Un consumo di acqua più intelligente per l’itticoltura del futuro
L’acquacoltura, che attualmente fornisce circa la metà del pesce consumato a livello mondiale, è il settore alimentare animale in più rapida crescita, secondo quanto affermato da Louise von Gersdorff Jørgensen, ricercatrice associata presso il dipartimento di Scienze veterinarie e animali dell’Università di Copenhagen. Tuttavia, la piscicoltura tradizionale solleva spesso problematiche di tipo ambientale, dall’elevato consumo di acqua e l’inquinamento da nutrienti alla diffusione di malattie nei pesci selvatici. Per rispondere a tale situazione, l’industria dell’acquacoltura si sta rivolgendo sempre più ai sistemi di acquacoltura a ricircolo (RAS, recirculating aquaculture system), allevamenti di pesci a terra in cui l’acqua viene pulita e riutilizzata in maniera continuativa. Jørgensen ha coordinato il progetto RASOPTA(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE e sostenuto dal programma di azioni Marie Skłodowska-Curie, che si è svolto da settembre 2021 ad agosto 2025. L’iniziativa, che riunisce vari partner del settore della ricerca e dell’industria provenienti da Danimarca, Isole Faroe, Germania, Ungheria, Norvegia e Spagna, si è proposto di eliminare le principali barriere che limitano una più ampia diffusione dei sistemi RAS, prestando particolare attenzione al miglioramento della qualità dell’acqua, del controllo delle patologie e della qualità dei prodotti in questi sistemi altamente controllati.
Riciclare l’acqua, ripensare l’allevamento ittico
Nei RAS, i pesci vengono allevati al chiuso in vasche in cui l’acqua passa attraverso una serie di fasi di trattamento, prima di essere riutilizzata. «I sistemi di acquacoltura a ricircolo sono sistemi di allevamento ittico a terra che filtrano, puliscono e riutilizzano continuamente l’acqua in cui crescono i pesci», spiega Jørgensen. I rifiuti solidi vengono rimossi, i composti tossici dell’azoto vengono convertiti da batteri benefici, l’anidride carbonica in eccesso viene eliminata e i livelli di ossigeno vengono mantenuti in modo accurata, secondo un approccio che consente di ridurre drasticamente il consumo di acqua e di limitare il rilascio di nutrienti, antibiotici e agenti patogeni nell’ambiente. Ciononostante, il riutilizzo dell’acqua dà origine anche a nuove sfide da affrontare. «Sebbene la tecnologia RAS riduca il consumo idrico, il riutilizzo dell’acqua comporta problemi per quanto riguarda il mantenimento di un’elevata qualità della stessa», osserva Jørgensen. In particolare, i filtri biologici utilizzati per la depurazione dell’acqua si basano su comunità microbiche complesse che possono essere destabilizzate dalla pulizia di routine. La ricerca svolta nell’ambito di RASOPTA ha dimostrato che una pulizia eccessiva può alterare questo equilibrio, creando condizioni nelle quali gli microrganismi nocivi sono in grado di proliferare.
Mantenere i pesci in salute e migliorarne il sapore
La salute e il benessere dei pesci sono stati elementi centrali nel progetto. «Un microbioma acquatico sano è fondamentale per la crescita e il benessere dei pesci», afferma Jørgensen. I focolai epidemici nei sistemi intensivi, che possono diffondersi rapidamente, spesso portano all’utilizzo di antibiotici, contribuendo alla resistenza antimicrobica. Per risolvere questo problema, RASOPTA ha sviluppato uno strumento di monitoraggio non invasivo, basato sul DNA, capace di rilevare batteri, parassiti e virus da campioni d’acqua, uno strumento che dispone del potenziale di fungere da sistema di allerta precoce e di consentire agli allevatori di intervenire prima dell’aggravamento delle patologie. «La diagnosi precoce offre ai responsabili della getione ittica un tempo prezioso per intervenire prima che si verifichino morbilità e mortalità», spiega Jørgensen. Il sapore è altrettanto importante per i consumatori: nei RAS, alcuni microbi producono composti terrosi o ammuffiti che si accumulano nell’acqua riciclata, venendo assorbiti dalla carne dei pesci. Il team di RASOPTA ha identificato nuovi composti in grado di modificare negativamente il sapore e ha messo in luce il modo in cui esso venga influenzato dalla composizione del mangime, dal trattamento dell’acqua e dalla progettazione del sistema. «L’alimentazione dei pesci influenza fortemente l’aroma, mentre sono stati identificati diversi nuovi odoranti nei RAS», afferma Jørgensen. Queste conoscenze supportano l’elaborazione di strategie mirate per prevenire i retrogusti indesiderati e migliorare l’accettazione da parte dei consumatori.
Sviluppare competenze per garantire la sostenibilità dell’acquacoltura
RASOPTA ha investito fortemente anche nella collaborazione e nella formazione. Il progetto, che ha riunito università, istituti di ricerca e aziende di varie parti d’Europa, ha formato diversi ricercatori nella fase iniziale della propria carriera incentivando un punto d’incontro tra il mondo scientifico e quello accademico: combinando competenze in materia di ecologia microbica, biologia molecolare, bioinformatica e chimica analitica, esso ha fornito strumenti e conoscenze direttamente applicabili agli impianti RAS disponibili in commercio. «Progetti come RASOPTA sono chiaramente vantaggiosi sia per l’industria che per il pubblico», conclude Jørgensen. Se adottate su larga scala, queste soluzioni potrebbero aiutare l’Europa a rafforzare la produzione ittica e a ridurre al contempo l’impatto ambientale, contribuendo a incrementare la resilienza e la sostenibilità del sistema alimentare.