Un universo di nuove tecniche nel campo della radioastronomia
Le onde radio sono in grado di superare tutti quegli elementi, come la polvere o i gas, che ostacolano la visuale nel campo del visibile. Se abbinate all'interferometria, le onde radio possono aiutarci a risolvere i misteri cosmici. L'interferometria è una tecnica che consiste nel captare i segnali provenienti da due o più antenne telescopiche separate, sintonizzate per la ricezione di emissioni radio da una sorgente nella banda di radiofrequenza desiderata. I segnali ricevuti vengono in seguito sottoposti a correlazione incrociata (ovvero moltiplicati e accumulati). I risultati prodotti possono apparire sotto forma di immagine di un oggetto astronomico lontano, o di precisa localizzazione di un radioemettitore terrestre situato nelle vicinanze oppure extraterrestre. In sostanza, l'interferometria consente la creazione di un unico telescopio con un'apertura ampia quanto la distanza fra le due antenne. L'unione di un numero qualsiasi di antenne (ovvero la creazione di una cosiddetta schiera o sistema di antenne), permette agli scienziati di costruire telescopi praticamente di qualsiasi dimensione. Se le antenne sono separate da lunghe distanze (interferometria a lunghissima base - VLBI), i segnali vengono registrati su un nastro magnetico, il quale viene poi sottoposto al correlatore per l'elaborazione in tempi rapidi. Un gruppo di ricerca ha messo a punto nuove tecniche come la correlazione centrale a campo multiplo e la correlazione cluster-cluster, al fine di potenziare le capacità di analisi degli astronomi. La correlazione centrale a campo multiplo consente di aumentare notevolmente la quantità di informazioni astronomiche che è possibile ottenere da un'osservazione mediante interferometria VLBI. Ciò è possibile attraverso l'elaborazione dell'immagine all'interno del fascio primario del radiotelescopio più grande coinvolto nell'osservazione VLBI. La tecnica di osservazione VLBI Cluster-Cluster (Cl-Cl) o multiview, invece, offre potenziate capacità di osservazione nel campo dell'interferometria VLBI. In questo sistema, i singoli telescopi sono sostituiti da siti dotati di elementi di antenna multipli (che formano un gruppo o "cluster") alimentati da un comune oscillatore locale. Il metodo Cl-Cl riduce molti errori tipici delle osservazioni VLBI (drift dell'orologio e dell'oscillatore) fra le lunghissime basi ed elimina le interferenze sconosciute nei canali del segnale, causate dall'atmosfera e dalla troposfera. L'applicazione di queste nuove tecniche, accanto allo sviluppo di sottoprodotti (codici software), apre nuove possibilità nel campo degli studi astronomici, per quanto concerne le scoperte di quasar, pulsar e buchi neri.