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Se-bioFORtified ALfaLfa for Se-enriched Dairy products

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Soluzioni basate sull’agricoltura per affrontare le carenze di micronutrienti

Le strategie integrate basate sulla filiera alimentare possono contribuire ad affrontare in modo sostenibile le carenze di micronutrienti e dare una spinta agli agricoltori.

La carenza di selenio (Se) è un problema nutrizionale sottovalutato che colpisce gran parte della popolazione. È causata principalmente dalla mancanza di questo oligoelemento essenziale nei terreni e nelle colture – una situazione che potrebbe peggiorare con i cambiamenti climatici. Questo rappresenta un problema per la salute. Un apporto alimentare insufficiente di selenio può causare affaticamento mentale e perdita di massa muscolare ed è stato associato a un aumento del rischio di sviluppare malattie degenerative croniche. Le strategie di integrazione tradizionali sono spesso poco efficaci a causa della scarsa biodisponibilità (che indica la capacità dell’organismo di assorbire le sostanze).

Biofortificazione delle piante e prodotti lattiero-caseari arricchiti

Per affrontare questo problema, il progetto Se4All(si apre in una nuova finestra), sostenuto dal programma di azioni Marie Skłodowska-Curie(si apre in una nuova finestra), ha cercato di sviluppare approcci sostenibili basati sulla catena alimentare per aumentare l’assunzione di selenio. Cosa fondamentale, il progetto è andato oltre la biofortificazione delle piante, dimostrando il trasferimento completo del selenio lungo tutta la catena alimentare, dalle colture ai mangimi e, infine, ai prodotti lattiero-caseari destinati al consumo umano. «L’obiettivo fin dall’inizio era quello di offrire un modo sicuro, naturale ed efficace per assumere selenio biodisponibile attraverso alimenti di largo consumo», spiega la coordinatrice del progetto María Jesús Sánchez Martín, docente presso l’Università Autonoma di Barcellona(si apre in una nuova finestra). «Per questo, abbiamo riunito un consorzio altamente multidisciplinare che comprende esperti in agronomia, chimica analitica, tecnologia alimentare, produzione lattiero-casearia e infrastrutture di ricerca su larga scala.» Il lavoro ha compreso lo sviluppo e l’applicazione di formulazioni a base di Se sull’erba medica, tramite trattamenti fogliari (cioè trattando le foglie). Questi esperimenti sono stati convalidati sia in condizioni controllate che in prove sul campo. L’erba medica arricchita è stata poi utilizzata in prove di alimentazione con vacche da latte, per dimostrare il trasferimento del selenio nel latte. «Sono state utilizzate tecniche analitiche avanzate, tra cui l’HPLC-ICP-MS e metodi basati sul sincrotrone, per studiare il selenio lungo la catena pianta-animale-latte, al fine di confermare la formazione di forme di selenio biodisponibili», afferma Sánchez. «Abbiamo inoltre valutato le proprietà funzionali, microbiologiche e sensoriali dei prodotti lattiero-caseari ottenuti per garantire la fattibilità industriale e l’accettabilità da parte dei consumatori.»

Un approccio «dal terreno alla tavola» di successo

Il progetto Se4All è riuscito a dimostrare la fattibilità del suo approccio «dal terreno alla tavola». La produzione di erba medica arricchita con selenio è stata ottenuta senza compromettere la crescita delle piante né la qualità nutrizionale. Il team è riuscito inoltre a dimostrare l’efficace trasferimento del selenio dal mangime al latte, aumentando in modo significativo i livelli di selenio pur mantenendo concentrazioni sicure e nutrizionalmente rilevanti, per produrre latte arricchito di selenio. «Siamo riusciti a confermare che l’arricchimento con selenio non compromette la qualità, la sicurezza o le prestazioni di lavorazione del latte», osserva Sánchez. «I prodotti lattiero-caseari arricchiti con selenio, come il latte in polvere, il formaggio e lo yogurt, sono stati prodotti mantenendo inalterate le loro caratteristiche sensoriali e microbiologiche.» Da sottolineare che questi prodotti possono essere ottenuti senza richiedere modifiche significative alle tecnologie di lavorazione lattiero-casearia esistenti, favorendone così la scalabilità e l’adozione a livello industriale. Nel complesso, il progetto ha dimostrato che la biofortificazione con selenio attraverso la filiera agroalimentare è sia fattibile che scalabile.

Sistemi alimentari più resilienti

I prossimi passi prevedono ulteriori studi sulla stabilità del selenio nei diversi prodotti lattiero-caseari, nonché la valutazione della stabilità a lungo termine e della biodisponibilità del selenio durante la conservazione e la lavorazione. Ampliare la produzione di ingredienti lattiero-caseari arricchiti con selenio (come il latte in polvere) contribuirà inoltre a garantire la redditività industriale. «Per questo motivo, intendiamo rafforzare la collaborazione con gli allevatori e gli operatori del settore», afferma Sánchez. «Vogliamo inoltre ampliare la nostra ricerca sui benefici per la salute derivanti dal consumo regolare di prodotti lattiero-caseari arricchiti con selenio.» A lungo termine, Sánchez spera che i risultati del progetto Se4All contribuiscano a rendere i sistemi alimentari più resilienti e aiutino ad affrontare le sfide globali legate alla nutrizione, alla sostenibilità e ai cambiamenti climatici. «Il nostro approccio ha il potenziale per migliorare la salute pubblica, sostenere il settore lattiero-caseario con prodotti a valore aggiunto e ridurre la dipendenza dagli integratori convenzionali», afferma.

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