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Panorama su ricerca scientifica e comitati etici

Il sempre più veloce progresso scientifico e tecnologico ha fatto nascere seri interrogativi etici, che debbono essere tenuti in conto al momento di valutare gli sviluppi nei settori medico, scientifico e tecnologico. Per non creare un contesto ostile all'innovazione scientifi...

Il sempre più veloce progresso scientifico e tecnologico ha fatto nascere seri interrogativi etici, che debbono essere tenuti in conto al momento di valutare gli sviluppi nei settori medico, scientifico e tecnologico. Per non creare un contesto ostile all'innovazione scientifica e tecnologica, è inoltre necessario dissipare i timori del pubblico. L'Europa è un miscuglio di differenti basi etiche, filosofiche, storiche e religiose, che in passato hanno portato a punti di vista divergenti sui problemi etici. Il 27 e 28 gennaio 2005 si svolgerà a Bruxelles la conferenza 'Research ethics committees in Europe: facing the future together', che intende avviare un dibattito per definire le buone prassi, analizzare le difficoltà dell'etica della scienza, e aprire un dialogo sulle future iniziative e azioni nel settore. Tra gli esempi di temi delicati che esigono una riflessione etica: la ricerca sulle cellule staminali umane, la banca di tessuti umani, le cure mediche nella società dell'informazione, il doping sportivo, la ricerca sugli embrioni umani, i test genetici sul luogo di lavoro. Partendo dal principio che scelte, azioni e decisioni di oggi potrebbero avere conseguenze anche per le future generazioni, la Commissione europea sollecita un approccio responsabile a questi nuovi settori scientifici e tecnici. Nel Sesto programma quadro (6PQ), la Commissione aveva introdotto un riferimento ai temi etici, dichiarando che 'Tutte le attività di ricerca svolte nell'ambito del 6PQ devono essere realizzate nel rispetto dei principi etici fondamentali'. Le attività di ricerca condotte nell'ambito del 6PQ debbono quindi rispettare i principi etici fondamentali, inclusi i principi di finanziamento dell'UE, di cui all'articolo 6 del trattato dell'Unione europea. A tutte le proposte di ricerca destinate a essere finanziate dalla Commissione viene chiesto d'individuare i problemi etici eventualmente posti dal progetto. Dopo la valutazione scientifica positiva, questi progetti, e tutti gli altri identificati dalla Commissione come suscettibili di sollevare nodi etici, vengono valutati per accertarne la rispondenza alle norme etiche. La valutazione copre i potenziali problemi di ricerca e prevede il coinvolgimento di persone non in grado di dare il loro assenso, bambini, donne incinte e volontari di test clinici, ma anche l'uso di campioni biologici umani, dei dati personali, e degli animali. Le attività condotte nell'ambito del tema 'Scienza e società' del 6PQ intendono avviare un dialogo tra ricercatori, industriali, decisori politici e cittadini, incoraggiando così lo sviluppo di relazioni armoniose tra scienza e società. Per contribuire all'uso responsabile e conforme ai valori etici fondamentali del progresso scientifico e tecnologico, nel 'Piano d'azione Scienza e società', approvato nel dicembre 2001, era stato incluso un capitolo sulla dimensione etica nella scienza e nelle nuove tecnologie. Il capitolo del piano d'azione 'Una scienza responsabile alla base del processo politico' attira l'attenzione sulla necessità di ottenere e conservare la fiducia del pubblico, risultato che si potrebbe conseguire rendendo più accessibili le informazioni sui temi etici e incoraggiando il dialogo pubblico sull'etica della scienza con le organizzazioni non governative, l'industria, le comunità religiose e culturali. Il piano d'azione sottolinea anche la necessità di favorire tra gli stessi ricercatori la consapevolezza della dimensione etica delle loro attività, e di attivare collegamenti tra i comitati nazionali di etica. Il piano si propone inoltre di proteggere gli animali nella ricerca, e cerca d'incoraggiare il dialogo con altre regioni del mondo per esplorare e capire le differenze di attitudini e quadri etici. L'EGE (European Group on Ethics), creato dalla Commissione nel 1997, fornisce opinioni indipendenti sugli aspetti etici della scienza e delle nuove tecnologie per preparare e mettere in atto la legislazione o le politiche comunitarie, e aiuta la Commissione emanando opinioni su temi quali le politiche e i problemi etici delicati in campo scientifico. Il segretariato del gruppo è parte integrante del Gruppo di consiglieri politici. Nel 2004 l'EGE aveva condotto un esame del ruolo, funzionamento e attività dei comitati etici nazionali dei nuovi Stati membri. Tutti i paesi dell'UE hanno un qualche tipo di comitato etico nazionale, o ne stanno creando uno, anche se alcuni si confrontano con numerosi ostacoli, ad esempio la mancanza di risorse. La mancanza di risorse può obbligare i comitati a far pagare i propri pareri, operazione piuttosto controversa. Inoltre le loro attività possono essere limitate e la diffusione dell'informazione ostacolata. Anche la mancanza d'indipendenza può costituire un problema, afferma l'EGE, in particolare quando i comitati etici dipendono direttamente da un ministero, ad esempio quello della Sanità. Nel programma di lavoro Scienza e società 2005-2006, la Commissione sta pianificando un'analisi delle attuali infrastrutture per l'etica della ricerca nei dieci nuovi Stati membri e nei paesi candidati. La Commissione intende inoltre promuovere corsi di formazione sui temi etici e preparare un testo/sillabario europeo per formare i ricercatori in Europa e fuori. Prevede anche uno studio d'impatto sulla ricerca etica finanziata dalla Commissione nell'attuale e nel precedente programma quadro. L'IWE (l'istituto per la scienza e l'etica di Bonn) ha recentemente pubblicato una versione provvisoria del rapporto 'Provision of Support for Producing a European Directory of Local Ethics Committees (LECs)', che fornisce informazioni sui comitati etici della ricerca (CER) in 33 paesi del SER (Spazio europeo della ricerca). Il rapporto non solo fissa i criteri per i comitati e ne analizza le attività, ma studia anche somiglianze, differenze e principali sfide che i CER europei debbono fronteggiare. Il rapporto confronta infine le proprie conclusioni con le informazioni giapponesi, indiane e statunitensi disponibili.

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24 Maggio 2005