L'esosporio come protettore passivo non specifico
La sola presenza dell'esosporio protegge le strutture cellulari interne mascherando i segnali infiammatori nel rivestimento sporale e contribuisce ulteriormente alla sopravvivenza intracellulare inibendo l'attività dei radicali antibatterici. L'esosporio è presente nel Bacillus anthracis, un batterio sporiparo, in tutti i membri del gruppo del Bacillus cereus e in alcuni clostridi, come il Clostridium difficile. Quest'ultimo forma una spora dalla struttura simile a quella del complesso B. anthracis. I ricercatori stanno lavorando per scoprire la funzione della struttura di rivestimento nella sopravvivenza di queste spore. Roleexosporium (The contribution of the exosporium of Bacillus anthracis to survival) è un progetto che ha lo scopo di determinare come l'esosporio promuove la sopravvivenza di B. anthracis, contribuisce alla resistenza ai biocidi, alla virulenza e alla germinazione in vivo. Il lavoro sul terzo obiettivo è stato condotto in collaborazione con colleghi statunitensi. Finora è stato costituito un laboratorio di ricerca completamente funzionale per questi studi presso l'università britannica di Cardiff. Gli studi preliminari hanno caratterizzato con successo le proprietà delle spore selvatiche e hanno determinato la loro capacità di germinare in risposta a diversi stimoli. I ricercatori confronteranno questi risultati con quelli ottenuti con gli studi delle spore con carenza di esosporio. Nei primi 18 mesi del progetto i ricercatori di Roleexosporium hanno sviluppato un mezzo minimo completamente definito in grado di supportare la crescita di B. anthracis. Nello studiare come l'esosporio contribuisce alla resistenza ai biocidi, gli studi preliminari hanno scoperto che le spore sonicate (alterate fisicamente) erano molto più sensibili al biocida a rilascio di cloro Chlorox rispetto alle controparti selvatiche. Questo suggerisce che l'esosporio funge da barriera fisica e reagisce col biocida prima di poter invadere le molecole nel nucleo della spora. Sono stati condotti altri studi per caratterizzare la sopravvivenza intracellulare delle spore di B. anthracis dopo l'assorbimento da parte dei macrofagi, globuli bianchi che lavorano per sradicare i patogeni. Questo lavoro, condotto in collaborazione con i colleghi statunitensi, sottolinea il ruolo importante dell'arginasi batterica nella gestione della risposta immunitaria delle cellule infette. Lo studio viene descritto in un manoscritto che la rivista Current Microbiology ha accettato di pubblicare.