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Trattamento personalizzato per i cuori a rischio

La cardiopatia coronarica (coronary heart disease, CHD) e l’ictus – le due principali cause di morte e disabilità in Europa – hanno un costo sanitario di oltre 170 miliardi di euro l’anno. Decine di migliaia di decessi provocati dalle malattie cardiovascolari (cardiovascular disease, CVD) potrebbero comunque essere prevenuti.

Salute

L’invecchiamento della popolazione europea rende ormai urgente l’individuazione di soluzioni basate su elementi concreti che permettano la diagnosi precoce e precisa, e una migliore gestione clinica di queste patologie. Il progetto EPIC-CVD (Individualised CVD risk assessment: tailoring targeted and cost-effective approaches to Europe’s diverse populations), finanziato dall’UE, è stato avviato per fornire a medici e responsabili delle politiche strumenti per compiere previsioni personalizzate. EPIC-CVD si proponeva di continuare la ricerca precedente sulla previsione del rischio di CVD utilizzando risorse sulla popolazione, tecnologie di biomarcatori e studi translazionali. Il consorzio europeo multidisciplinare includeva 28 partner di 10 paesi europei, che hanno concentrato la loro esperienza sulla ricerca traslazionale, l’epidemiologia e la tecnologia diagnostica. I partner del progetto hanno identificato 11 000 casi di ictus e recuperato i relativi campioni biologici per i test, facendone il più grande studio epidemiologico dedicato a questa patologia. Hanno anche analizzato gran parte dei 42 000 campioni per rilevare i biomarcatori nutrizionali, come acidi grassi, vitamina C, metaboliti della vitamina D e carotenoidi. Sono stati confrontati i campioni dei pazienti affetti da malattie cardiovascolari e di individui di controllo. Un altro aspetto è stato l’identificazione di biomarcatori della “natura”, come le varianti genetiche, la lunghezza dei telomeri e i componenti del siero in circolazione. I ricercatori hanno sviluppato e collaudato un test della reazione a catena della polimerasi quantitativa multiplazione monocroma ad alte prestazioni specifico per la lunghezza dei telomeri dei leucociti. I test pilota su 40 000 partecipanti allo studio EPIC-CVD dimostrano l’efficacia di questo approccio rispetto al Southern blot, lo standard di riferimento tecnico attuale. Uno dei principali aspetti del progetto era quello di dimostrare l’utilità clinica e di sanità pubblica dei nuovi punteggi di rischio CDV. Attraverso un esame sistematico, gli scienziati hanno selezionato i punteggi di rischio modificabili più promettenti e le metodologie migliori per la previsione dei rischi di queste patologie. Hanno ottenuto miglioramenti significativi dal punto di vista dell’analisi dell’economicità e nello sviluppo di uno strumento di valutazione del rischio cardiovascolare. Un risultato importante è stata l’approvazione etica delle prove di controllo randomizzate – INFORM – che ha valutato l’applicabilità clinica dei punteggi di rischio CVD in 1 000 pazienti. Il maggiore impatto singolo di EPIC-CVD è stato quello di fornire ai medici e ai responsabili delle politiche un elenco di opzioni basate sulle evidenze, per ottenere approcci al rischio CVD mirati ed economici. Queste opzioni sono fatte su misura per le esigenze delle diverse popolazioni europee e contribuiranno alla salute e al benessere dei cittadini, oltre a promuovere l’innovazione e la competitività della ricerca all’interno dell’UE.

Parole chiave

Malattie cardiovascolari, EPIC-CVD, biomarcatori, studi translazionali, test della reazione a catena della polimerasi quantitativa multiplazione monocroma ad alte prestazioni

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