53. Commercializzare la diffusione dell’idrogeno
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Abigail Acton
Questo è CORDIScovery.
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Abigail Acton
Benvenuti a questo episodio di CORDIScovery. Io sono Abigail Acton. L’UE intende far sì che tutti i settori dell’economia azzerino le emissioni nette di gas serra entro il 2050; l’industria pesante e i trasporti possono tuttavia essere difficili da elettrificare in maniera diretta. L’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio e i suoi derivati, pertanto, costituiscono strumenti fondamentali in tal senso. Da meno del 2% del nostro consumo nel 2022,
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Abigail Acton
secondo le stime entro il 2050 l’idrogeno rappresenterà circa il 10% del fabbisogno energetico dell’UE. A tal fine, dobbiamo stimolare una domanda più forte per tale carburante, potenziare le relative reti di trasporto e di stoccaggio e garantire l’elettricità rinnovabile a prezzi accessibili necessaria per generare idrogeno a basso costo. Tutti e tre i progetti che presentiamo oggi, che hanno ricevuto il sostegno dei meccanismi di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione, hanno alcune soluzioni al riguardo.
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Abigail Acton
Magali Senaux si auspica di vedere presto il giorno in cui gli autobus che passano per strada non emetteranno più fumi, lasciando dietro di loro solamente un filo d’acqua. Sta contribuendo a garantire che il maggior numero possibile di flotte europee di autobus venga alimentato a idrogeno e sta lavorando al fine di abbattere le barriere alla loro diffusione. Benvenuta.
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Magali Senaux
Buongiorno, Abigail. Grazie mille per l’invito.
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Abigail Acton
È un piacere averti qui oggi. Melanie Lienerth è appassionata di voli alimentati a idrogeno, un’innovazione a cui lavora presso H2FLY, l’azienda impegnata nel concretizzare un volo di prova che si ritiene sia il primo volo orizzontale da parte di un velivolo a decollo e atterraggio verticale che impiega l’idrogeno liquido come carburante. Ciao, Melanie.
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Melanie Lienerth
Buongiorno, Abigail. Grazie per avermi invitata.
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Abigail Acton
Grazie a te di essere qui. Benedikt Hasibar è coordinatore del progetto Green Gas Technologies presso RAG Austria AG, la più grande azienda austriaca di stoccaggio dell’energia.
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Abigail Acton
Benedikt lavora allo sviluppo di un metodo per lo stoccaggio dell’idrogeno efficace ed efficiente. Ciao, Benedikt.
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Benedikt Hasibar
Buongiorno. Grazie per avermi invitato.
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Abigail Acton
Magali, inizierò da te. Gli autobus a celle a combustibile alimentati a idrogeno offrono un trasporto pubblico più pulito e il progetto JIVE 2 sta contribuendo a incoraggiare la messa in servizio di flotte di tali veicoli in tutta Europa. In che modo il progetto JIVE 2 ha contribuito a rendere gli autobus a idrogeno un’opzione più fattibile per i responsabili della messa in servizio di nuove flotte?
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Magali Senaux
Sì, ottima domanda. JIVE 2, pertanto, in combinazione con il suo progetto gemello JIVE, si è prefisso di raggiungere un obiettivo piuttosto ambizioso, ovvero portare gli autobus a idrogeno dalla fase di semplici veicoli dimostrativi a una realtà quotidiana. Iniziative finanziate in precedenza avevano già testato autobus alimentati a idrogeno, ma JIVE e JIVE 2, finanziate dal partenariato per l’idrogeno pulito, sono state le prime a schierarli su vasta scala, mettendo in servizio flotte di quantità comprese tra cinque e più di 50 autobus.
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Magali Senaux
E l’obiettivo era molto chiaro: accelerare la commercializzazione e la diffusione su larga scala degli autobus a idrogeno e integrarli nelle flotte commerciali. Ciò che ho trovato particolarmente interessante nei progetti è il modo in cui hanno contribuito a modificare le percezioni esistenti. Gli autobus alimentati a idrogeno non sono più solamente un concetto futuristico: sono diventati una realtà. Circolano nelle strade di varie città europee e trasportano quotidianamente numerosi passeggeri.
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Abigail Acton
Ottime notizie. Puoi dirci qualcosa di più sulle città che avete coinvolto e su ciò che è stato fatto al riguardo?
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Magali Senaux
Sì, certo. Allora, città come Barcellona o Colonia sono un ottimo esempio dell’impatto del progetto, oltre ad altre, naturalmente. Colonia, ad esempio, che è stata coinvolta in diversi progetti finanziati dall’UE, dispone ora di una delle più grandi flotte di autobus a idrogeno in Europa.
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Magali Senaux
Barcellona si è unita a JIVE 2 dopo aver fatto parte del gruppo di osservazione dell’iniziativa e, in seguito all’adesione al progetto, si è impegnata a schierare dieci autobus, aprendo così la porta a ulteriori interessi. Adesso, la città ha ordinato altri 38 autobus alimentati a idrogeno. Fantastico. E per quanto riguarda Colonia, hai parlato di una delle flotte di maggiori dimensioni. Quanti sono gli autobus schierati ora?
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Magali Senaux
Nell’ambito di JIVE 2 sono 50, ma nel complesso gli autobus a celle a combustibile sono oltre 100.
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Abigail Acton
Wow, magnifico. Quali sono stati alcuni ostacoli in cui si è imbattuto il progetto che avrebbero potuto far sì che ciò non avvenisse e come li avete risolti?
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Magali Senaux
Bene. Allora, come è ovvio, quando si implementa una tecnologia il cui ecosistema è ancora in fase di maturazione, si incontrano delle sfide.
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Magali Senaux
E tali difficoltà possono essere problemi tecnici sia a livello di autobus, sia, naturalmente, di infrastruttura di rifornimento da dispiegare per rifornire gli autobus stessi. Vi sono state anche problematiche in termini di prezzi e di disponibilità di idrogeno verde. Ciononostante, ovviamente, tutte queste sfide hanno fatto sì che le parti interessate imparassero e acquisissero conoscenze su come superarle, comunicando tra loro
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Magali Senaux
grazie a questa iniziativa. La condivisione delle conoscenze accumulate e la garanzia che le aree di miglioramento vengano affrontate sono davvero cruciali per assicurare un progresso continuo.
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Abigail Acton
Puoi farci un esempio? Ad esempio, se pensiamo alle sfide legate al carburante, qualche stakeholder ha proposto un nuovo modo di superarle?
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Magali Senaux
Direi che molte discussioni si sono incentrate sulla necessità di avere sistemi ridondanti,
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Magali Senaux
ossia garantire che, in caso di guasto di una parte dell’apparecchiatura, ve ne sia un’altra in grado di sostituirla e continuare a fornire l’idrogeno. Questo è stato, ad esempio, una delle principali lezioni apprese, che ora viene attuata nell’ambito di nuovi progetti al fine di assicurare che questo problema venga affrontato adeguatamente.
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Abigail Acton
Certo: si cerca di evitare che, all’improvviso, qualcosa vada storto e non funzioni più nulla.
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Abigail Acton
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Magali Senaux
Esattamente.
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Abigail Acton
Mi sembra di ricordare che, non lontano da me, nel Regno Unito… avevi accennato al fatto che Brighton e Hove hanno implementato qualcosa. Cosa è successo esattamente, che cosa hanno fatto? Puoi spiegarcelo?
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Magali Senaux
Sì. Allora: Brighton e Hove hanno messo in campo una delle prime stazioni di rifornimento di idrogeno liquido,
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Magali Senaux
dove l’idrogeno viene immagazzinato in loco in forma liquida e poi trasformato in stato gassoso per essere introdotto negli autobus. Si è trattato di un progetto piuttosto grande; inoltre, anche quel sito specifico e gli autobus di Brighton e Hove fanno ad oggi parte delle flotte di maggiori dimensioni di cui parlavo. Nell’ambito dei progetti, sono ora in funzione più di 50 autobus alimentati a idrogeno nell’area interessata.
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Abigail Acton
Beh, fantastico! Un po’ di conoscenza diretta della zona. Vivo a Brighton, per cui proverò a scorgere uno di questi autobus. Splendido, grazie mille. Cosa ti rende più soddisfatta, quando pensi al progetto? Qual è l’aspetto positivo più importante a tuo parere?
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Magali Senaux
Ritengo che la più bella esperienza derivata dal far parte di un progetto di così ampia portata, che coinvolge aree così diverse tra loro, sia stata quella di vedere gli autobus in funzione.
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Magali Senaux
Quando mi sono unita al progetto, all’inizio c’erano pochissimi autobus in circolazione: alcune città stavano ancora finalizzando gli ordini o stavano aspettando che venissero consegnati. Man mano che il progetto procedeva, tuttavia, si è sempre dimostrato un immenso piacere andare in una città e vedere gli autobus in funzione, a volte appena usciti dalla stazione ferroviaria, per esempio a Groningen, nei Paesi Bassi.
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Magali Senaux
Personalmente, il mio contesto di formazione non è tecnico, per cui ho appreso molto sull’idrogeno e sul suo potenziale in relazione ai trasporti pubblici proprio grazie a questi progetti. A mio avviso, la decarbonizzazione dei trasporti pubblici è essenziale al fine di costruire società sostenibili e gli autobus a idrogeno rappresentano un’opzione adeguata a tal fine perché sostituiscono gli autobus diesel. Progetti come JIVE
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Magali Senaux
e JIVE 2 consentono davvero di far toccare con mano alle città questa tecnologia, dimostrando ciò che gli autobus a idrogeno hanno da offrire e aiutando realmente il percorso di decarbonizzazione delle città che decidono di adottare questo tipo di autobus come una delle soluzioni da avere nella propria flotta.
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Abigail Acton
Fantastico, davvero. Hai spiegato molto bene, grazie.
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Abigail Acton
Sono sicura che anche il pubblico in generale è molto interessato a sapere di poter trovarsi su un autobus alimentato a idrogeno. Dev’essere una bella emozione, anche perché si tratta tuttora di qualcosa di relativamente nuovo, no? Ottimo, grazie! Se dovessi pensare, diciamo, a cinque anni da qui in avanti, credi che gli autobus a idrogeno saranno molto diffusi?
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Abigail Acton
Ritieni che ce ne saranno molti in circolazione? Questa innovazione prenderà sempre più piede, secondo te?
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Magali Senaux
A mio parere, un aspetto molto interessante riguarda il fatto che la strategia di decarbonizzazione dei trasporti pubblici è molto specifica a livello di città, per cui deve essere adattata ai requisiti e alle condizioni locali. E in questi progetti abbiamo visto che gli autobus a idrogeno possono davvero essere praticabili
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Magali Senaux
in alcune delle aree in cui gli autobus elettrici a batteria non riescono ancora a soddisfare le esigenze esistenti. È pertanto possibile che in alcune zone si assista a una effettiva crescita degli autobus alimentati a idrogeno, perché al momento è l’unica soluzione adatta alla situazione specifica in essere. Secondo me, quindi, si registrerà una crescita, forse anche di autobus che si spostano su distanze più lunghe,
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Magali Senaux
un’altra possibilità molto interessante; in ogni caso, vedremo il coesistere di numerose soluzioni, e naturalmente anche gli autobus a idrogeno ne faranno parte.
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Abigail Acton
Ottimo, e non in piccola parte grazie al progetto JIVE 2 e al vostro lavoro. Complimenti, davvero. Un eccellente lavoro. Ora mi rivolgo a Melanie. Melanie, il progetto HEAVEN si è proposto di progettare, sviluppare e integrare un gruppo propulsore basato su una cella a combustibile ad alta potenza e sulla tecnologia criogenica in un velivolo esistente da 2 a 4 posti per i test di volo.
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Abigail Acton
Cosa serve, Melanie, per passare dai voli di prova all’adozione da parte del settore dell’aviazione commerciale? Si tratta di un salto enorme!
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Melanie Lienerth
Sì, sicuramente lo è. Credo che sia importante ricordare che la tecnologia delle celle a combustibile e dell’idrogeno liquido è una soluzione che consente di effettuare voli a medio raggio a emissioni zero. Con questo progetto ci eravamo proposti di dimostrare che volare senza generare emissioni non è solo un’ipotesi o un concetto sulla carta, ma una possibilità davvero fattibile in condizioni di volo reali.
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Melanie Lienerth
E penso che ciò che ha reso questo progetto super entusiasmante è che nessuno lo aveva già dimostrato in precedenza: è davvero una novità a livello mondiale. Quindi, per fornire un po’ di informazioni di base, posso dire che nell’ambito di H2FLY avevamo dimostrato la fattibilità del volo elettrico alimentato a idrogeno già nel 2016, effettuando il primo volo a idrogeno di sempre.
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Melanie Lienerth
Inoltre, dopo di ciò abbiamo svolto diverse campagne di prova di successo tra il 2020 e il 2022. Ciò che bisogna ricordare, tuttavia, è che tutti questi voli utilizzano idrogeno gassoso e per raggiungere gamme significative, nel nostro caso rilevanti per l’aviazione commerciale reale, sapevamo di dover compiere un passo in avanti, ovvero passare dall’uso dell’idrogeno gassoso a quello dell’idrogeno liquido come combustibile.
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Abigail Acton
Ok, capisco. Eccellente, molto ben spiegato, grazie. Quali sono le sfide associate all’utilizzo dell’idrogeno liquido?
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Melanie Lienerth
Sì, certo, lasciami spiegare. Forse il punto di partenza migliore è illustrare la differenza tra idrogeno gassoso e liquido, perché in tal modo si spiega il motivo per cui l’alimentazione è così unica e perché vogliamo passare da uno stato all’altro.
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Abigail Acton
Certo, puoi continuare, grazie!
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Melanie Lienerth
Quando l’idrogeno viene immagazzinato come gas, è caratterizzato da una densità energetica molto bassa in volume, il che significa che sono necessari serbatoi ad alta pressione molto grandi per il suo stoccaggio. Il problema, tuttavia, è che questi serbatoi occupano molto spazio e in un aeromobile ciò determinerebbe la necessità di sacrificare carico utile, ad esempio alcuni posti destinati ai passeggeri.
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Melanie Lienerth
Quando si raffredda l’idrogeno a -253° Celsius, esso diventa liquido e quindi molto più denso rispetto all’idrogeno gassoso. Grazie a tale proprietà, è possibile immagazzinare molta più energia nello stesso spazio.
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Abigail Acton
Ma deve essere mantenuto a temperature freddissime, giusto?
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Melanie Lienerth
Esattamente, a -250 °C, una temperatura estremamente bassa. Per l’aviazione, tuttavia, si tratta di un grande passo in avanti, perché permette di pensare a voli più lunghi ed, eventualmente, all’utilizzo di aerei più grandi.
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Melanie Lienerth
Queste sono le nozioni di base che è importante conoscere.
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Abigail Acton
Tutto ciò è davvero d’aiuto, illustra bene il contesto: veramente utile. Chiaramente, la domanda più ovvia da porre ora riguarda la sfida del raffreddamento. Cosa avete fatto per mantenere l’idrogeno alla temperatura necessaria a mantenerlo allo stato liquido?
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Melanie Lienerth
Sì. Le sfide da superare erano diverse, sia per quanto riguarda il serbatoio che il processo di alimentazione stesso. Bisogna ricordare che non appena si inizia a trasferire l’idrogeno liquido, una piccola quantità si riscalda in modo naturale e si trasforma in gas, incrementando la pressione nel serbatoio: si tratta di un aumento indesiderato.
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Melanie Lienerth
Per questo motivo utilizziamo la cosiddetta massa di sfiato, che rilascia il gas in modo sicuro al di sopra del velivolo, dove può disperdersi. Questa è una delle soluzioni.
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Abigail Acton
E per quanto riguarda il mantenimento del freddo?
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Melanie Lienerth
Sì, ora lo spiego. Quindi, dobbiamo mantenere l’idrogeno a bassissime temperature durante il trasferimento dal rimorchio di stoccaggio fino al serbatoio dell’aeromobile, il che può sembrare abbastanza semplice; per riuscirci, tuttavia, utilizziamo tubazioni isolate in maniera molto efficace.
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Melanie Lienerth
Questa è la soluzione per il trasferimento dal deposito al serbatoio. Per quanto riguarda il serbatoio del velivolo stesso, per mantenere il liquido ed evitare di aggiungere peso inutile ricorriamo a una progettazione simile a quella di un thermos, ad esempio per il tè caldo.
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Melanie Lienerth
Allora, abbiamo un serbatoio interno e uno esterno, tra i quali c’è del vuoto e anche l’isolamento multistrato. Questo concetto di serbatoio ci permette di mantenere il carburante a bassa temperatura senza dover aggiungere alcun tipo di raffreddamento attivo.
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Abigail Acton
Perfetto. Immagino che abbiate dovuto mettere in atto diverse iterazioni per sviluppare un serbatoio e una metodologia davvero in grado di funzionare,
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Abigail Acton
e dev’essere stato entusiasmante scoprire che era davvero possibile farlo.
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Melanie Lienerth
Sì, decisamente. Inoltre, quando si parla di iterazioni e sicurezza, sono necessari molti test prima di integrare un sistema di serbatoi di questo tipo in un aereo: le prove in laboratorio da effettuare sono numerose. Si verifica se ci sono perdite, se il raffreddamento sta davvero avvenendo
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Melanie Lienerth
nella maniera desiderata. Pertanto, prima di integrare e far volare un sistema di questo tipo in un velivolo, bisogna svolgere molti test.
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Abigail Acton
Quindi, dopo tutti questi test, il progetto è riuscito effettivamente a far volare un aereo utilizzando idrogeno liquido?
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Melanie Lienerth
Sì, certo! E credo che sia proprio questo l’aspetto che mi ha più entusiasmato in questo progetto: il fatto che abbia consentito di effettuare il primo volo di sempre così alimentato di cui ho parlato prima.
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Melanie Lienerth
Siamo riusciti a completare effettivamente più voli, per la prima volta al mondo, con questo velivolo elettrico alimentato a idrogeno liquido. E penso di poter dire, in base alla mia esperienza personale di trovarmi in loco e non avere competenze tecniche in questo ambito, che quando abbiamo visto l’aereo decollare, volare senza problemi e atterrare in sicurezza,
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Melanie Lienerth
è stato un momento incredibilmente significativo per tutta la squadra. Ritengo inoltre che vedere l’aereo in volo sia stata la prova più tangibile che si potesse chiedere per il concetto che abbiamo sviluppato, capace di dimostrare che funziona davvero in condizioni di volo reali.
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Abigail Acton
Fantastico, grazie mille! Hai spiegato tutto davvero bene. Mi sembra che tu e Magali stiate facendo qualcosa di molto simile, al di là dei concetti di idrogeno e di trasporto.
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Abigail Acton
Entrambe state introducendo una tecnologia dirompente in un contesto molto radicato in metodi precedenti, nei quali si utilizzava in maniera efficace la tecnologia esistente. Quindi, Melanie, pensandoci in generale, qual è secondo te la parte di questa tecnologia dirompente che rappresenterà la sfida più difficile da superare per l’implementazione da parte dell’aviazione commerciale?
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Abigail Acton
Quale ritieni sarà l’ambito più complicato in relazione a questa attuazione?
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Melanie Lienerth
Penso che non riguarderà la tecnologia in sé. Credo che molte persone pensino alla tecnologia come a una grande sfida ingegneristica, probabilmente la più complessa da affrontare quando si tratta di applicazioni commerciali. A mio parere, invece, la maggiore difficoltà sarà quella di avere a disposizione una quantità sufficiente di idrogeno verde in qualità di combustibile.
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Abigail Acton
Devo dire che sono molto felice di sentirti dire ciò: è fantastico! Ti lascerò completare la frase tra un secondo, ma vedo Benedikt annuire, giusto? Tra un attimo mi rivolgerò a te per parlare dello stoccaggio! Bene, scusa, continua pure, Melanie: idrogeno verde a sufficienza.
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Melanie Lienerth
Sì: abbiamo quindi bisogno di una quantità sufficiente di idrogeno verde. Pertanto, dobbiamo continuare a sviluppare la nostra capacità di energia rinnovabile al fine di disporre di abbastanza idrogeno verde, che è necessario.
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Melanie Lienerth
Possiamo avere a disposizione la migliore tecnologia, possiamo dimostrare centinaia di volte che funziona, ma abbiamo bisogno anche del carburante a idrogeno e della relativa infrastruttura presso l’aeroporto.
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Abigail Acton
E quando parliamo di idrogeno pulito, ovviamente ci riferiamo ad idrogeno derivato da elettricità pulita, se non mi sbaglio.
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Melanie Lienerth
Esattamente.
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Abigail Acton
Perché abbiamo parlato più volte di idrogeno pulito e verde, il che, per essere chiari, significa attingere all’elettricità, una fonte pulita e verde. Fantastico, grazie mille, Melanie! Benedikt, bene: è il momento giusto per te! Dopo aver parlato dell’infrastruttura che è stata realizzata, giungiamo a ciò di cui ti occupi in maniera molto naturale. Il progetto EUH2STARS sta dimostrando l’efficacia dello stoccaggio sotterraneo dell’idrogeno nei giacimenti di gas naturale poroso esaurito.
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Abigail Acton
Allora, Benedikt: perché, e credo che abbiamo già dei buoni indizi al riguardo, il lavoro svolto dal progetto è stato così importante?
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Benedikt Hasibar
L’aspetto positivo dell’idrogeno è che si tratta di un vettore energetico che può essere immagazzinato in grandi volumi per un lungo periodo di tempo, capacità di cui avremo bisogno nel sistema di energie rinnovabili del futuro. E in realtà, già solamente nei mesi estivi il consumo di energia rinnovabile deve essere limitato,
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Benedikt Hasibar
e quindi interrotto, affinché sia possibile conservarla per i momenti caratterizzati da un’elevata domanda energetica. Ed è in relazione a questa necessità che l’idrogeno può rappresentare una soluzione molto importante, e in particolare il suo stoccaggio. Sono molto soddisfatto del fatto che, nel nostro progetto EUH2STARS, non solo dimostriamo quanto sia importante lo stoccaggio dell’idrogeno per l’intero sistema, ma gestiamo anche il funzionamento del nostro impianto dimostrativo nell’Alta Austria, la prima struttura di stoccaggio sotterraneo dell’idrogeno al mondo in un giacimento di gas esaurito, motivo per cui è davvero unico e speciale.
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Benedikt Hasibar
Per me, quindi, è molto appagante sapere che non ci limitiamo a mostrare presentazioni in PowerPoint sulla possibile efficacia del suo funzionamento, ma lo gestiamo in maniera effettiva nel mondo reale.
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Abigail Acton
Sì, avete effettivamente messo in atto una prova di concetto, senza dubbio. Ed è magnifico venire a sapere di tutti questi primati mondiali. Ottimo! Molto bene. Quali sono, dunque, le sfide legate allo stoccaggio dell’idrogeno in depositi di gas preesistenti?
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Benedikt Hasibar
Ok, forse dovrei innanzitutto descrivere come si presenta questo tipo di stoccaggio.
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Abigail Acton
Sì, grazie mille!
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Benedikt Hasibar
Allora, non è un serbatoio. Non si tratta di un serbatoio sepolto nel terreno, di una grande grotta o di qualcosa del genere, ma di arenaria a 1000 metri di profondità, dove viene perforato un pozzo. La prima fase, pertanto, è caratterizzata dalla presenza di gas naturale all’interno.
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Benedikt Hasibar
Sappiamo già che questo serbatoio di stoccaggio è a tenuta di gas, che pertanto non fuoriesce. Dopo la sua estrazione, quindi, è possibile utilizzare questa formazione geologica per immagazzinare l’idrogeno, il che si fa per il gas naturale da un bel po’ di anni, garantendo lo stoccaggio del gas naturale in alcune quantità. Ci abbiamo riprovato in inverno e ora abbiamo dimostrato che è possibile e fattibile anche per l’idrogeno.
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Abigail Acton
Ok, fantastico! Allora, mi puoi parlare di come funziona? L’idrogeno viene pompato all’interno del giacimento per essere successivamente estratto? Spiegami i dettagli e l’infrastruttura che viene utilizzata, se puoi.
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Benedikt Hasibar
Sì. In primo luogo è necessario assicurarsi l’approvvigionamento dell’idrogeno, che può provenire dalle importazioni o dall’elettrolisi effettuata
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Benedikt Hasibar
direttamente presso l’impianto, ad esempio, e poi si passa alla sua compressione. È quindi vero che lo pompiamo verso il basso; per estrarlo, invece, apriamo di nuovo la valvola, abbastanza lentamente, e lo preleviamo. In questo modo, possiamo adattare il consumo energetico a seconda dei periodi, in base alle necessità.
00:21:43:17 - 00:21:57:23
Abigail Acton
Ottimo. Si potrebbe arrivare a pensare a un’equivalenza con l’acqua, quindi: si riempie il pozzo per estrarla successivamente. Eccellente! Ci devono tuttavia essere state delle sfide tecniche da affrontare. Puoi parlarci di alcuni dei problemi che il progetto ha dovuto superare, o che sta attualmente superando, visto che è ancora in corso?
00:21:58:00 - 00:22:25:00
Benedikt Hasibar
Sì. A livello tecnico, siamo molto fiduciosi: disponevamo di un grande bagaglio di conoscenze su questo argomento, per cui in tal ambito non abbiamo avuto problemi. Ciò su cui ci stiamo concentrando è lo sviluppo di standard di sicurezza, in modo da garantire che chiunque sappia come operare in questo campo. Inoltre, stiamo sviluppando piani per realizzare impianti più grandi: il nostro infatti è un dimostratore con una capacità di 1 miliardo di m³ di idrogeno, che non è poco,
00:22:25:00 - 00:22:41:23
Benedikt Hasibar
ma in realtà abbiamo bisogno di strutture di maggiori dimensioni. E stiamo per di più elaborando modelli di riferimento per realizzare siti di stoccaggio in tutta Europa, il che costituisce un chiaro punto forte del progetto: esso non beneficia solamente noi, ma tutta la società nel suo complesso.
00:22:41:23 - 00:22:43:15
Abigail Acton
State diffondendo la gioia!
00:22:43:17 - 00:22:44:21
Benedikt Hasibar
Sì.
00:22:44:23 - 00:22:48:07
Abigail Acton
Splendido. E vi sono altre aree che stanno mostrando interesse?
00:22:48:07 - 00:22:51:18
Abigail Acton
Ovvero, avete già individuato potenziali siti in altri luoghi e regioni?
00:22:51:20 - 00:23:07:05
Benedikt Hasibar
Sì. Nell’ambito del nostro progetto siamo 11 partner provenienti da cinque diversi paesi europei e in quattro di questi abbiamo già identificato dei siti dove potrebbero essere costruiti degli impianti europei di stoccaggio dell’idrogeno.
00:23:07:08 - 00:23:09:20
Abigail Acton
Perfetto, avete già individuato dei luoghi che potrebbero funzionare in tal senso.
00:23:09:22 - 00:23:16:05
Benedikt Hasibar
Sì. Inoltre, ci stiamo occupando della pianificazione relativa alla costruzione nell’ambito di questo progetto.
00:23:16:08 - 00:23:31:05
Abigail Acton
Fantastico! Ottimo, grazie mille. E per di più, come per quanto riguarda gli altri due meravigliosi ospiti che abbiamo avuto questa mattina, è una soluzione pratica e molto utile, non solo a livello teorico. State rendendo questa possibilità più fattibile in termini reali, come parte del mix di energie rinnovabili a disposizione: un lavoro eccellente.
00:23:31:05 - 00:23:31:16
Benedikt Hasibar
Sì.
00:23:31:18 - 00:23:35:15
Abigail Acton
Ora vorrei farti un’altra domanda, direi in certa misura simile a quella che ho posto prima.
00:23:35:16 - 00:23:50:17
Abigail Acton
Sono molto curiosa di farmi un’idea di come sarà il futuro, come lo vedi? Sarà tra cinque, oppure forse dieci anni, che a tuo parere potremo utilizzare l’idrogeno come parte del mix energetico esistente? Quanto credi che dovremo aspettare? Beh, ovviamente qualche anno in più.
00:23:50:19 - 00:23:55:06
Benedikt Hasibar
Sì, direi che è abbastanza chiaro.
00:23:55:08 - 00:24:18:13
Benedikt Hasibar
L’idrogeno viene già utilizzato in questo momento, mentre l’idrogeno grigio, quindi non quello verde di cui abbiamo parlato, sarà sostituito proprio dall’idrogeno verde. Inoltre, una maggiore quantità di idrogeno verrà impiegata in settori nei quali l’elettrificazione è complessa da mettere in atto. Lo stoccaggio dell’idrogeno, come parte dell’infrastruttura complessiva di questo elemento, rappresenterà un importante tassello nel futuro sistema energetico.
00:24:18:15 - 00:24:35:23
Abigail Acton
Certo. Altrimenti non vedremmo i nostri meravigliosi nuovi aerei decollare e i nostri meravigliosi nuovi autobus circolare per le città. Ok, grazie mille per il tempo che avete trascorso con noi: avete tutti e tre spiegato molto bene il lavoro che state svolgendo, facendolo comprendere in modo più tangibile quale pezzo rilevante nel mix energetico a disposizione.
00:24:35:23 - 00:24:37:06
Abigail Acton
Grazie mille.
00:24:37:08 - 00:24:37:20
Benedikt Hasibar
Grazie.
00:24:38:00 - 00:24:38:23
Magali Senaux
Grazie mille.
00:24:39:04 - 00:24:40:01
Melanie Lienerth
Grazie.
00:24:40:03 - 00:24:47:05
Abigail Acton
Grazie a voi, è stato un piacere avervi con me oggi. A presto.
00:24:47:07 - 00:25:10:24
Abigail Acton
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00:25:11:01 - 00:25:32:18
Abigail Acton
Negli ultimi 52 episodi troverete sicuramente qualcosa che stuzzicherà la vostra curiosità. Forse volete sapere cosa stanno facendo altri progetti finanziati dall’UE per promuovere la diffusione dell’idrogeno. Sul sito web di CORDIS potete consultare i risultati dei progetti finanziati da Orizzonte 2020 e da Orizzonte Europa in questo ambito. Scoprite sul sito le tante ricerche impegnate a svelare le forze che muovono il mondo.
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Abigail Acton
Siamo sempre felici di ricevere i vostri commenti. Scriveteci all’indirizzo editorial@cordis.europa.eu. Alla prossima.
Sfruttare appieno il potenziale dell’idrogeno da fonti di elettricità verde
L’UE intende far sì che tutti i settori dell’economia azzerino le emissioni nette di gas serra entro il 2050. L’industria pesante e i trasporti possono tuttavia essere difficili da elettrificare in maniera diretta. L’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio e i suoi derivati, pertanto, costituiscono strumenti fondamentali in tal senso. Da meno del 2% del nostro consumo nel 2022, secondo le stime entro il 2050 l’idrogeno rappresenterà circa il 10% del fabbisogno energetico dell’UE. A tal fine, dobbiamo stimolare una domanda più forte per tale carburante, potenziare le relative reti di trasporto e di stoccaggio e garantire l’elettricità rinnovabile a prezzi accessibili necessaria per generare idrogeno a costi contenuti. I tre progetti che presentiamo oggi, che hanno ricevuto il sostegno dei fondi dell’UE per la ricerca e l’innovazione, hanno alcune soluzioni al riguardo. Magali Senaux(si apre in una nuova finestra), consulente senior e project manager presso Environmental Resources Management Limited(si apre in una nuova finestra), si auspica di vedere presto il giorno in cui gli autobus che passano per strada non emetteranno più fumi, lasciando dietro di loro solamente un filo d’acqua. Ha contribuito ad avvicinare alla realtà questa possibilità nel corso della sua partecipazione al progetto JIVE 2. Melanie Lienerth(si apre in una nuova finestra) è appassionata di voli alimentati a idrogeno, un’innovazione a cui lavora presso H2FLY(si apre in una nuova finestra), l’azienda impegnata nel concretizzare un volo di prova che si ritiene sia il primo volo orizzontale da parte di un velivolo a decollo e atterraggio verticale che impiega l’idrogeno liquido come carburante. Ha esplorato l’idea nel corso dello svolgimento del progetto HEAVEN. Benedikt Hasibar(si apre in una nuova finestra) è coordinatore del progetto Green Gas Technologies presso RAG Austria AG(si apre in una nuova finestra), la più grande società austriaca di stoccaggio dell’energia. Benedikt sta lavorando allo sviluppo di un metodo per lo stoccaggio dell’idrogeno efficace ed efficiente nell’ambito del progetto EUH2STARS.
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