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I Commissari incoraggiano l'utilizzo dei biocarburanti

Rivolgendosi ai partecipanti ad un convegno tenutosi a Bruxelles il 5 luglio, il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, insieme a due Commissari, ha sottolineato l'importanza attribuita ai biocarburanti dalla Commissione europea. Il Presidente ha ammesso c...

Rivolgendosi ai partecipanti ad un convegno tenutosi a Bruxelles il 5 luglio, il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, insieme a due Commissari, ha sottolineato l'importanza attribuita ai biocarburanti dalla Commissione europea. Il Presidente ha ammesso che la produzione di biocarburanti può provocare altri problemi ambientali, ma si è detto fiducioso che una simile situazione si possa evitare e che lo sviluppo della ricerca potrà migliorare la produzione. Peter Mandelson, Commissario UE per il commercio, ha affermato che i consumatori pagheranno per i biocarburanti solo se saranno convinti che la produzione non danneggi comunque l'ambiente. E Andris Piebalgs, Commissario UE per l'energia, ha parlato dei progressi dell'UE verso gli obiettivi stabiliti per i biocarburanti. Il Presidente Barroso ha così sintetizzato i motivi di interesse della Commissione per i biocarburanti: sicurezza energetica e cambiamento climatico. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia, se le tendenze attuali proseguono invariate si prevede che entro il 2030 la domanda mondiale di energia aumenterà dell'80%. Nel contempo, il clima sta cambiando e molti scienziati ritengono che esista un legame tra le emissioni e il cambiamento climatico. Le emissioni energetiche rappresentano i tre quarti delle emissioni di gas serra. «Se gestiti correttamente, i biocarburanti presentano il potenziale per offrire importanti vantaggi: possono rafforzare la sicurezza delle forniture nell'UE attraverso la diversificazione delle fonti energetiche e sono uno dei pochi modi pratici - insieme ai veicoli più efficienti e ibridi - per ridurre in misura consistente le emissioni di gas serra nei trasporti», ha spiegato il Presidente Barroso. Ma un numero crescente di scienziati e ambientalisti ha sottolineato che la produzione di biocarburanti può provocare nuovi problemi, quali degrado del suolo, carenze idriche, mutamenti nella biodiversità e deforestazione. Inoltre, alcuni metodi di produzione di biocarburante non sono a «zero emissioni» di anidride carbonica. «Quello che bisogna evitare è perseguire una politica che semplicemente sposta i problemi ambientali da un settore all'altro, o da un continente all'altro. Leggendo la stampa recente sarebbe giustificato ritenere che i biocarburanti possano provocare più problemi di quanti ne risolvano. Mi auguro che in questo convegno si discuta di tutti i pro e i contro, senza temere favoritismi, attenendosi a fatti concreti ed evitando miti populisti» ha auspicato il Presidente della Commissione. Il Presidente Barroso è comunque fiducioso che «sia possibile gestire lo sviluppo dei biocarburanti in modo tale da sfruttarne i potenziali benefici senza creare nuovi problemi». La ricerca contribuirà a migliorare i metodi di produzione e quindi la Commissione sta dando la priorità agli studi su biocarburanti di seconda generazione, biotecnologia industriale e bioraffinerie. Il Presidente Barroso ha promesso che la Commissione europea guiderà le iniziative internazionali per garantire la produzione e il consumo sostenibili di biocarburanti. «Significa creare un rigoroso meccanismo di sostenibilità a fondamento di un nuovo mercato per questi prodotti», ha affermato. Molte delle preoccupazioni del Presidente Barroso in fatto di energia sono state ribadite dal Commissario Peter Mandelson. A suo parere i consumatori non tollereranno la produzione di biocarburanti se il processo provoca altri danni: «Gli europei non pagheranno un contributo per i biocarburanti se l'etanolo per le loro automobili viene prodotto in modo non sostenibile, bruciando sistematicamente i campi dopo i raccolti, o a spese delle foreste pluviali». Il Commissario Mandelson ha anche sottolineato i vantaggi dei biocarburanti per i paesi in via di sviluppo, che spesso hanno maggiori possibilità dei paesi europei di coltivare i prodotti giusti. Molti paesi in via di sviluppo infatti dispongono di capacità agricola inutilizzata e le caratteristiche del clima e del territorio sono adatte alle colture energetiche per biocarburanti. La Commissione europea si augura che l'UE riuscirà a portare al 5,75% entro il 2010 la quota dei biocarburanti nel mercato comunitario dei combustibili. Nel 2006 la quota era dell'1,5%. «A quanto pare non si riuscirà a raggiungere completamente l'obiettivo per il 2010», ha affermato Andris Piebalgs. Ma l'obiettivo del 10% per il 2020 è vincolante. Gli Stati membri dell'UE dovranno quindi trovare degli incentivi per incoraggiare questo orientamento. «I biocarburanti non sono la panacea per tutti i nostri problemi energetici, ma sono una componente essenziale del nostro approccio futuro alla politica energetica e un modo per assicurarci che il settore dei trasporti contribuisca appieno ai nostri sforzi per affrontare il problema del riscaldamento globale e diversificare le fonti di combustibile», ha concluso il Commissario Piebalgs.

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