Verheugen e gli eurodeputati invocano un compromesso su una proposta in materia di terapie avanzate
Nel corso di un dibattito su un progetto di normativa riguardante i medicinali per terapie avanzate sono stati espressi pareri contrastanti da parte degli eurodeputati, in particolare per quanto riguarda la terapia genica, la terapia cellulare somatica e l'ingegneria tessutale. La votazione è prevista per il 25 aprile. La Commissione europea ha adottato la sua proposta di nuovi regolamenti nel novembre del 2005. Tale proposta è tesa a colmare l'attuale lacuna normativa occupandosi di tutte le terapie avanzate, in modo particolare dei prodotti dell'ingegneria tessutale attualmente non contemplati dalla legislazione comunitaria, nell'ambito di un unico quadro integrato. L'attuale mancanza di un quadro normativo comunitario ha condotto ad approcci nazionali divergenti per quanto riguarda la classificazione e l'autorizzazione giuridiche dei prodotti per le terapie avanzate; ciò ha avuto un impatto negativo sulla capacità innovativa e sulla competitività dell'UE nel settore chiave della biotecnologia. Il commissario per le Imprese e l'industria Günter Verheugen ha dichiarato, in un discorso al Parlamento il 23 aprile, che le terapie in questione «offrono una speranza a molti malati». Ha invitato gli eurodeputati «ad accelerare questa procedura quanto prima possibile» e ha accolto positivamente il fatto che alcuni gruppi siano giunti ad un accordo su un pacchetto di compromesso. Il pomo della discordia per molti eurodeputati è rappresentato dalla mancanza di precauzioni etiche nella proposta. La Commissione ha adottato la strategia del non intervento nelle decisioni prese dagli Stati membri in merito alla possibilità di utilizzare alcuni tipi di cellule a scopi terapeutici, ivi comprese le cellule staminali embrionali. La proposta rispetta tuttavia i principi fissati nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e, secondo la Commissione, tiene conto della «Convenzione per la protezione dei diritti umani e della dignità dell'essere umano con riguardo alle applicazioni biologiche e mediche». Una precedente relazione è stata respinta dalla commissione per l'ambiente, allorquando gli europarlamentari non sono riusciti a raggiungere un accordo sull'introduzione di emendamenti che prevedessero precauzioni etiche. Nelle ultime settimane è stato stilato un compromesso da parte di un piccolo gruppo di eurodeputati insieme ai rappresentanti del Consiglio e della Commissione. Il relatore Miroslav Mikolásik non è tuttavia favorevole al compromesso e afferma che gli emendamenti non hanno ricevuto l'approvazione delle commissioni coinvolte. Mikolásik ha inoltre espresso la sua preoccupazione riguardo alla disposizione che consente agli Stati membri di non autorizzare l'utilizzo di alcuni prodotti controversi. «In termini pratici, ciò significa che alcuni prodotti non avrebbero accesso a tutti i mercati», ha dichiarato, sostenendo che una simile situazione non sarebbe legale. Giles Chichester, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, ha espresso il proprio sostegno al compromesso. Gli emendamenti della commissione giuridica «sono sembrati andare, a mio avviso e a parere di molti altri membri della mia commissione, in una direzione esattamente opposta e regressiva rispetto a quella della proposta», ha affermato. Intervenendo a nome del Partito popolare europeo e dei democratici europei (PPE-DE), l'europarlamentare John Bowis ha messo in evidenza l'entusiasmo che circonda attualmente la ricerca medica. «Siamo alla vigilia di una scoperta rivoluzionaria che potrà veder la luce solo attraverso lo sviluppo di terapie avanzate, facendo uso di terapie geniche e cellulari e dell'ingegneria tessutale. I prodotti per la terapia genica e la terapia cellulare somatica sono già in fase di sperimentazione clinica; alcuni dei prodotti di ingegneria tessutale sono già esistenti. Pertanto, questa proposta è volta a garantire che tale complessa tematica sia affrontata in maniera consapevole e universale attraverso un'autorizzazione centrale, al fine di mettere in comune le poche competenze a livello comunitario, garantire i massimi standard di sicurezza per i pazienti [...] e consentire l'accesso al mercato europeo e di conseguenza a tutti i pazienti», ha dichiarato l'eurodeputato. Anche gli oratori del Partito del socialismo europeo (PSE) e dell'Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE) si sono espressi a favore della proposta. Dagmar Roth-Behrendt del PSE ha affermato di aver presentato un emendamento per chiarire il fatto che sarebbe stato applicato il principio di sussidiarietà, lasciando agli Stati membri la facoltà di decidere su tutte le questioni etiche. Frédérique Ries dell'ALDE ha sottolineato il fatto che il compromesso permetterebbe agli Stati membri di decidere sulle questioni etiche secondo le rispettive legislazioni nazionali.