Trasformare la realtà estesa in uno spazio per il bene sociale
La realtà estesa (XR), che comprende la realtà virtuale e la realtà aumentata, è una tecnologia che fonde il mondo fisico e quello virtuale. Fornisce ambienti sociali e collaborativi immersivi dove le persone possono incontrarsi, discutere e interagire. Se da un lato la tecnologia offre nuove opportunità, dall’altro comporta importanti sfide. «Le interazioni sociali nella XR possono essere difficili da gestire, soprattutto quando le discussioni diventano complesse, conflittuali o sbilanciate», spiega Mel Slater, coordinatore scientifico di GuestXR(si apre in una nuova finestra), della Università di Barcellona(si apre in una nuova finestra). «C’è anche il rischio di esclusione, partecipazione disuguale e barriere di comunicazione, in particolare per le persone con difficoltà uditive», aggiunge il membro del progetto Amir Amedi della Università Reichman(si apre in una nuova finestra).
Psicologia sociale, neuroscienze e scienze comportamentali
Il progetto GuestXR, coordinato da Eurecat e finanziato dall’UE, si proponeva di affrontare questi problemi sostenendo interazioni più costruttive, inclusive ed efficaci negli ambienti virtuali. In particolare, l’obiettivo era quello di aiutare a individuare e mitigare le situazioni di conflitto, ridurre i comportamenti antisociali e garantire che tutti i partecipanti potessero partecipare in modo più equilibrato. «Il concetto alla base di GuestXR è un agente di intelligenza artificiale chiamato Guest, progettato per operare in ambienti di realtà estesa», spiega Slater. «Questo agente viene inserito direttamente negli spazi virtuali o aumentati in cui le persone interagiscono, osservando il comportamento individuale e di gruppo in tempo reale». Basandosi su modelli di psicologia sociale, neuroscienze e scienze comportamentali, l’agente è in grado di interpretare ciò che sta accadendo nell’interazione e di intervenire quando necessario. Slater spiega che il suo ruolo non è quello di controllare la conversazione, ma di facilitarla. «Ad esempio, può incoraggiare i partecipanti più silenziosi a contribuire alla discussione, aiutare a mantenere un tono costruttivo, ridurre la tensione in caso di conflitto e guidare i partecipanti del gruppo a raggiungere gli obiettivi della riunione», osserva.
La tecnologia XR in quattro casi d’uso
Il team del progetto ha applicato la tecnologia XR a quattro casi d’uso, tra cui situazioni sociali che potrebbero scatenare conflitti o discussioni. L’ambiente XR è stato progettato per incoraggiare i partecipanti a esplorare diverse prospettive in situazioni potenzialmente conflittuali. Sono state simulate anche proteste storiche per aiutare il team a esplorare le risposte individuali e di gruppo e per valutare in che misura il Guest fosse in grado di influenzare il coinvolgimento dei partecipanti. Il team del progetto ha anche creato un innovativo gioco XR in cui le azioni dei giocatori nell’estrazione di criptovalute riflettono l’impatto ambientale dell’uso insostenibile delle risorse. Il gioco mette i giocatori di fronte alle conseguenze della scarsità di risorse, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’ambiente. Il lavoro è stato condotto da Andrzej Nowak della Università di Varsavia(si apre in una nuova finestra). Infine, il progetto ha esplorato come coinvolgere le persone con problemi di udito negli ambienti XR. «Sono stati sviluppati nuovi strumenti per ottimizzare l’acustica e migliorare la comprensione del parlato nella realtà estesa, aiutando le persone con difficoltà uditive a partecipare alle riunioni», spiega Umut Sayin, ricercatore presso Eurecat.
Innovazione responsabile nella XR
Dopo i risultati positivi, le prossime tappe prevedono il passaggio dalla convalida sperimentale a scenari più applicativi. «Le tecnologie GuestXR hanno già dimostrato il loro potenziale in settori quali le riunioni virtuali moderate, l’istruzione, la formazione e l’inclusione sociale», afferma Slater. «L’applicazione XR relativa al clima è stata utilizzata in collaborazione con organizzazioni educative e il quadro di simulazione delle proteste è in fase di adattamento per altri tipi di scenari». A lungo termine, il progetto GuestXR spera di aver dimostrato come la XR possa contribuire a creare un «metaverso per il bene», da utilizzare come spazio per un’interazione sociale positiva e costruttiva. Grazie all’innovazione responsabile nella XR, abbiamo dimostrato come la intelligenza artificiale possa essere integrata negli ambienti sociali in modo da supportare l’interazione umana nel rispetto dei principi etici.