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La condivisione dei benefici come strumento per un cambiamento equo

Nell’ambito del progetto BENELEX è stata eseguita la prima valutazione sistematica delle modalità con cui il diritto internazionale può favorire l’adozione del principio di condivisione dei benefici come strumento per un cambiamento equo.

Cambiamento climatico e Ambiente

«Condivisione dei benefici» è un termine generale utilizzato per definire la condivisione equa e giusta dei benefici monetari e non monetari derivanti dall’uso di risorse genetiche, il più delle volte nell’ambito della bioprospezione. Spesso le risorse genetiche di valore si trovano nei paesi in via di sviluppo, mentre nella maggior parte dei casi i laboratori che si occupano di scoperte biologiche sono situati nei paesi sviluppati. In virtù di questo contrasto, il principio di condivisione dei benefici sollecita la condivisione dei benefici derivanti dalle scoperte commerciali tra i paesi in cui lavorano i ricercatori e i paesi da cui hanno origine le risorse genetiche. Tuttavia, al di là di questa intesa generale, esiste una notevole mancanza di chiarezza in merito a cosa comporti esattamente la condivisione dei benefici e in che modo si applichi in relazioni caratterizzate da asimmetrie di potere e di capacità. È per questo motivo che nell’ambito del progetto BENELEX (Benefit-sharing for an equitable transition to the green economy – the role of law), sostenuto dal CER, è stata eseguita la prima valutazione sistematica delle modalità con cui il diritto internazionale può favorire l’adozione del principio di condivisione dei benefici come strumento per un cambiamento equo. «Il team del progetto BENELEX ha cercato di capire se la condivisione dei benefici possa essere adottata nel contesto della bioprospezione, della conservazione, delle risorse estrattive e della produzione di conoscenza», afferma Elisa Morgera, beneficiaria di una sovvenzione del CER. «In particolare, abbiamo esaminato in che modo il diritto internazionale può essere utilizzato per favorire partenariati giusti ed equi tra i paesi del Nord e quelli del Sud del mondo, nonché tra governi, popolazioni indigene e il settore privato».

La condivisione di benefici nello scenario internazionale

La condivisione di benefici è attualmente oggetto di discussione nel quadro dei processi internazionali che coinvolgono il settore della bioprospezione, quello agricolo, quello sanitario, quello marittimo e quello delle attività estrattive in alto mare. «La condivisione dei benefici è spesso un problema a livello nazionale e locale, specialmente nel contesto degli usi comuni delle risorse naturali, come il disboscamento e le attività estrattive, nonché nell’ambito delle iniziative di conservazione e nello sviluppo di energie rinnovabili», spiega Morgera. La maggior parte delle polemiche in merito alla condivisione dei benefici derivano dal timore che i paesi in via di sviluppo non dispongano dei finanziamenti e della tecnologia necessari per trarre vantaggio da un’economia orientata al profitto e altamente tecnologica. Inoltre, si teme che le comunità indigene e locali vengano marginalizzate poiché il loro contributo alla gestione dell’ambiente, ad esempio, può essere difficile da cogliere in termini puramente economici.

I vantaggi della condivisione dei benefici

In questo contesto, i ricercatori del progetto BENELEX hanno condotto un approfondito studio interdisciplinare e internazionale sulle modalità con cui la condivisione dei benefici può attenuare questi timori. Nonostante la complessità della ricerca, la conclusione è stata chiara: la condivisione dei benefici può reinquadrare numerosi problemi come un’opportunità per integrare l’equità nell’ambito di diversi regimi internazionali e ambientali, sia tra i diversi stati che all’interno di essi. «Il progetto ha chiarito in che modo il concetto di giusta ed equa condivisione dei benefici sancito dal diritto internazionale debba essere inteso nel quadro della legislazione internazionale in materia di diritti umani e come un approccio comune per la cooperazione in aree quali la conservazione, i cambiamenti climatici, la gestione degli oceani e la ricerca in campo biologico», afferma Morgera. A partire da questo studio, il team del progetto BENELEX ha creato moduli di formazione per avvocati e sostenitori delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Questi moduli forniscono orientamenti pratici per rendere operativa la condivisione dei benefici e stipulare accordi basati su tale principio. Inoltre, i risultati hanno contribuito all’elaborazione del Principio 15, relativo alla condivisione dei benefici, dei principi quadro sui diritti umani e sull’ambiente dell’ONU del 2018. Morgera e il suo team continuano a fornire consulenza a varie organizzazioni internazionali, società civili e governi in merito alla condivisione dei benefici e stanno attualmente lavorando alla pubblicazione di cinque libri sull’argomento.

Parole chiave

BENELEX, condivisione dei benefici, cambiamento equo, diritto internazionale, risorse genetiche, bioprospezione, conservazione, risorse estrattive, produzione di conoscenza, indigeno

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