Cambiare il rapporto dell’Europa con gli imballaggi
Oltre un terzo dei rifiuti solidi nelle città dell’UE proviene dagli imballaggi. La plastica è il materiale più utilizzato e la ricerca suggerisce che le maggiori riduzioni possono derivare dalla modifica dell’uso di imballaggi multistrato e multimateriale. Sono state lanciate molte iniziative per affrontare questa sfida, ma i progressi sono rimasti lenti a causa della complessità del problema. In questo contesto, i rivenditori hanno un’importante opportunità per ripensare le loro procedure di consegna e guidare un cambiamento sistemico. Il progetto R3PACK(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha esplorato il potenziale per una rapida ed estesa adozione di tecnologie innovative ed economicamente vantaggiose, in grado di sostituire gli imballaggi in plastica multistrato con alternative a base di fibre. Il progetto ha anche studiato come ottimizzare gli schemi di riutilizzo su larga scala. «Il riutilizzo intende definire un modello organizzativo ottimizzato dal punto di vista economico e ambientale per gli imballaggi a rendere, basato su approcci circolari sistemici regionali», spiega Frank Gana, vice amministratore delegato e co-fondatore di (RE)SET. «La sostituzione intende sviluppare imballaggi alimentari industriali a base di fibre rinnovabili, riciclabili e compostabili con un contenuto di cellulosa di almeno l’80 %».
Ottimizzazione di soluzioni di imballaggio innovative
Nell’arco di 42 mesi, i ricercatori di R3PACK hanno sviluppato nuove soluzioni tecniche per ridurre la plastica monouso negli imballaggi alimentari, includendo la convalida della sicurezza alimentare, lo sviluppo di materiali e imballaggi, le prove industriali e un ampio coinvolgimento dei consumatori. «Ciò ha portato a risultati solidi e a chiare raccomandazioni per la diffusione su larga scala di soluzioni di riutilizzo e sostituzione», osserva l’autore. Per i sistemi di imballaggio riutilizzabili, un processo di selezione di circa 250 formati di imballaggio esistenti ha portato a 64 opzioni riutilizzabili standardizzate. Queste sono state testate e non si sono rivelate idonee, per cui è stato sviluppato un nuovo imballaggio per il progetto. Il team ha sviluppato protocolli di sicurezza alimentare e di lavaggio, che sono stati testati per simulare cicli di riutilizzo in conformità alle normative europee. È stato progettato un modello matematico per identificare le località ottimali per la produzione, il lavaggio e la distribuzione in base a diversi flussi di trasporto simulati. «Il sistema di riutilizzo è stato progressivamente testato in ambienti di vendita al dettaglio, raggiungendo 20 negozi e quasi 30 referenze di prodotti», spiega il ricercatore. Gli esperti di R3PACK hanno anche prodotto una serie di prototipi di imballaggi a base di fibre, testati per varie caratteristiche strutturali, tra cui la resistenza alla flessione e alla tenuta, utilizzando test che vanno dalla tintura e dalla microscopia alle apparecchiature pilota. «I prototipi più promettenti hanno raggiunto prestazioni competitive rispetto ai materiali convenzionali con più dell’80 % di carta e dal 90 % al 100 % di contenuto a base biologica», osserva Estelle Doineau, consulente tecnico senior di (RE)SET. «Queste innovazioni pongono le basi per una transizione su larga scala e per una riduzione a lungo termine della produzione di imballaggi in plastica».
Chiarire il panorama degli imballaggi
Il team ha inoltre sviluppato una serie di raccomandazioni politiche per consentire la scalabilità delle soluzioni basate sul riutilizzo e sulla fibra. «Il nostro contributo principale consiste nel chiarire cosa è tecnicamente fattibile oggi, cosa rimane vincolato e in quali condizioni la diffusione su larga scala potrebbe diventare realistica», spiega Gana. I ricercatori hanno anche quantificato i principali fattori economici e ambientali alla base delle soluzioni e creato scenari di transizione fino al 2040. Questi hanno mostrato come la quota di mercato del riutilizzo e degli imballaggi in fibra potrebbe raggiungere livelli notevoli grazie a quadri europei armonizzati e a infrastrutture condivise.
Una base per la scalabilità dell’imballaggio circolare
R3PACK ha offerto una base realistica per valutare il potenziale di scalabilità degli imballaggi circolari in Europa, identificando sia le opportunità che le sfide strutturali. «Gli imballaggi circolari aumenteranno di scala solo grazie a un’azione coordinata di regolamentazione, finanza, educazione e standardizzazione, per ottenere gli ampi cambiamenti strutturali necessari», aggiunge. «Ciò permetterà all’Europa di passare dalla sperimentazione all’implementazione e all’adozione su larga scala».