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Articoli di approfondimento - Digitalizzare il nostro patrimonio culturale

Attraverso progetti di R&S e lavorando con esperti degli Stati membri, la Commissione europea sta studiando i modi migliori per conservare, arricchire e mettere a disposizione il nostro patrimonio culturale a beneficio dei cittadini di oggi e delle generazioni future. Da oltre dieci anni le TIC sono riconosciute come una soluzione tecnologica chiave.

Economia digitale

Basta sentire le esclamazioni di meraviglia dei turisti per capire che l'Europa ha qualcosa di speciale per quanto riguarda il patrimonio culturale. Certo abbiamo l'età dalla nostra parte - ville romane, templi greci e monumenti medievali non sono difficili da trovare - ma non è solo l'età quel che rende il nostro patrimonio così notevole. Dalle lontane abitazioni dell'età della pietra di Skara Brae nelle Orcadi scozzesi ai mulini a vento di Mikonos in Grecia, dai piccoli santuari sul ciglio della strada nelle campagne francesi alla lingua dei Sami in Lapponia, l'assortimento storico, la diffusione geografica e la grande diversità disponibili sono impressionanti. Il tempo però non è dalla nostra parte. Le costruzioni vanno in rovina, i libri si scoloriscono, i ricordi vanno perduti generazione dopo generazione. Esiste un modo per conservare, condividere e ampliare i benefici di questa ricca risorsa? Sin dal 2000 la Commissione ha sottolineato (nella sua politica eEurope) l'importanza di digitalizzare il nostro patrimonio culturale. La Biblioteca digitale è diventata una delle iniziative faro del quadro politico per la società dell'informazione i2010. Questo lavoro continua oggi nell'ambito dell' Agenda digitale . Diverse delle azioni pianificate nell'ambito di questo quadro politico propongono l'uso delle TIC per conservare e condividere il nostro patrimonio culturale. Azioni specifiche stanno cercando modi di promuovere il cinema europeo e istituire il finanziamento sostenibile della biblioteca europea digitale centrale, "Europeana". Europeana è uno dei progetti culturali europei più ambiziosi e più riusciti. È una fonte fidata per la nostra memoria collettiva e una rappresentazione del patrimonio culturale europeo online. Ad oggi contiene oltre 23 milioni di registrazioni di oltre 2.200 istituzioni. Molto del lavoro dietro le quinte però è stato fatto da progetti finanziati attraverso il Sesto programma quadro, 6° PQ che hanno sviluppato gli strumenti, le tecnologie e le metodologie per digitalizzare i nostri beni culturali e renderli accessibili online. Europeana dà alla comunità della ricerca e ai cittadini europei un punto di entrata unico per tutta la sua ricchezza culturale, mentre gli imprenditori del web possono accedere a un tesoro di contenuti digitalizzati con i quali sviluppare nuovi servizi e prodotti. Europeana 1.0 finanziata dal programma eContentplus, ha iniziato a collegare questo crescente insieme di archivi digitali e cultura digitalizzata, lavorando con progetti come APEnet, che ha fatto sì che 17 dei più importanti archivi europei fossero accessibili online, e una serie di altri progetti che impiegano tecnologie all'avanguardia per digitalizzare capolavori della cultura europea, come Europeana Regia (manoscritti reali medievali) e Europeana Collections 1914-1918 (materiale storico del periodo della Prima guerra mondiale). Europeana è stata lanciata a novembre 2008. L'ampliamento dei contenuti continua attraverso il progetto Ev2 (1), finanziato dal Programma di sostegno alle politiche TIC (ICT-PSP) del Programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP). Europeana è sostenuta anche da numerosi altri ICT-PSP e progetti del Settimo programma quadro (7° PQ) che continuano a identificare nuovi archivi e sviluppare soluzioni tecnologiche per digitalizzare e condividere oggetti e archivi. Per esempio, il progetto D2ME (2) sta sviluppando uno strumento che trasforma i metadati di diversi formati sorgente nei cosiddetti Europeana Data Model (EDM) che alimentano la funzionalità di indicizzazione e ricerca di Europeana. Questo strumento renderà più facile trasferire dati sulle collezioni di biblioteche, archivi e musei a Europeana evitando il lungo (e talvolta impreciso) lavoro di mappatura dei vari formati dei dati e degli archivi estranei verso il sistema di classificazione globale di Europeana. Altri progetti cercano di rendere accessibili archivi molto diversi tra loro, da collezioni molto specialistiche (per es. documentazione sulla biodiversità) all' arte contemporanea . Ma rendere gli archivi accessibili e ricercabili online non è che la metà dell'opera. Bisogna anche far vivere i contenuti digitali. Come si possono paragonare le fotografie del Partenone con una visita vera e propria? Come si può apprezzare la bellezza e la manifattura di un vaso di argilla senza far scorrere le proprie dita sui suoi bordi? Challenge 8 del 7° PQ riconosce che dobbiamo sviluppare tecnologie per "migliorare il significato e l'esperienza di risorse culturali e scientifiche". Abbiamo bisogno di applicazioni che fanno diventare tutta questa cultura digitalizzata un bene, in modo da poter assorbire, interagire e imparare dal nostro patrimonio culturale. Dal mondo digitale a quello reale ARtSENSE (3), per esempio, creerà una nuova generazione di guide mobili per musei basate sul nuovo concetto di Realtà aumentata adattativa (A2R), che colma il divario tra il mondo digitale e quello fisico. Userà schermi trasparenti per sovrapporre dipinti reali e immagini con informazioni digitali. Questa tecnologia rivoluzionaria comprenderà un'interazione controllata dallo sguardo e dai gesti, dando ai visitatori la sensazione che gli oggetti fisici rispondano loro direttamente. Le opere d'arte diventeranno artefatti attivi che attireranno l'attenzione del visitatore, giocheranno con le sue emozioni e lo istruiranno, tutto nello stesso momento. Il progetto CHESS (4) porta l'interazione sul campo. Riunendo la personalizzazione e i sistemi adattativi, la narrazione digitale e i controlli interattivi, i visitatori dei luoghi culturali godranno esperienze di realtà mista. Usando magari il loro telefono cellulare o altri dispositivi, i visitatori diventeranno parte della "storia" del sito, contribuendo con le proprie esperienze e ascoltando gli altri visitatori e i curatori professionisti. Il progetto CULTURA (5) sviluppa interessanti nuovi modi di interagire con i testi storici e i manoscritti illustrati offrendo un ambiente nel quale gli artefatti del patrimonio culturale possono essere esplorati in un modo che si adatta ai singoli utenti, rispondendo a quello che fanno o a quello cui sono interessati. I sistemi lo fanno analizzando il materiale culturale stesso e "comprendendo" gli argomenti importanti, le personalità e gli eventi descritti. Ogni giorno probabilmente passiamo davanti a chiese, statue e monumenti. Adesso è possibile esplorare o studiare città piccole e grandi comodamente da casa. L'apprezzatissimo progetto V-City (6) ha sviluppato un motore tridimensionale che usa cartine, immagini satellitari, fotografie e modelli CAD per creare intere città in 3D. Questa tecnologia è stata usata persino per creare lo sfondo di alcune scene della corsa nel film della Pixar Cars 2. Certo molti oggetti e manufatti culturali sono tridimensionali, quindi gli archivi digitali devono trovare modi di catturare queste dimensioni e riprodurle per gli utenti. Il progetto 3D-COFORM (7) si occupa della digitalizzazione dei manufatti e ha lo scopo di fornire nuovi strumenti nei settori della cattura tridimensionale, del trattamento tridimensionale, della semantica delle forme, delle proprietà materiali e altro. Questo lavoro dovrebbe avere come risultato rappresentazioni più ricche e più realistiche, una migliore documentazione e maggiore efficienza in termini di costi del processo di digitalizzazione. Il progetto aiuterà a fondare un "centro di competenza virtuale" in digitalizzazione 3D per mettere insieme le capacità e le risorse tecnologiche necessarie per sostenere la digitalizzazione di massa degli oggetti tangibili del patrimonio culturale e uno sviluppo professionale attraverso programmi di istruzione e formazione che fornisca alle istituzioni culturali una migliore comprensione delle potenzialità delle tecnologie tridimensionali nel campo del patrimonio culturale. Sono stati organizzati inoltre altri centri di competenza, che forniscono sostegno tecnico alle organizzazioni culturali per la digitalizzazione e la conservazione digitale del patrimonio culturale. Il progetto IMPACT (8) ha sviluppato innovazioni del software OCR (Optical Character Recognition) e delle tecnologie linguistiche per l'elaborazione e il recupero di documenti storici. Ha lavorato inoltre alla costruzione della capacità di digitalizzazione in Europa, organizzando un centro di competenza che fornisce un punto di accesso centrale a tutte le biblioteche, gli archivi e i musei coinvolti nella digitalizzazione di materiale testuale. PrestoPRIME sta sviluppando soluzioni pratiche per la conservazione a lungo termine di oggetti mediali digitali, programmi e collezioni e sta trovando modi di aumentare l'accesso integrando gli archivi mediali con le biblioteche europee online in un quadro di conservazione digitale. La gamma di strumenti e servizi sviluppati sarà fornita attraverso un centro di competenza in rete. Ovviamente c'è tutto un mondo da esplorare. Niente può sostituire l'esperienza personale di toccare, sentire e sperimentare i luoghi del patrimonio culturale dal vero, Ma almeno possiamo essere sicuri che grazie alle TIC, il nostro inestimabile patrimonio si conserverà e rimarrà accessibile alle generazioni future. I progetti presentati in questo articolo sono stati sostenuti dal meccanismo per il supporto delle TIC del Programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP) o dal Settimo programma quadro (7° PQ ) per la ricerca. (1) "Europeana v2.0" (2) "Digitised Manuscripts to Europeana" (3) "Augumented RealiTy Supported adaptive and personalized Experience in a museum based oN processing real-time Sensor Events" (4) "Cultural Heritage Experiences through Socio-personal interactions and Storytelling" (5) "CULTivating Understanding and Research through Adaptivity" (6) "The virtual city" (7) "Tools and expertise for 3D Collection Formation" (8) "Integrated Method for Policy making using Argument modelling and Computer assisted Text analysis" Link utili: - 7° PQ su CORDIS - CIP su CORDIS - Europeana 2.0 su Europa - D2ME su Europa - ARtSENSE su CORDIS - CHESS su CORDIS - CULTURA su CORDIS - V-City su CORDIS - 3D-COFORM su CORDIS - IMPACT su CORDIS - PrestoPRIME su CORDIS Articoli correlati: - Comité des Sages "The New Renaissance: Bring Europe's Cultural Heritage Online" - 7° PQ - TIC Sfida 8 - Cultura digitale - Comunicato stampa: 9 maggio 2012 del vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes ha descritto Europeana come il "Wikipedia della cultura"