall'atmosfera. Tutto ciò produrrebbe una corrispondente riduzione della concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera e magari del riscaldamento globale. Prima di procedere con un lavoro di questa portata, occorre però essere sicuri di ottenere il risultato desiderato. E qui è dove interviene la modellizzazione degli oceani. Il Max Planck Institute for Meteorology (MPI-M) di Amburgo (Germania) ha applicato il modello BOGCM (Biogeochemical Ocean General Circulation Model) HAMOCC5 a questo problema. Le difficoltà di parametrizzazione del trasporto del ferro hanno portato a sovrastimare la concentrazione del ferro in prossimità della superficie dell'oceano mediante HAMOCC5, in comparazione con i dati misurati. L'MPI-M è riuscito a superare questa difficoltà tenendo costante il tasso di degassamento del ferro. Questa regolazione ha anche migliorato la capacità di HAMOCC5 di modellizzare i flussi di carbonio globali, specie nell'Oceano Antartico. Il passo successivo era fertilizzare con ferro l'oceano modellizzato e osservare. L'assorbimento del biossido di carbonio atmosferico è aumentato notevolmente nell'Oceano Antartico, ma poco altrove. Ancor più sorprendente, questo assorbimento potenziato è calato rapidamente, in due decenni appena del modello. Alla fine, il guadagno netto di assorbimento del carbonio era minimo. Questi risultati suggeriscono cautela quanto alla possibilità che la fertilizzazione con ferro possa essere la risposta per combattere le crescenti concentrazioni di biossido di carbonio e, quindi, il riscaldamento globale.