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Commissione parlamentare a favore di finanziamenti pubblici per Galileo

Il 5 giugno i deputati membri della sottocommissione del Parlamento per la sicurezza e la difesa hanno discusso del progetto europeo di navigazione satellitare Galileo ed hanno unanimemente convenuto che il ricorso a finanziamenti pubblici è ora la migliore soluzione. Galile...

Il 5 giugno i deputati membri della sottocommissione del Parlamento per la sicurezza e la difesa hanno discusso del progetto europeo di navigazione satellitare Galileo ed hanno unanimemente convenuto che il ricorso a finanziamenti pubblici è ora la migliore soluzione. Galileo doveva essere il primo importante tentativo in un partenariato pubblico-privato. Tuttavia nel mese di maggio il progetto è stato interrotto perché le società aderenti al consorzio Galileo non hanno trovato un accordo sulla modalità di ripartizione dei rischi finanziari dell'iniziativa. La Commissione europea ha presentato immediatamente una comunicazione in cui delineava sei diversi scenari per far avanzare il progetto. La scelta appoggiata dalla Commissione, e ora dalla sottocommissione del Parlamento per la sicurezza e la difesa, è quella di colmare la carenza di finanziamenti con denaro pubblico. In sostanza i fondi per il progetto dovrebbero, comunque, provenire dal settore pubblico, mentre il contributo del settore privato dovrebbe avvenire sotto forma di prestito. Ma 2,4 Mrd EUR è un importo notevole da reperire e la proposta deve prima essere approvata dal Consiglio, nonché dal Parlamento nel suo complesso. Etelka Barsi-Pataki è l'ex relatrice del Parlamento riguardo a Galileo. Nel corso della discussione, ha sottolineato che Galileo rimane di importanza strategica e che il Parlamento non lo mette in dubbio. «Ciò che discutiamo è l'adeguatezza del tipo di finanziamento scelto», ha dichiarato. L'attuale relatore Norbert Glante ha inoltre affermato che ora non è il momento di dubitare dell'importanza di Galileo per l'Europa. «Potremmo acquistare il GPS [l'attuale versione statunitense della navigazione satellitare] o armamenti già progettati, ma le nostre capacità nel campo della ricerca e sviluppo ne risentirebbero», ha spiegato. Glante ha inoltre evidenziato che occorre fornire alle industrie a valle di Galileo, che intendono utilizzare la tecnologia al fine di offrire vari servizi ai consumatori, date sicure per il completamento del progetto. Gli eurodeputati hanno anche discusso della recente adozione della politica spaziale europea da parte del Consiglio europeo competente in materia di spazio. Le domande poste dagli europarlamentari erano volte a sapere se la politica spaziale svolgerà o meno un ruolo nelle operazioni militari che coinvolgono le forze armate europee e se sarà oggetto di uno sviluppo a livello tecnico o politico. Michael Praet, responsabile della sede di Bruxelles dell'Agenzia spaziale europea, ha replicato: «La tecnologia spaziale per definizione non è né militare né civile; è la politica, e non la tecnologia, che ne decide l'impiego.» Ha spiegato che lo sforzo dell'Europa nel settore spaziale, incluso quello da parte dei singoli Stati membri, è pari a un sesto dello sforzo compiuto dagli USA. «Non so quanto potremo rimanere competitivi sotto tale pressione [...]. Se non si colloca lo spazio tra gli strumenti a nostra disposizione, si verrà relegati al secondo posto per quanto riguarda la concorrenza mondiale: in termini militari, economici e di ricerca», ha avvertito.

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