Prevenire la corrosione nelle centrali elettriche
Le MBM sono uno dei tanti sottoprodotti della macellazione prodotti dai cuocitori. Per via del loro elevato contenuto proteico, fino a poco tempo fa le MBM venivano usate come alimento per animali. Dopo il panico creato dalla malattia della mucca pazza, ufficialmente nota come Encefalopatia bovina spongiforme (BSE), le MBM sono state però bandite come alimenti per animali. Piuttosto che disperderle nelle discariche, con conseguenti problemi ambientali e sanitari, gli scienziati europei hanno cominciato a bruciarle nelle centrali elettriche per produrre energia. Grazie al loro elevato contenuto energetico, le MBM sono un tipo ideale di biomassa, anche se però contengono cloro, calcio e fosforo, tutti elementi che contribuiscono alla corrosione delle centrali. Il programma Energy, Environment and Sustainable Development ha finanziato il consorzio FBCOBIOW per capire come superare questi inconvenienti. Sono stati eseguiti esperimenti con vari tipi di carbone bruciato in combinazione con le MBM, e come banco di prova è stata usata una centrale funzionante con la tecnologia FBC (combustione in letto fluidizzato). Il tradizionale carbone bituminoso altamente volatile (HVB) si è dimostrato problematico perché i metalli alcalini usati per trasportare il cloro nel bollitore vi hanno causato danni considerevoli. La soluzione è consistita nel bruciare il carbone con una elevata quantità di silicato di alluminio. Il consorzio FBCOBIOW ha anche sottolineato l'importanza di non pretrattare il carbone con potassio o altre sostanze capaci di neutralizzare il silicato di alluminio. Il lavoro svolto permetterà una più ampia accettazione delle MBM come biomasse in sostituzione del carbone e di altri combustibili fossili, contribuendo così a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di altri inquinanti pericolosi. La sostenibilità economica è rafforzata anche dal fatto che molti impianti di riciclaggio devono pagare per smaltire le MBM.