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Secondo la Commissione, Galileo andrebbe finanziato con il bilancio comunitario

La Commissione europea ha raccomandato alla Comunità europea di assumersi l'intero onere del finanziamento necessario per l'installazione di Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare, facendo presente le conseguenze di un eventuale accantonamento del progetto. G...

La Commissione europea ha raccomandato alla Comunità europea di assumersi l'intero onere del finanziamento necessario per l'installazione di Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare, facendo presente le conseguenze di un eventuale accantonamento del progetto. Galileo è un'iniziativa congiunta dell'UE e dell'Agenzia spaziale europea (ESA) e doveva essere finanziata attraverso un partenariato pubblico-privato. Prevede una rete di 30 satelliti Galileo che trasmetteranno segnali radio a ricevitori di terra, consentendo agli utenti di determinare con precisione qualsiasi posizione. Purtroppo le società del consorzio di Galileo non sono riuscite a trovare un accordo su come ripartire i rischi finanziari connessi al progetto, con il conseguente abbandono di tale metodo di finanziamento della fase di installazione. Dall'inizio dell'estate la Commissione è impegnata a individuare scenari alternativi di finanziamento, illustrati nella comunicazione «Progressing Galileo: re-profiling the European GNSS [Global Navigation Satellite System] programmes». La Commissione, il Parlamento e il Consiglio hanno respinto le varie richieste di annullamento del progetto motivate dai costi dello stesso. «Se non prendesse le decisioni adeguate riguardo a un programma europeo di GNSS, per il medio e lungo termine l'Europa dovrebbe necessariamente appoggiarsi a segnali GNSS stranieri, con pochissimo controllo sulla qualità, la disponibilità o il prezzo degli stessi. Inoltre, alla conseguente perdita di competenze europee in loco in materia di GNSS, si aggiungerebbe un notevole spreco di opportunità macroeconomiche per le aziende di produzione e di servizi europee», si legge nella comunicazione della Commissione. Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione europea, ha sottolineato tale punto di vista quando ha presentato la comunicazione. «Sono tuttora convinto che all'Europa serva Galileo», ha affermato. Secondo la Commissione, i 3,4 Mrd EUR necessari per avviare il progetto potrebbero essere attinti dalle risorse comunitarie, dall'ESA o dagli Stati membri dell'UE. La Commissione predilige la prima soluzione. L'ESA sta già finanziando metà della fase di sviluppo di Galileo. Tale modello potrebbe teoricamente essere applicato alla fase di installazione, ma la Commissione individua tre problemi connessi a tale ipotesi: - non tutti gli Stati membri dell'UE appartengono anche all'ESA e viceversa, il che solleva l'interrogativo dei diritti di proprietà materiale e immateriale in relazione a Galileo; - il finanziamento da parte dell'ESA sarebbe in conflitto con il carattere comunitario del programma, in quanto l'autorità di bilancio non esercita alcun controllo sulla parte finanziata direttamente dai paesi membri dell'ESA; - il cofinanziamento ha un impatto sulla gestione pubblica del programma. I finanziamenti potrebbero anche essere erogati sotto forma di contributi diretti degli Stati membri dell'UE. Tuttavia, tali contributi non potrebbero essere ricevuti sotto forma di prestiti, in quanto la Comunità europea non è autorizzata ad accendere crediti. «Occorre studiare più nei dettagli la possibilità di istituire tali contributi, in quanto non esiste alcun precedente facilmente applicabile», afferma la Commissione. Il documento prosegue affermando che «per ragioni giuridiche, istituzionali e programmatiche, la Commissione ritiene che le risorse finanziarie aggiuntive dovrebbero essere fornite esclusivamente dall'Unione europea in qualità di titolare del sistema». Tuttavia, se tali risorse aggiuntive devono provenire dal bilancio comunitario, occorre sottoporre a revisione il quadro finanziario pluriennale. Pertanto, la comunicazione su Galileo è accompagnata da una proposta che ne illustra le modalità. L'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio è redatto in modo tale da consentire il reperimento di fondi aggiuntivi nel momento in cui si verificano «circostanze impreviste». Il fallimento dei negoziati sul contratto di concessione in seno al consorzio privato rappresenta una circostanza imprevista. Le due proposte sul finanziamento di Galileo e sulla rinegoziazione del quadro finanziario pluriennale, verranno ora trasmesse al Parlamento europeo e ai ministri, che dovrebbero pervenire a una decisione sul finanziamento prima della fine del 2007.

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