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The technopolitics of nuclear megaproject pathologies, economic controversies and varieties of socioeconomic appraisal

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Vigilanza civica: la chiave per una governance di successo dei megaprogetti

I grandi progetti per l’energia nucleare si trovano spesso a fare i conti con diffidenza e polemiche pubbliche. Puntando i riflettori sul contesto sociale, promuovendo la vigilanza civica e sfruttando al meglio la diffidenza, si potrebbe migliorare la governance di tali progetti.

Società

I megaprogetti, che in genere comprendono opere costose su larga scala, quale la costruzione di dighe e aeroporti, si dimostrano immancabilmente controversi. Ciò è dovuto, innanzitutto, ai forti interessi politici ed economici e alla vasta gamma di parti interessate coinvolte. Le polemiche scaturiscono inoltre dalle potenzialità di questi progetti di attuare una profonda trasformazione sociale. Ad esempio, una nuova linea di treni ad alta velocità potrebbe non solo essere foriera di notevoli impatti economici, ambientali e sociali sulle comunità che attraversa, ma anche forgiare le abitudini di viaggio e le decisioni riguardanti l’ubicazione di abitazioni e imprese. «Le dispute tra fazioni sostenitrici e oppositrici di solito implicano la presenza di divergenze nette relative a valori fondamentali e visioni del mondo», osserva Albert Presas i Puig, coordinatore del progetto TENUMECA, dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, in Spagna. «I megaprogetti del settore nucleare, che devono affrontare la concorrenza agguerrita delle fonti energetiche alternative e requisiti di sicurezza rigorosi e dispendiosi, risultano particolarmente inclini a problemi e polemiche.»

Polemiche costruttive

Il progetto TENUMECA, intrapreso grazie al sostegno del programma di azioni Marie Skłodowska-Curie, ha tratto ispirazione dalle difficoltà fronteggiate dai megaprogetti per l’energia nucleare in Finlandia, Francia e Regno Unito. L’intento del progetto era quello di acquisire una migliore comprensione di come promuovere le polemiche costruttive al fine di migliorare la governance democratica di questo tipo di progetti. Per raggiungere questo obiettivo, il borsista del programma di azioni Marie Skłodowska-Curie, Markku Lehtonen, dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, ha analizzato i legami tra le diverse dimensioni della fiducia, passando dalla fiducia interpersonale fino alla fiducia in concetti astratti, tra cui democrazia, mercato e Stato. Il borsista ha esaminato la comparsa di organizzazioni di contro-perizia, il ruolo svolto dalle comunità ospitanti nel monitoraggio dei progetti sui depositi di scorie nucleari e i modi in cui gli organi di informazione e gli esperti internazionali del settore nucleare trattano i problemi e le polemiche attorno a questi progetti.

Vigilanza civica diffidente

Il progetto ha confermato che i megaprogetti sono simili agli organismi viventi, ovvero, si adattano continuamente e si evolvono insieme al proprio ambiente. L’incapacità di fornire un contesto può comportare difficoltà come quelle che recenti progetti e tecnologie nucleari hanno dovuto affrontare per conquistarsi legittimità e credibilità, non solo tra il grande pubblico e le parti interessate, ma perfino nella comunità nucleare. «La valutazione e la governance di questi progetti deve trascendere i limiti di una visione ristretta su costi, tempi e specifiche di progetto predefinite», spiega Lehtonen. «Gli esperti hanno la tendenza a ricondurre i problemi a fattori esterni anziché alla carenza di contestualizzazione». Il progetto ha evidenziato l’importanza di quella che definisce una «vigilanza civica diffidente». La costruzione della fiducia è più semplice in paesi come Finlandia e Svezia, contraddistinti da elevati livelli di fiducia interpersonale e di fiducia nelle istituzioni e nello Stato. Tuttavia, una fiducia eccessiva, può ostacolare l’affermarsi di una vigilanza civica costruttiva, che si sviluppa sulla scia di una sana diffidenza nei confronti dei poteri costituiti. «I risultati che abbiamo ottenuto sottolineano l’importanza del contesto sociale, le virtù potenziali della diffidenza e i pericoli di una fiducia eccessiva», afferma Lehtonen. «Inoltre, sottolineano l’importanza di promuovere la vigilanza civica. Per diventare autentica e duratura, la fiducia deve nutrirsi di diffidenza.» In futuro, Lehtonen e Presas vorrebbero assistere all’integrazione di tali spunti nelle pratiche di responsabilità sociale del settore industriale e governativo. Le revisioni paritarie in ambito internazionale, tra cui quelle svolte dall’OCSE, costituiscono un esempio di come fiducia e diffidenza possano lavorare all’unisono e sostenere decisioni e pratiche di governance più solide a livello sociale. Presas è interessato alle modalità adottate dagli Stati per la gestione della pandemia di COVID-19 in atto. «La crisi dettata dalla COVID ha reso protagoniste le questioni relative alla fiducia», aggiunge. «Nel prossimo futuro la nostra ricerca studierà la governance della COVID dal punto di vista della diffidenza costruttiva».

Parole chiave

TENUMECA, megaprogetti, nucleare, democrazia, civico, fiducia, vigilanza civica, governance

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