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Mechanized Molecules

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Luce sulle macchine molecolari

Oltre ad applicazioni più o meno futuristiche, il concetto di una macchina a livello molecolare è di fondamentale importanza per lo sviluppo di nanotecnologie. Per questo motivo durante il progetto MECHSOL è stata proposta una nuova generazione di macchine molecolari sintetiche depositate su una superficie e azionate dalla luce.

Un interessante concetto contemporaneo prevede la progettazione e la costruzione di molecole con parti mobili. Di particolare interesse sono le molecole rotassani, che si possono unire in complessi ordinati che funzionano come macchine nanoscopiche in grado di svolgere compiti fisici. Senza simulare la complessità delle strutture biologiche, degli stimoli esterni possono forzare i sistemi supramolecolari a superarsi. Condotta dagli scienziati dell'Università di Edimburgo, la ricerca del progetto MECHSOL ha creato una nuova tecnica che consente agli oggetti macroscopici di muoversi usando le molecole rotassani come motori molecolari. L'idea alla base di queste macchine molecolari era di affidarsi alle molecole rotassani interdipendenti, composte da due o più componenti separati, non connessi da legami chimici ma meccanici. I motori molecolari naturali sono normalmente azionati da energia chimica e si ritiene che abbiano un'efficacia elevata. I motori molecolari sintetici progettati dai partner del progetto MECHSOL convertono l'energia della luce ultravioletta (UV) in moto browniano distorto per trasportare un carico macroscopico. Il movimento di una goccia di microlitro di diiodometano su una superficie è stato ottenuto esponendo o celando i residui di fluoroalcani e modificando quindi la tensione superficiale. Il trasporto di liquidi usando simili superfici fotosensibili potrebbe contribuire alla fornitura di analiti in applicazioni lab-on-a-chip. Inoltre, le reazioni chimiche si potrebbero effettuare nel prossimo futuro unendo le gocce individuali contenenti i diversi reagenti senza utilizzare contenitori per reazioni.

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